Abbiamo deciso di rispondere a tutti con una serie di articoli, che troverete qua.
La domanda di Giuseppe è : come si fa a “promuovere” Scrum in un’azienda a vocazione metalmeccanica?
Foto di Possessed Photography su Unsplash
La promozione di Scrum è spesso spinta da una persona che in passato l’ha già praticato oppure da qualcuno che ha ne ha intuito la potenzialità e ha voglia di sperimentarlo. Personalmente ho visto la promozione di Scrum, in qualsiasi tipo di azienda, avvenire sia dal basso che dall’alto, o da una combinazione dei due.
Io stesso, quando ho iniziato a capire le potenzialità di Scrum nel 2010, ho cominciato a sperimentarlo con i miei clienti che non lo conoscevano.
Questa esperienza ha mostrato che la miglior promozione che si possa fare è con l’esempio. Quindi identificare un prodotto con il quale si possa portare avanti una sperimentazione Scrum e mettersi al lavoro. Molto spesso non c’è bisogno di autorizzazioni interne o altre cose complicate per iniziare.
Ho cominciato così a praticare Scrum, senza pubblicizzarlo troppo, proponendo al team gli eventi e cominciando, insieme, a identificare tutte le barriere che ci impedivano di utilizzare Scrum per creare il nostro prodotto (software).
Rapidamente, questa sperimentazione ci ha portato a parlare e discutere di Scrum al di fuori del team, ha motivato altre persone a provare e ha scatenato molte domande.
La sfida più grande per qualsiasi persona e azienda consiste a cambiare modo di pensare, agire e prendere decisioni. Capire che in un mondo complesso e mutevole non c’è certezza è uno dei primi passi. Adeguarsi a questo dato di fatto è più difficile.
Questo è ancora più importante quando si parla di prodotti tangibili (e non software), dove la roadmap e la strategia del prodotto devono tener conto dello sviluppo iterativo e incrementale.
Per esempio, una società metalmeccanica che ho avuto il piacere di formare, deve creare un nuovo prodotto che integra componenti elettronici (iot). Cosa mai fatta prima.
Riunendo insieme tutte le competenze necessarie (tecnici, sales, sviluppatori, marketing, ecc.) sono riusciti a creare una roadmap che avesse un senso per tutti, in breve:
La prima versione del prodotto avrà una cavità pronta ad ospitare i componenti elettronici. La commercializzazione sarà possibile e appetibile perché il minor peso del pezzo ci permetterà di venderlo meno caro. Questo finanzierà la seconda versione
La seconda versione del prodotto conterrà l’elettronica necessaria e una parte del software per farlo funzionare. La commercializzazione sarà possibile e appetibile perché questa versione ci permetterà di tracciare il numero di movimenti del pezzo e programmare i richiami automatici per la manutenzione
La terza versione del prodotto avrà aggiornamenti software, con ulteriori funzionalità utili al cliente per pilotare e ottenere informazioni sul movimento del martinetto…
Vedete come sia importante, in ogni caso e forse ancor più per un’azienda metalmeccanica, avere una visione, un obiettivo e una roadmap di prodotto chiara, tanta apertura e collaborazione per ottenere questo tipo di risultati.
Spero di aver fornito spunti di riflessione a Giuseppe (e tanti altri!), che aveva fatto la domanda “come si fa a promuovere Scrum in un’azienda a vocazione metalmeccanica”.
Lunedì 6 luglio 2020, Gunther Verheyen e Fabio Panzavolta hanno avuto il piacere di condividere la loro esperienza nel mettere in pratica una trasformazione organizzativa implicita. La semplicità di Scrum consente di scalare le montagne, lavorando sodo e rimuovendo gli ostacoli uno dopo l’altro…
Scrum e efficacia personale sono compatibili? In queste ultime settimane ho sperimentato l’utilizzo di Scrum per la mia organizzazione personale. Se avete molte cose da fare, a livello lavorativo o personale, se vi sentite superati dagli eventi allora è possibile che questo articolo vi sia utile. Sono alla settima settimana di sperimentazione.
Questo articolo potrebbe anche essere utile alle persone che non conoscono Scrum perché i principi che spiego e che mi sono applicato a me stesso non sono altro che i principi di Scrum.
Rendere il lavoro da fare visibile
Uno dei fattori di stress per quanto mi riguarda derivano dal fatto che provo a memorizzare tutto. È evidente che ad un certo punto è impossibile e per questo mi aiuto con l’agenda, le note ed i task come tutti insomma. Volevo trovare un modo più efficace per rendere il lavoro visibile ed ho cominciato a riportare su Trello (ovviamente ci sono anche altri strumenti da provare) tutte le mie note, i miei task e le mie idee da esplorare.
Ho organizzato lo spazio con diverse colonne:
Modelli: dove memorizzo tutti i modelli di elementi del Backlog per evitare di riscriverli ogni volta. È molto utile per esempio per organizzare una formazione perché ho una check list di 45 elementi.
Product Backlog: la lista di tutte le cose da fare
Sprint Backlog: la lista di tutte le cose da fare in uno Sprint, nel mio caso una settimana, a volte aggiungo anche dei dettagli nei commenti
On Going: è la lista dei lavori in corso. Limito volontariamente ad un elemento questa colonna
Done: tutte le cose che ho terminato. Terminato per me vuole dire non avere più niente da fare e quindi dovete ben pensare per voi che cosa vuol dire aver terminato un elemento del Backlog
Ho aggiunto altre tre colonne per tenere traccia dei libri che voglio leggere, che sto leggendo e che ho letto.
Esempio Trello
Uso codici colore che mi sono utili per capire in quale settore passo la maggior parte del mio tempo e anche per equilibrare bene lo Sprint. Per esempio, tutti gli item che sono in rosso corrispondono ai task amministrativi: se mi rendo conto che la metà di uno Sprint è costituito da item rossi vuol dire che c’è un problema perché questo mi impedisce di creare valore per voi e di fare quello che mi piace di più, cioè studiare e praticare Scrum… come avrete capito!
Ordinare il lavoro da fare
All’inizio avrete solo la colonna Product Backlog con tanti elementi, le altre colonne saranno probabilmente vuote. Ora è il momento di ordinare il lavoro da fare. Utilizzate i criteri che sono più adatti nel vostro caso, come: l’urgenza, l’importanza, il guadagno, eccetera.
Personalmente ho ordinato con un obiettivo in mente: ogni settimana voglio creare del contenuto di valore, il più piccolo che sia, più altre cose tipo secondarie.
Durata e obiettivo di uno Sprint
L’avete senza dubbio indovinato ora bisogna decidere la durata dello sprint e soprattutto fissarsi degli obiettivi. Ma prima decidete la durata dello Sprint; io ho scelto una settimana e vi consiglio di non superare le quattro settimane.
Una volta fissata la durata cominciate a prendere gli item del Product Backlog dall’alto, immaginando tutto il lavoro che farete nel corso di uno Sprint (quindi nel mio caso di una settimana). Non passate molto tempo in questa attività, un quarto d’ora dovrebbe essere sufficiente anche perché all’inizio vi sbaglierete 😊.
Mi sono fatto un modello di item che mi serve a delimitare uno Sprint e nel quale prendo nota dello Sprint Goal, l’obiettivo che mi sono fissato per la settimana. Questo mi permetterà di portare nello Sprint Backlog gli elementi del Product Backlog che sono coerenti con lo Sprint Goal (e quindi a delimitare un insieme coerente di lavoro da fare).
Il modello di item che utilizzo per creare un nuovo Sprint personale. Sostituisco X con il numero dello Sprint e aggiungo l’obiettivo
Un esempio del mio primo Sprint, con l’obiettivo corrispondente. Fra parentesi vedete il numero di item completati alla fine dello Sprint
Selezione del lavoro da fare nel corso di uno Sprint
Durante lo Sprint, ora che l’obiettivo è chiaro, scelgo nel Product Backlog le cose da fare (in generale lo faccio il venerdì sera, per iniziare il lunedì con la lista già pronta, ma che modifico a volte).
Bisogna tener conto delle proprie disponibilità, pensare anche a liberare tempo per il vostro benessere, che è molto importante! Per esempio, io aggiungo elementi “sport” nello Sprint perché spesso le idee di articoli ed altre idee importanti mi vengono mentre corro e sapete che il cervello è fatto bene e utilizza questo tempo per digerire le informazioni e per metterle in ordine. Fare sport o qualsiasi altra attività che vi fa bene non vuol dire che non state lavorando, il cervello continua a lavorare!
Siete pronti per il vostro primo sprint preparatevi perché sarà pieno di sorprese 😊.
Lo Sprint
Cominciate il vostro ciclo di lavoro prendendo cura di rispettare qualche regola che vi siete fissati. Le mie sono: non più di un elemento alla volta, aver finito vuol dire che non ho più niente da fare su questo elemento e nessuna concessione sulla qualità del risultato.
In questo momento sto sperimentando il time-boxing di certe attività che mi occupano molto tempo, come per esempio la lettura e la risposta alle mail. Quando comincio a trattare le mail avvio il conto alla rovescia di 30 minuti e quando scade il tempo interrompo il lavoro e considero questo elemento del Backlog come terminato. Ho tre elementi nello Sprint Backlog: controllare le mail al mattino, controllare le mail al pomeriggio e controllare le e-mail la sera. Il time-box totale è di un’ora e mezza, ciò vuol dire che a volte finisco in cinque minuti ed altre volte invece arrivo alla scadenza dei 30 minuti e smetto termino l’attività.
Ogni mattina rileggete l’obiettivo che vi eravate dati per lo Sprint, chiedetevi se siete sempre concentrati a realizzare questo obiettivo! Lo avevate dimenticato? È sempre d’attualità?
Piccolo consiglio: non cambiate l’obiettivo dello Sprint una volta che lo avete cominciato. Se qualcosa di importante si aggiunge segnatelo nel Product Backlog, se è veramente molto importante mettetelo in alto, lo tratterete nel prossimo Sprint. Non fatevi distrarre dalle novità che spesso possono aspettare la fine dello Sprint.
Fine dello Sprint
Ecco ci siamo, è la fine dello Sprint (quindi della settimana per me). Ora è molto importante prendere il tempo per analizzare il lavoro che è stato fatto e il lavoro che vi resta da fare nella colonna “On Going” e soprattutto se il vostro obiettivo è stato raggiunto o meno!
Nel primo caso a potete aprire una bottiglia di buon vino e nel secondo caso una bottiglia di birra. E già, bisogna sapere ricompensarsi all’altezza dei propri risultati e immagino che questo tipo di ricompensa vi aiuterà e vi motiverà a raggiungere i vostri Sprint Goal.
Ovviamente se non vi piace o non potete bere vino o birra, cercate un’altra ricompensa che vi aiuterà e vi motiverà a raggiungere l’obiettivo dello Sprint 😊.
Non abbiamo finito, ora bisogna sapere come migliorarsi nel prossimo Sprint. Prendete un’ora almeno per riflettere a tutte le cose che sono andate bene e a cosa volete migliorare per il prossimo Sprint.
Ad ogni Sprint obbligatevi a trovare un’azione di miglioramento che potete implementare concretamente al prossimo Sprint. Definite in quest’azione i risultati attesi nel corso dello Sprint e verificateli alla fine. Se non lo fate, le azioni di miglioramento non vi serviranno a niente.
Ora che gli elementi che rimangono nella colonna “On Going” e Sprint Backlog sono stati analizzati possono essere spostati nel Product Backlog. Fate la somma degli elementi che si trovano nella colonna “done” per lo Sprint che avete terminato. Questa informazione vi sarà utile più tardi.
È venerdì sera, il mio Sprint è terminato. Questo era l’ultimo item da fare, dopo aver pubblicato l’articolo e aver messo l’item in “done”, vedrò se posso aprire una bottiglia di vino o una di birra!
Fra due settimane pubblicherò un nuovo articolo: come migliorare la vostra prevedibilità personale con un Burndown chart.
Se stai leggendo questo articolo forse è perché non hai passato la certificazione Scrum.org! Il motivo per il quale Scrum.org offre due tentativi per le sue certificazioni e vi spinge a fare il primo tentativo nei quattordici giorni successivi all’ultimo giorno di formazione, è per valutare il vostro livello di comprensione e di conoscenza di Scrum e dell’argomento particolare trattato dalla formazione che avete seguito (il ruolo dello Scrum Master per la PSM, quello del Product Owner per la PSPO, etc.).
Qui di seguito trovate una sequenza che vi consiglio di seguire per preparasi al secondo tentativo.
Non abbattersi e soprattutto non usare subito il secondo tentativo!
Leggere attentamente l’email di feedback che avete ricevuto da Scrum.org. Per ogni “Focus Area” avete la percentuale di risposte giuste e un link che vi porterà nelle risorse disponibili per capire meglio ciò di cui si parla
Esempio feedback Scrum.org per l’esame PAL-E
Studiare bene ogni “Focus Area” dove il punteggio è inferiore all’85%, ripassate anche il supporto del corso, se necessario
Scegliere uno o più libri consigliati per crearvi dell’esperienza e capire meglio certi concetti
Ripetere gli Open Assessment relativi alla formazione che avete seguito. Studiare bene tutti feedback che avete per ogni domanda, cercando di capire bene il senso della spiegazione
Prendere nota di tutte le domande o i concetti con i quali avete più difficoltà
Chiamare il formatore, se necessario, per una mezz’ora di colloquio per chiarire gli ultimi dubbi
Aggiornamento 24 giugno 2020 : con scrum.org, in seguito alla pandemia, abbiamo lavorato per trasformare i nostri corsi per offrirli anche a distanza. Il feedback ottenuto dai partecipanti è stato straordinario, a tal punto che oramai offriamo sistematicamente i nostri corsi anche a distanza.
Corso Professional Scrum Product Owner a distanza di Marzo 2020
Quali strumenti usate per l’animazione a distanza?
La semplicità è la parola d’ordine per i nostri corsi a distanza. Usiamo i seguenti strumenti:
Zoom: strumento per le conferenze on-line, ha tutte le funzionalità che permettono di riprodurre una situazione molto simile a quella in aula. In particolare la funzione di “Breakout Rooms“, ottima per creare gruppi virtuali di persone.
Mural: strumento per l’animazione di workshop e mini esercizi di gruppo.
Google Docs / Jamboard: utilizzati, a volte, in complemento di Mural
Power Point: per il supporto di formazione
QUALI SOno i requisiti tecnici per partecipare?
Raccomandiamo una connessione internet stabile e veloce, tipo ADSL o fibra; un computer fisso o laptop di non più di cinque anni; una telecamera connessa al computer; degli auricolari con microfono e un ambiente favorevole alla concentrazione. La sessione di introduzione al corso vi sarà utile per capire se la vostra configurazione è adatta a questo tipo di formazione.
Spero aver fatto chiarezza sulla nostra offerta di formazioni, potete consultare questa pagina per le prossime date di formazione, oppure contattarci per discutere insieme e chiarire le modalità.
Qualche giorno fa stavo osservando una Sprint Retrospective. Lo Scrum Team ha deciso di lavorare sulla definizione di “Done” (DoD), il punto più importante da adattare per il prossimo Sprint. Le discussioni sono state aperte e animate, quando è emerso un’argomento inaspettato durante la sessione.
Due nuovi sviluppatori hanno recentemente integrato il DevTeam, ora composto da cinque persone. La crescita del gruppo ha cambiato le dinamiche, aggiungendo complessità e la necessità di una revisione della Definizione di “Done”.
Lo Scrum Master ha invitato Product Owner e DevTeam a generare idee per il DoD. Molti post-it sono stati generati e condivisi, alcuni molto dettagliati, altri meno. Successivamente, la discussione si è bloccata sul livello di precisione della documentazione, soprattutto a scopo di test.
La domanda era: quanto dovrebbe essere precisa e dettagliata la DoD? Dovremmo essere specifici, ad esempio: “test di non regressione documentati, convalidati da un collega, esecuzione e risultato memorizzato nella cartella XY”. Oppure una frase del tipo: “test di non regressione” potrebbe essere sufficiente?
La risposta a questa domanda è, naturalmente, qualunque sia la decisione collegiale del Product Owner e del DevTeam, purché migliorino continuamente attraverso l’ispezione e l’adattamento.
A questo punto, inizia una conversazione inaspettata tra i membri del DevTeam: uno di loro sosteneva che scrivere semplicemente “test di non regressione” non avrebbe garantito che il collega eseguisse test abbastanza “buoni” e “significativi”. Avrebbe potuto semplicemente fare qualcosa per sbarazzarsi del test e passare a quello successivo.
In quel momento, un’allarme suona nella mia mente e un neon rosso lampeggiante con le lettere “F I D U C I A” inizia a lampeggiare … (sì, a volte accadono cose strane nella mia mente :-))
Partendo dal presupposto che il DevTeam è un gruppo di professionisti che sono auto-organizzati per creare un Incremento “Done” alla fine di ogni Sprint, se non sono in grado di concordare una definizione di “Done” e usano una formulazione del tipo “come posso sapere se hai fatto davvero un buon test” è, a mio parere, la prova che il problema è probabilmente basato sulla fiducia nel lavoro degli altri membri del team.
Ho convalidato la mia ipotesi della situazione con alcune domande aperte. Ora so che devo aiutare il DevTeam a ripristinare la fiducia per diventare di nuovo efficace. Quello che era iniziato come una discussione sulle definizione di “Done”, ha rivelato finalmente un problema più profondo: una mancanza di fiducia tra i membri del DevTeam.
Sono fiducioso che questa squadra supererà queste difficoltà e sarà un DevTeam ad alte prestazioni in fretta!
Da ricordare
Controllate il livello di fiducia, sempre. Spesso questo è IL problema. Potete controllare il mio articolo “Un workshop per scoprire i Valori di Scrum” per le idee
Imparate ad identificare dove si trova il vero problema, il comportamento delle persone e il loro linguaggio.
Attenetevi allo Scrum Guide e alle regole del gioco (specialmente se siete meno esperti) molte volte, questo è il punto di partenza delle mie spiegazioni.
Nel 2016, cinque valori Scrum sono stati aggiunti allo Scrum Guide: impegno, coraggio, concentrazione, apertura e rispetto.
Partendo da un’idea di Gunther Verheyen, con Mohamed Gargouri, abbiamo tradotto recentemente i valori Scrum in francese. Questa è stata un’eccellente opportunità per esplorare ancora più in dettaglio la loro importanza e comprenderli meglio.
Questi valori, indispensabili per creare la fiducia, costituiscono la pietra angolare di Scrum e sono alla base della trasparenza necessaria al processo empirico per poter ispezionare e adattare efficacemente.
Ricordo della prima volta que leggevo i Valori Scrum: ero perplesso sulla loro utilità. In seguito ho approfondito le mie letture su questo tema, facendo attenzione al mio comportamento in relazione a questi principi e cominiciando a capire quanto mi aiutano a mantenere la mia integrità professionale.
Il passo successivo, ovvio per me, è stato di pensare a come usare questi valori per far capire agli altri ciò che avevo capito. È così che ho iniziato a sperimentare i Valori Scrum con un workshop, con clienti e in paesi diversi, che condivido qui.
Non date troppi dettagli o esempi sui valori Scrum, lasciate i partecipanti scoprirli e riflettere. Lasciate sorprendervi dalle persone!
2 – Piccoli gruppi – Esplorate i valori di Scrum (5 minuti)
Nel vostro gruppo : pensate ad una situazione o comportamento che ha permesso di mettere in mostra (o non mettere in mostra) il coraggio
Quali sono state le conseguenze per il team e/o gli stakeholders in relazione alla fiducia?
3 – Tutti – Condividete le vostre discussioni (3 minuti per gruppo)
Ogni gruppo condivide i risultati con il resto dei presenti. Il facilitatore puo’ riassumere alla lavagna i commenti (come nell’immagine)
Lasciate del tempo per le discussioni, generalmente queste incominciano dopo il primo giro. Non preoccupatevi se il primo giro non va benissimo
4 – Ripetete i punti 2 e 3 per impegno, concentrazione, apertura e rispetto. (32 minuti in tutto)
5 – Conclusioni (10 minuti)
Prendete il tempo di terminare il workshop raccogliendo le impressioni delle persone e lasciandole interagire. Se richiesto, condividete la vostra esperienza di faciliatore. Ora potete condividere degli esempi legati a Scrum. Preparateli in anticipo.
Materiale necessario
Una lavagna o un paper board
Post-its (facoltativo)
Pennarelli e/o penne
Configurazione della sala
Idealmente niente tavole, o delle piccole tavole rotonde
Piccoli gruppi di quattro o cinque sedie in cerchio
Cosa ho imparato dai workshop che ho facilitato:
Spesso il primo giro è necessario per scaldarsi e capire l’esercizio, delle discussioni più naturali arrivano nei giri successvi
Certe persone possono non sentirsi in sicurezza per partecipare. Ecco perchè è importante definire delle regole di base, quali, per esempio: non condividere nomi di persone, progetti o prodotti. Quelli che non si sentono di partecipare sono invitati a mettersi in disparte, osservare e ascoltare le discussioni.
Se il gruppo usa già Scrum, assiciate i valori alle regole di Scrum. Altrimenti, associate semplicemente i valori di Scrum alla fiducia sul posto di lavoro.
Conclusioni
I valori di Scrum sono un eccellente modo di creare un clima di fiducia fra le persone e, di conseguenza, un ambiente di lavoro dove ci si sente liberi di esprimersi e la mentalità e il comportamento delle persone è adatto alla risoluzione di problemi complessi, attraverso la sperimentazione di soluzioni audaci e innovanti!
Negli ultimi anni sono stato il re della procrastinazione… Ci possono essere un sacco di diversi (buoni) motivi per ritardare l’avvio di qualcosa. A volte è solo qualcosa di troppo grande, come la decisione di iniziare la mia attività (che è stato un lungo processo esitante di quattro anni), oppure potrebbe essere una piccola decisione che può generare molta ansia!
Concentrazione, perseveranza e organizzazione sono grandi alleati per qualsiasi tipo di cambiamento: personale o professionale. Da sole queste qualità potrebbero non essere sufficienti per decidere di cominciare qualcosa di nuovo, un modo di pensare lean ed empirico puo’ sicuramente essere d’aiuto. Ho tradotto questo modo di pensare in qualche regola che mi sono auto definito in base alle mie esperienze:
Inizio qualcosa di nuovo, qualsiasi cosa!
Inizio con la fine in mente. Una promessa di valore per un segmento di clientela (puo’ essere anche per famiglia/figli)
Scompongo la mia idea in piccoli pezzi di lavoro realizzabilii e puntare a finire un blocco di lavoro il più velocemente possibile, non più tardi di un mese dopo il suo inizio.
Mostro l’esito del mio lavoro a qualcuno di cui mi fido, chiedere un feedback trasparente e onesto (cosa ti piace di più? Cosa potrei fare meglio?).
Se quello che sto facendo ha valore confermato, allora provo a migliorarlo, aumentando ancora di più il suo valore. Altrimenti smetto di spendere tempo (cosa ho imparato dall’esperienza?) e trovo qualcos’altro da iniziare.
Sono sicuro che se avessi usato questo modo di pensare quando ho creato la mia attività, sarei stato molto più veloce ed efficace!
Ed ora alcuni esempi dalla mia lista di azioni concrete per il 2019:
Rendere le formazioni esperienze ancora più interattive!
Quando possibile, non usare più l’aereo per viaggi.
Ho vissuto un anno emozionante, gratificante, intenso, duro, straordinario! Sono felice, grazie a voi: clienti, partner, fornitori, colleghi, amici. Mi avete insegnato molto di più di quello che spero avervi trasmesso: un modo di lavorare basato sui valori, le regole condivise, il sostegno reciproco, la condivisione, l’apprendimento reciproco, la risoluzione di problemi complessi, #scrum!
Appuntamento all’anno prossimo, per delle nuove avventure 🙂
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