In questo episodio esploriamo il management in Scrum, qui l’articolo del blog, dalle sue origini storiche alla sua evoluzione nel contesto moderno. Scopriremo come questo approccio si differenzia dal management tradizionale e come può portare benefici concreti nelle organizzazioni che producono valore intellettuale. Nella seconda parte, ascolteremo le esperienze dirette di professionisti che stanno implementando Scrum in diversi contesti aziendali.
🎧 Ascolta l’Episodio
🎯 Le Origini del Management
Il termine “management” ha radici storiche interessanti:
Deriva dall’italiano “maneggio” (in riferimento ai cavalli)
Passa attraverso il francese “ménage” (governare la casa)
Evolve nell’inglese “to manage” (gestire)
🔄 Il Management nella Rivoluzione Industriale
Basato sul modello Command & Control
Necessario per la produzione di massa
Focalizzato sulla gestione di piani e persone
Ottimizzato per contesti di certezza e ripetibilità
💡 Il Management in Scrum
Principi Fondamentali
Focus su obiettivi e artefatti, non sulle persone
Trasparenza del lavoro svolto
Responsabilità chiaramente definite
Caratteristiche Distintive
Il management in Scrum si fa sugli elementi fondamentali del framework:
Valorizzazione dell’apprendimento attraverso la sperimentazione
📚 Applicazioni Pratiche
Il management in Scrum favorisce l’esperienza, sulla base della quale prenderemo decisioni informate.
Adatto per lavori complessi e cognitivi
Efficace nella produzione intellettuale
Supporta l’innovazione e l’adattamento
Promuove un ambiente di lavoro stimolante
🎓 Note del Trainer
Il management in Scrum rappresenta un cambio di paradigma fondamentale rispetto al management tradizionale. Non si tratta di gestire persone, ma di creare le condizioni ottimali affinché professionisti competenti possano dare il meglio di sé nel perseguire obiettivi chiari e significativi
Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer
🔜 Prossimo Episodio
Non perdete il prossimo episodio dove approfondiremo un altro aspetto fondamentale di Scrum: guidare con i valori.
Questo articolo è basato sull’episodio 43 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
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Il management in Scrum è qualcosa di radicalmente differente dal management “classico”. In questo articolo esploriamo quali sono le caratteristiche del management tradizionale per capirne le differenze rispetto al management in Scrum.
Clicca l’immagine per ascoltare il podcast
Clicca qui a fianco per ascoltare l’episodio del podcast dove leggo questo articolo e discuto la tematica con una decina di persone che condividono le loro idee ed esperienze!
Origini della parola management
La parola management deriva dall’italiano maneggio (di cavalli) e prima ancora dal latino ovviamente. In seguito in Francia si associa questa parola a “ménage” (governare *la casa*) e in inglese si è trasformata in “to manage” (gestire). Fonte Wikipedia (e la mia memoria).
Ma ciò che è importante, è che questa parola si usava inizialmente in relazione all’interazione con il mondo fisico. Maneggio degli utensili per custodire o montare i cavalli, per esempio.
La rivoluzione industriale ed il management
Durante la rivoluzione industriale, questa parola si è affermata per designare la gestione di piani e di persone (attraverso il “command e control“).
Questo si spiega dalla necessità di dover produrre grandi quantità dello stesso prodotto (elaborazione di piani) da parte di persone, spesso analfabeti, (esecutori dei piani in “command e control“).
Qualche tempo fa ho letto il libro, The Principles of Scientific Management, scritto da Frederick Winslow Taylor, che fa capire bene le ragioni per le quali era necessario dire alle persone cosa e come fare il lavoro. Tutte le mie letture sono disponibili in questa pagina.
Il contesto (la certezza di ciò che si doveva produrre) si portava particolarmente bene a questo tipo di management, che ha permesso di ottimizzare la cadenza di produzione e quindi i benefici per le aziende (ma anche per i lavoratori che spesso erano pagati a cottimo).
Questo successo ha modellato le nostre aziende, ma anche il nostro sistema educativo e quindi il nostro modo di pensare e agire all’interno delle aziende. Anche se queste non producono più in serie, bensì idee, concetti, esperimenti, ecc… Ed è proprio questo il problema. Tentare di risolverlo con un happiness manager è come dire che si può correre più veloce con il buon paio di scarpe…
Il Management in Scrum
Con il passare dei decenni, il progresso ha portato diversi cambiamenti (non entro nel merito del giusto o sbagliato).
Persone sempre più istruite, l’analfabetismo non esiste praticamente più nei paesi industrializzati, anzi molti sono laureati.
La robotizzazione, che ha ridotto o addirittura eliminato gli operai nelle fabbriche
Il trasferimento della produzione industriale in altri continenti (Cina per esempio)
Ciò che rimane, in tante aziende che non hanno più produzione industriale ma produzione intellettuale, è però lo stile di management (attualmente ancora insegnato in tanti master, come dicevo prima) che si concentra sulla gestione delle persone (o del personale).
Cynefin, Scrum e Agile
È evidente che questo stile di management, applicato alla “produzione intellettuale”, è un errore e un costo enorme per l’azienda. Per capire meglio questa affermazione puoi leggere l’articolo qui a fianco (clicca l’immagine).
Il management in Scrum è qualcosa di completamente diverso, che l’esperienza mostra essere adatto a lavori complessi o di tipo cognitivo come, ad esempio, la creazione di software, hardware, il marketing, sales, ecc.
Il management in Scrum si basa sui seguenti principi fondamentali:
1 – Il management si attua su obiettivi o artefatti, non sulle persone che devono essere sempre considerate competenti e professionali, o comunque messe in condizioni favorevoli per richiedere ciò di cui hanno bisogno per esserelo.
2 – La trasparenza del lavorofatto aiuta a capire le eventuali correzioni necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati. L’unica misura di avanzamento possibile è qualcosa che funziona e dimostra ciò che è stato fatto, non un documento o una presentazione power point.
3 – Delle responsabilità chiaramente definite, che permettono di creare valore più rapidamente in quanto le decisioni sono prese dalle persone che hanno l’informazione più “fresca” possibile.
Il Management si attua su obiettivi o artefatti
Ritorniamo alle origini. In un contesto di produzione intellettuale, le persone non si gestiscono, in quanto erudite, adulte e responsabili.
Pertanto si gestiscono gli obiettivi (che bisogna saper fissare e mantenere anche in momenti difficili) attraverso indicatori di valore (se non lo conosci puoi esplorare Evidence Based Management). Un obiettivo permette di dare una direzione alle persone che, insieme, cercano di raggiungerlo.
Si possono gestire gli artefatti, in Scrum sono il Product Backlog, lo Sprint Backlog e l’Increment, ovvero fonti di informazione trasparente che permettono di capire a chiunque in azienda il futuro, il presente ed il risultato del lavoro.
Clicca sull’immagine per ascoltare l’episodio del podcast
Trasparenza del lavoro fatto
Altra caratteristica del management in Scrum è la trasparenza del lavoro fatto. Un obiettivo può essere raggiunto in diversi modi (non con funzionalità predefinite e fisse). Ciò che interessa è farlo il più velocemente possibile, in modo opportunistico. Le persone devono sentirsi in sicurezza psicologica per sperimentare, imparare velocemente.
L’errore, considerato catastrofico in una catena di montaggio, è qualcosa di benvenuto nel contesto della produzione intellettuale perché permette di capire cosa manca per raggiungere l’obiettivo e, soprattutto, innovare.
La trasparenza è la base per poter poi capire come adattarsi per ridurre il divario tra ciò che si credeva realizzabile e la realtà.
Responsabilità chiaramente definite
Per raggiungere obiettivi ambiziosi, abbiamo bisogno di responsabilità chiaramente definite. Gerarchie o organigrammi sono assolutamente inefficaci quando si cerca di risolvere problemi complessi.
Il management in Scrum definisce chiaramente tre responsabilità: Product Owner, Developers, Scrum Master. Ovvero, un proprietario del prodotto che ne massimizza il valore, delle persone che lavorano alla creazione del prodotto (auto-organizzandosi per farlo) ed una persona che aiuta tutti quanti a capire come farlo in modo efficace.
Ogni responsabilità è concentrata sulla gestione di qualcosa, ma non di persone. Questo garantisce un ambiente di lavoro valorizzante, stimolante e produttivo al quale le persone sono entusiaste di contribuire!
Management in Scrum – Conclusioni
Il management della produzione intellettuale è molto diverso da quello applicato per la produzione industriale.
La nostra educazione e la maggior parte delle aziende, applicano un management “industriale” al lavoro intellettuale, portando a tensioni e fallimenti che costano molto caro. Basti pensare al caso estremo di Boeing.
Scrum ha il merito di essersi rivelato molto utile per la gestione della produzione intellettuale, le nostre formazioni ed il contenuto di questo sito hanno per obiettivo di aiutarti a capire il cambiamento personale necessario per adeguarsi.
Management in Scrum – Risorse utili per continuare
ℹ️ La teoria di Scrum 📅 24/01/2023 ⏱️ Tempo di lettura: 8 minuti
🎙️ Introduzione
“Scrum si basa sull’empirismo ed il pensiero lean. L’empirismo afferma che la conoscenza deriva dall’esperienza e dal prendere decisioni basate su ciò che si è osservato.” – Scrum Guide 2020
📑 Sommario
In questo articolo, esploreremo la teoria di Scrum basandoci sulla Scrum Guide (versione Novembre 2020) e sugli insegnamenti di Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer. Analizzeremo come l’empirismo e il pensiero Lean si combinano per creare un framework efficace per la gestione di prodotti complessi.
“Scrum non è altro che una macchina per rivelare la verità. […] Con Scrum non si va più veloci a fare le cose, viene tutto dal fatto di capire come eliminare gli sprechi e cosa è essenziale per i nostri utilizzatori.” – Fabio Panzavolta
🔜 Prossimo episodio
Nel prossimo episodio esploreremo i valori di Scrum, elementi fondamentali per costruire una cultura agile efficace.
Questo articolo è basato sull’episodio 5 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
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