🎙️ Introduzione
“Ciao, io sono Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer alla scrum.org e questi sono i podcast di Collective Genius, dedicati a tutti coloro i quali vogliono approfondire o imparare Scrum Professionale.”
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ℹ️ Pianificazione Sprint Backlog 📅 Data: 25/04/2023 ⏱ Durata: 13 minuti
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In questo episodio esploriamo lo Sprint Backlog, un artefatto di Scrum che comprende lo Sprint Goal, gli elementi del Product Backlog selezionati per lo Sprint e il piano per la realizzazione dell’Incremento. Scopriremo come questo strumento supporta l’autogestione del team e contribuisce al successo dello Sprint.
Lo Sprint Backlog è un artefatto gestito dai Developer, contiene la pianificazione dello Sprint che si compone di tre elementi essenziali:
“Lo Sprint Backlog non è solo un elenco di attività, ma uno strumento che promuove l’autogestione e la collaborazione del team. La chiave del successo sta nella sua trasparenza e nella capacità di adattarsi alle scoperte fatte durante lo Sprint, mantenendo sempre il focus sullo Sprint Goal.”
Non perdete il prossimo episodio dove approfondiremo la Sprint Review in Scrum.
Questo articolo è basato sull’episodio 18 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
Vuoi approfondire Scrum? Visita Collective Genius per risorse, formazione e consulenza professionale.
ℹ️ Artefatti Scrum 📅 Data: 11/04/2023 ⏱ Durata: 15 minuti
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In questo episodio esploriamo gli artefatti di Scrum: Product Backlog, Sprint Backlog e Increment. Scopriremo come questi elementi fondamentali del framework rappresentano il lavoro e il valore, e come sono collegati ai rispettivi impegni (commitment) che ne garantiscono l’efficacia.
Un artefatto in Scrum è un elemento creato dall’intelligenza umana che rappresenta informazione, lavoro o valore. Gli artefatti sono progettati per:
Ogni artefatto è associato a un impegno specifico:
Gli impegni in Scrum:
“Gli artefatti in Scrum non sono semplici documenti o deliverable, ma rappresentano impegni concreti che il team prende verso la qualità e il valore. La loro corretta gestione è fondamentale per mantenere la trasparenza e permettere un’efficace ispezione e adattamento.”
Non perdete il prossimo episodio dove approfondiremo il Product Backlog e il Product Goal in dettaglio.
Questo articolo è basato sull’episodio 16 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
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In questo articolo, Cynefin, Scrum e Agile, condivido parte della trascrizione di una conferenza di Dave Snowden del 2017. Mi ha permesso di capire che cos’è un sistema complesso e perché Scrum e Agile sono, al momento, gli approcci più efficaci per risolvere problemi complessi.
Consultare l’ultima versione di Cynefin.
Per capire, trascrivere prima in inglese e poi tradurre in italiano questo video ho impiegato circa 12 ore. Spero che apprezzerai lo sforzo. L’articolo ti è stato utile e vuoi ricompensarmi? Allora condividi l’articolo o parlane con i colleghi, grazie!
Importante: l’articolo è la traduzione in italiano, pura e semplice, di parti del video qui sopra. Non ho nessun merito se non quello di aver tradotto le parole di Dave Snowden, che vi invito a seguire.
[ndr. I miei commenti, osservazioni, aggiunte alle parole di Dave sono fra parentesi quadre, precedute dalla menzione ndr. e in italico]. Buona lettura!
In natura esistono tre tipi di sistemi: ordinati, complessi e caotici.
Un sistema ordinato è un sistema altamente vincolato, rigido. Si conoscono tutti gli elementi che lo compongono.
I collegamenti e le interazioni all’interno del sistema sono rigidi e definiti. In un sistema ordinato tutto è prevedibile, c’è una relazione lineare tra causa ed effetto.
Una sala operatoria è un esempio di sistema ordinato, posso sempre dire: “se faccio questa azione, ho sempre questo risultato”.
Nelle sale operatorie, si contano quanti strumenti chirurgici ci sono prima dell’operazione e quanti ce ne sono alla fine. Questo per evitare di dimenticarne all’interno del corpo del paziente e doverlo “riaprire” per fare pulizia.
Per arrivare a questo risultato, le persone hanno fra i 10 e 15 anni di formazione. Quando il chirurgo mette le mani in aria, l’infermiere sa quale strumento deve dargli.
Un sistema prevedibile richiede un investimento importante.
Non è possibile replicare questo tipo di interazioni senza formazioni intense e questo è l’errore che le persone fanno [ndr. che spesso si commette in azienda]. Si vede qualcosa che funziona bene in un contesto e lo si vuole riprodurre velocemente.
[ndr. Solo che non funziona, proprio perché] c’è un alto costo per ottenere ordine e un’enorme ricompensa quando si è capaci di raggiungerlo.
Purtroppo questo ordine può essere portato all’eccesso, con relative conseguenze negative.
[ndr. Le aziende che definiscono processi rigidi per lo sviluppo dei loro prodotti sono ottimi esempi. Ho lavorato in aziende dove i progetti seguivano fasi ben specifiche. Sequenziali. Analisi dei requisiti, concezione, sviluppo, ecc.
Era vietato cominciare la fase successiva se quella precedente non era terminata. Per terminarla dovevamo avere l’autorizzazione di un comitato appositamente creato per autorizzare la fine di una fase e l’inizio della successiva.
Visto che questi tipi di comitati si riunivano in modo non regolare, era pratica comune cominciare in anticipo la fase successiva ben prima della validazione. A volte si facevano addirittura le cose in parallelo (di nascosto) perché non aveva senso aspettare.
In altre parole, avevamo trovato un rimedio al sistema iper-vincolante.]
Se si vincola eccessivamente un sistema che non può essere naturalmente vincolato le persone troveranno delle alternative [ndr. più o meno “legali”].
[ndr. La conseguenza è una perdita importante di energia: la burocrazia ne è un esempio.] Fornisce un’apparenza di ordine, che in realtà richiede un enorme quantità di persone di buona volontà per far funzionare il sistema, nonostante tutto.
Vincolare eccessivamente un sistema può essere pericoloso. Un sistema ordinato ha valore in circostanze molto particolari.
Un sistema caotico non ha vincoli. Il sistema è casuale (random). Se un sistema diventa caotico accidentalmente (sistema eccessivamente vincolato, nessuno rispetta più le regole, contornare le regole è diventato normale), allora il sistema si disfa catastroficamente, diventando caotico. È un disastro.
D’altro canto, se si entra deliberatamente in un sistema caotico, allora si apre la strada all’innovazione o la capacità delle persone a interpretare in tempo reale determinate situazioni (la saggezza delle folle).
Quindi il caos è molto utile, se si capisce quando può essere utilizzato e quando deve essere evitato.
La completa casualità, se si raggiunge, ha vantaggi ma deve essere vincolata.
In un sistema complesso adattativo ci sono talmente tanti impatti esterni che i pattern ripetitivi non esistono o, se esistono, è per puro caso ed in rare eccezioni.
[ndr. Ora introduciamo] il concetto di “coerenza retrospettiva”: [ndr. un fenomeno che ci porta a] vedere solo le cose che sembrano ripetersi.
Può essere pericoloso analizzare le cose in questo senso. [ndr. In un sistema complesso] ci sono talmente tanti fattori che interagiscono fra di loro continuamente che non c’è nessun modo di introdurre una relazione classica di causa ed effetto. Ed il modo in cui ciò è espresso normalmente, in un sistema complesso adattativo, non è causale bensì disposizionale.
Praticamente, si può affermare che il sistema è disposto ad evolvere in un certo modo ed è poco probabile che evolverà in un’altra direzione. Ma non si possono mai avere affermazioni accurate [ndr. e certe].
Ed è per questa ragione che in un contesto complesso si può modellizzazione il presente e vedere cosa si può fare nel presente per cambiare le cose. Non si definisce uno stato futuro.
Questa è una differenza fondamentale e profonda fra “complexity thinking” e “system thinking”.
Nel “system thinking” si fa il modello di uno stato futuro, la cultura aziendale, si definiscono gli obiettivi business e si comunica dove si vuole essere in futuro.
Nel modo di pensare complesso ci si concentra nel mappare il presente, si identifica cosa si può cambiare e, mentre si cambia, si controlla velocemente il cambiamento per rinforzare ciò che funziona bene e abbandonare il resto.
Il principio di base è comprendere in quale sistema ci si trova per gestirlo in modo appropriato.
Negli ultimi decenni, è stata praticata la politica dell’approccio standardizzato. Esiste questo metodo, è universale.
La realtà è che questo tipo di soluzioni sono applicabili solo in contesti ben particolari. [ndr. Si capisce meglio perché, in certe aziende, si cambia regolarmente metodo di lavoro. Il precedente non ha dato i risultati sperati. Allora applichiamo un nuovo approccio, ha un sacco di aspetti positivi, avrà sicuramente successo… e si riparte nelle stesse dinamiche. I dipendenti diventano allergici a qualsiasi tipo di nuovo metodo di lavoro e questo è una catastrofe per le persone e per l’azienda.
Se si capisce che si è in un sistema complesso, allora si deve accettare che i metodi o approcci universali non esistono.]
Immagina di dover organizzare una festa per dei bambini di 9 anni. Immagina come potresti fare.

Per prima cosa bisogna decidere che tipo di sistema è. Caotico? Ordinato? Complesso?
Se è caotico vuol dire che i bambini sono liberi di fare tutto ciò che vogliono, in modo completamente casuale. Probabilmente la tua casa sarà distrutta alla fine della festa, ma è qualcosa che ci si aspettava fin dall’inizio, quando si è scelto il sistema caotico.
Quindi probabilmente trattare la festa di compleanno come un sistema caotico non è una buona idea.
Proviamo con un approccio ordinato allora…
Si definiscono gli obiettivi di apprendimento per la festa, prima che la festa cominci.
Gli obiettivi di apprendimento sono allineati con la mission statement per l’educazione dei bambini del tuo quartiere. Sono chiaramente espressi e visibili in poster motivazionali con belle immagini ispiranti.
Incolli questi poster un pò ovunque in casa e particolarmente nel luogo dove si terrà la festa.

Non chiedi ai bambini di giocare, invece distribuisci delle carte da gioco che spiegano come ogni bambino deve comportarsi.
Ovviamente hai anche preparato un project plan. Il project plan ha delle milestones chiare per tutta la festa, utilizzabili per valutare l’avanzamento della festa secondo gli obiettivi ideali prefissati.
Un adulto senior dà inizio alla festa con un video motivazionale.
Non vuoi che i bambini perdano tempo a giocare, perché non è previsto dagli obiettivi di apprendimento. Invece di giocare usano Power Point per dimostrare il loro commitment personale agli obiettivi della festa.
Dimostri come la loro ricompensa è direttamente legata al raggiungimento dei risultati attesi.
In seguito al grande successo del completamento della festa, proponi una post mortem review e promuovi nuove best practices per tutto il tuo quartiere.
Se, a questo punto, per una qualsiasi ragione improbabile, i bambini non sono felici, allora avrai bisogno di un professionista che racconterà storie divertenti per avere modelli mentali più felici e bambini meglio indottrinati a cui piacerà qualsiasi cosa gli presenterai la prossima volta. Oppure chiami un happiness consultant, o una variante delle due.
Forse anche il sistema ordinato non funziona poi così bene…
L’approccio complesso, in un certo modo, è molto più semplice.

Si comincia con il tracciare una riga per terra. Questo è un limite (constraint) o vincolo in termini di complessità.
Guardi i bambini dritto negli occhi e dici: “se qualcuno osa superare quella riga torna a casa immediatamente, festa finita”. [ndr. in realtà nel video l’espressione è più divertente e colorita]
In seguito si introducono delle sonde caotiche catalitiche: calcio, barbecue, videogame. Con la speranza che si formerà una dinamica di gioco interessante per i bambini.
Questi sono anche chiamati “attractor”, se risultano benefici, si danno più risorse.
Quello che si cerca di fare è di favorire l’emergere di una coerenza benefica nei limiti dei vincoli imposti.
Se si pensa alla creazione di prodotti complessi, probabilmente ora comincerai a pensare ad approcciarlo in modo diverso.
Non ci penseresti neppure un secondo di gestire una festa in modo ordinato o caotico. Perché allora lo facciamo al lavoro?
La realtà è che si userà molto meno energia per gestire vincoli, sonde catalitiche (barbecue, videogiochi) e strategie di amplificazione piuttosto che decidere in anticipo esattamente come le cose dovrebbero essere. Questo potrebbe dare un sentimento di controllo, ma non un obiettivo.
Cynefin è una parola irlandese, non traducibile in inglese [ndr. e nemmeno in italiano, clicca qui per la pronuncia corretta]. Significa il luogo di molteplici appartenenze. È la sensazione di essere in un continuo flusso di significato nel tempo, non è mai statico.
C’è una sensazione di flusso, di continuità. È un nome perfetto per un modello di complessità, perché nella complessità puoi sapere dove sei e da dove vieni, ma non capisci esattamente la causa e l’effetto.
In pratica è intrinsecamente comprensibile, ma bisogna gestire il flusso. È un pò come andare in canoa in una rapida, piuttosto che seguire una strada precisa e decisa in anticipo, devi costantemente prendere decisioni rapide perché nulla rimane sempre uguale.
Questo è il disegno di Cynefin.

La zona centrale è quella del disordine, lo stato di non sapere in quale degli altri sottosistemi ci si trova. Un posto infelice dove trovarsi, perché non si sa se il sistema è ordinato, complesso o caotico, quindi si tenta di fare ciò che è più facile.
Cynefin divide l’ordine in due. Lo divide in uno spazio dove la causa in una relazione è ovvia ed un’altro dove la causa in una relazione è complicata. Questa differenza è ovvia, perché se la relazione fra causa ed effetto è evidente, non bisogna preoccuparsi di spiegare le cose. Le persone faranno ciò che devono fare [ndr. Se piove apro l’ombrello].
In Inghilterra si guida a sinistra, se vai in Inghilterra e guidi a destra devi aspettarti conseguenze negative.
Il modello decisionale è molto semplice: percepire, categorizzare, rispondere e applichiamo le best practices. Abbiamo vincoli rigidi o fissi.
È una buona zona in cui stare, è bella e prevedibile, tutto è meraviglioso, ha un costo energetico molto basso, ma è una base molto pericolosa perché, se la si limita troppo, si ha un collasso nel caos.
Quindi, la parte inferiore di Cynefin è in realtà disegnata così, perché rappresenta un precipizio che porta nel caos. Se cado in quest’area, qui c’è una zona di compiacimento, penso che tutto funzioni.
Se hai guidato la macchina a Sorrento, e credi che il traffico segua la legge normale, allora aspettati un disastro. La prima volta che ho guidato a Napoli ho causato un tamponamento di massa perché il semaforo iniziava a diventare rosso, quindi ho rallentato. L’auto dietro di me ha reagito in tempo, ma dietro c’è stata un’ammucchiata perché a Napoli si va più veloci e ci sono due minuti di tempo per passare con il rosso prima che arrivi il traffico dall’altra parte. Quindi, si può sbagliare.
Nella pratica, non voglio che si verifichi un guasto catastrofico di questo tipo. Se succede, devo uscirne in fretta. Quello che faccio qui [ndr. nel caos] è agire, percepire, rispondere. La buona notizia è che non ci sono vincoli e la pratica è sempre nuova [ndr. novel practice]. È completamente diverso.
Non abbiamo un’occasione migliore per fare qualcosa di diverso di quando c’è una grave crisi [ndr. pensa al COVID]. Anzi, la crisi è la migliore opportunità che abbiamo per innovare. Perché in quel momento le persone sono aperte alle novità. Non si può innovare durante i periodi di stabilità, si può innovare solo durante i periodi di crisi [ndr. pensa allo smart working prima e dopo il COVID!].
Nel sistema complicato le relazioni tra causa ed effetto non sono evidenti, ma possono essere scoperte attraverso l’analisi o l’applicazione di competenze.
Il modello qui è percepire, analizzare, rispondere. La pratica, naturalmente, è buona non migliore, [ndr. good practice al posto della best practice che troviamo nel dominio del semplice] e i vincoli sono chiamati vincoli di governo. In sostanza, all’interno di un limite posso variare ciò che faccio.
Un grande errore nella consulenza di queste iniziative è quello di costringere le persone a un unico approccio.
Le persone che hanno un’esperienza approfondita, dovrebbero avere la possibilità di variare il loro approccio. Agile tende a favorire un unico approccio [ndr. Complesso o complicato]. Tende a metodi che sono stati progettati per essere insegnati, piuttosto che per essere praticati, e naturalmente se si ha bisogno di insegnare si ha bisogno di processi rigidi, perché è più facile insegnare.
Quindi, come si capisce, è un problema generale dei metodi in tutto il mondo.
[ndr. Non sono d’accordo con i due paragrafi precedenti… Scrum Professionale e, più generalmente le formazioni di Scrum.org, insegnano a ragionare in modo adatto al contesto complesso. Ovviamente si passa un pò di tempo a spiegare le 11 (!!) regole di Scrum, che sono i famosi vincoli di cui Dave parla nell’ambito di un sistema complesso.]
Naturalmente, da questo si passa al dominio complesso.
Il dominio complesso si gestisce con esperimenti paralleli, che possono fallire. Si sonda, percepisce e si risponde, ma in parallelo, non in sequenza.
Quindi, se ho quindici o sedici idee coerenti su quale sia la cosa giusta da fare, non cerco di risolverle. Ciascuna di queste idee riceve una piccola quantità di risorse per condurre un esperimento di durata limitata in parallelo con le altre idee. Perché l’unico modo per capire cosa è possibile fare è agire all’interno del sistema.
È qui che l’agilità fallisce, ci torniamo fra poco.
La pratica qui è emergente [ndr. emergent practice], con vincoli abilitanti, non vincoli governativi. È una distinzione molto importante. È una differenza tra regole ed euristiche.
Prendiamo alcuni esempi militari, come la famosa innovazione di Napoleone nella guerra. I generali marciavano al suono del cannone. È stata una rivoluzione perché, prima di allora, tutti seguivano gli ordini o agivano in modo autonomo. Ora esiste un principio di governo, il che significa che sanno più o meno cosa fare e sanno cosa faranno gli altri generali intorno a loro. Quindi, c’è un grado di cognizione distribuita o di intelligenza distribuita nel sistema.
I Marines degli Stati Uniti hanno tre regole: conquistare il punto più alto, rimanere in contatto, continuare a muoversi. Si noti che queste regole sono empiricamente misurabili. Non sono principi astratti, come mettere i clienti al primo posto, che possono essere reinterpretati. Sono concreti e tangibili.
Se si guarda in termini militari, sono un modo migliore di esprimere le intenzioni del comandante rispetto a piani precisi. Quindi, la complessità consiste nel gestire l’ambiguità necessaria.
Applichiamo Cynefin ad Agile. Si possono usare gli stessi concetti, nella stessa immagine, aggiungendo un’altro vincolo al sistema. Si tratta della cosiddetta versione liminale [ndr liminal version] di Cynefin, che si presenta più o meno come nell’immagine qui sotto. Anche in questo caso, si tratta di una singola linea che crea di fatto due aree liminari.

La liminalità è un concetto chiave in antropologia. Nelle comunità indigene, quando qualcuno indossa una maschera, diventa uno stregone. C’è uno stato di transizione tra l’essere chi è e il ruolo assunto dalla maschera. E questo si chiama liminalità. Quindi, una condizione liminare è uno stato di transizione che lascia aperte le possibilità di tornare indietro o di andare avanti. La liminalità qui è fondamentale.
Facciamo delle categorie, per ogni sistema. Waterfall corrisponde al dominio del semplice. Non c’è niente di male nel Waterfall se si sa esattamente cosa si deve ottenere; si sa quali risorse, cosa si vuole fare: creare un progetto tradizionale. Tecniche come Prince2 funzionano bene. Non ci sono problemi. Cercare di rendere tutto agile è un errore.
Nel dominio del complicato si osservano tecniche come il timebox, che tendiamo a dimenticare. Solo perché uno Sprint è di due settimane non significa che il timebox non possa essere di tre mesi. [ndr. Qui non ho capito bene il concetto… in effetti uno Sprint può avere un timebox di 2 settimane, ma nulla vieta di avere un Product Goal di più Sprint, quindi con un timebox composto dalla somma dei timebox dei diversi Sprint… forse qui c’è un’incomprensione dei principi di Scrum]
Negli anni ’80 e ’90 si usavano molto queste tecniche. Garantiamo una data di consegna, ma variamo le risorse o la consegna per raggiungerla. E ci sono altre tecniche in questo campo.
Un framework dovrebbe aprire delle possibilità piuttosto che costringere a un solo modo di lavorare. Non c’è niente di sbagliato nell’usare il timebox. [ndr. Che è proprio il principio di Scrum, un framework descrittivo e non prescrittivo]
La forza dell’uso di Scrum, e Scrum è stato assolutamente vitale per tutto questo, è che Scrum sta nella parte blu dell’immagine.
La grande forza di Scrum è quella di mantenere le cose in uno stato liminale di trasmissione, in modo che non escano troppo velocemente dal dominio della complessità.
Questo si chiama convergenza prematura, si trova in quel dominio liminale, perché è un esperimento lineare basato su un requisito parzialmente noto.
Ecco tre esempi di tecniche che stiamo sperimentando [ndr. Riprese da Extreme Programming]:
Se vogliamo che Agile sopravviva, dobbiamo renderlo un quadro flessibile e fluido di strumenti multipli provenienti da contesti diversi. Kanban funziona molto bene nel dominio complicato, ma non molto utile per quello complesso.
Anche l’idea del work-in-progress è buona, ma il modo in cui si rappresenta il work-in-progress nel dominio del complesso non è una serie di carte in colonne, ma una mappa paesaggistica delle potenzialità [ndr. Come le mappe del metro].
Quindi, dobbiamo iniziare a riconoscere la necessità di una diversità essenziale per variare e mescolare efficacemente i vari metodi e dobbiamo spostare l’attenzione di Agile dall’accreditamento [ndr. certificazioni] alla consegna.
L’esperienza conta più dei certificati e dobbiamo riconoscerlo.
[ndr. Sembra chiaro che il mondo in cui viviamo richiede un modo di affrontare i problemi e le situazioni in modo molto diverso da quello che abbiamo imparato a scuola e negli anni di lavoro. Il determinismo non possibile in un mondo in costante movimento, il futuro non si può prevedere. Ciò che mi è piaciuto in questo video, nel discorso di Dave Snowden, è la coerenza dei propositi, il punto di vista spiegato in modo assolutamente brillante. Quando ho cominciato a praticare Scrum, venivo da anni di Project Management nel dominio dell’informatica. Ero solito scherzare, quando i capi mi chiedevano se il project plan era pronto. Rispondevo certo è pronto, sbrigatevi a leggerlo perché domani sarà già da aggiornare! Ma non capivo perché… ora capisco. E sono felice, perché sono intimamente convinto che grazie alle formazioni, workshop e coaching Scrum che offro sto un pochino cambiando il mondo in meglio!]
ℹ️ Gli eventi dello Scrum Framework e lo Sprint 📅 Data: 7/03/2023 ⏱️ Durata: 13 minuti
“Ciao, io sono Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer alla scrum.org e questi sono i podcast di Collective Genius, dedicati a tutti coloro i quali vogliono approfondire o imparare Scrum Professionale.”
In questo episodio, esploriamo gli Eventi Scrum secondo la Guida Scrum (versione Novembre 2020), con particolare attenzione allo Sprint come contenitore di tutti gli altri eventi. Analizzeremo come questi eventi creano regolarità e supportano l’ispezione e l’adattamento continui.
Gli eventi in Scrum nello Scrum Framework sono occasioni formali per ispezionare e adattare gli artefatti. Progettati per:
Lo Sprint è l’evento principale dove:
La scelta della durata si basa su tre fattori:
“Gli eventi in Scrum costituiscono l’opportunità di ispezionare e adattare l’incremento di prodotto. Lo Sprint è come il battito cardiaco che dà il ritmo al processo, permettendoci di lavorare in modo empirico e limitare i rischi.”
Non perdete il prossimo episodio dove approfondiremo lo Sprint Planning.
Questo articolo è basato sull’episodio 11 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
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ℹ️ La teoria di Scrum 📅 24/01/2023 ⏱️ Tempo di lettura: 8 minuti
“Scrum si basa sull’empirismo ed il pensiero lean. L’empirismo afferma che la conoscenza deriva dall’esperienza e dal prendere decisioni basate su ciò che si è osservato.” – Scrum Guide 2020
In questo articolo, esploreremo la teoria di Scrum basandoci sulla Scrum Guide (versione Novembre 2020) e sugli insegnamenti di Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer. Analizzeremo come l’empirismo e il pensiero Lean si combinano per creare un framework efficace per la gestione di prodotti complessi.
“Scrum non è altro che una macchina per rivelare la verità. […] Con Scrum non si va più veloci a fare le cose, viene tutto dal fatto di capire come eliminare gli sprechi e cosa è essenziale per i nostri utilizzatori.” – Fabio Panzavolta
Nel prossimo episodio esploreremo i valori di Scrum, elementi fondamentali per costruire una cultura agile efficace.
Questo articolo è basato sull’episodio 5 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
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ℹ️ Definizione di Scrum 📅 17/01/2023 ⏱️ Durata: 13 minuti
“Ciao, io sono Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer alla scrum.org e questi sono i podcast di Collective Genius, dedicati a tutti coloro i quali vogliono approfondire o imparare Scrum Professionale.”
In questo episodio fondamentale, esploriamo la definizione ufficiale di Scrum dalla Scrum Guide (versione Novembre 2020). Analizziamo come questo framework leggero aiuta persone, team ed organizzazioni a generare valore attraverso soluzioni adattive per problemi complessi.
“Scrum è un framework leggero che aiuta persone, team ed organizzazioni a generare valore attraverso soluzioni adattive per problemi complessi.”
Uno Scrum Master favorisce un ambiente in cui:
“Scrum non è altro che una macchina per rivelare la verità. […] Uno dei modi di vedere se state facendo bene Scrum, almeno all’inizio, è che siete capaci di mettere in evidenza tutto quello che non funziona in azienda nell’ottica Scrum.”
Il prossimo episodio tratterà la teoria di Scrum, approfondendo i concetti di empirismo, trasparenza, ispezione ed adattamento.
Questo articolo è basato sull’episodio 4 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
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Leadership – 5 cambiamenti fondamentali, analizza le origini dei problemi che bloccano l’innovazione impedendo a certe aziende di rimanere competitive.
Ho potuto osservare questi problemi nel corso degli ultimi 20 anni. In alcuni casi, ho contribuito a migliorare la situazione (qui un case study, in inglese, che potete scaricare).
Molto più spesso, purtroppo, ho assistito a battaglie politiche, di ego e desiderio di dominare che hanno ridotto le possibilità di migliorare la creazione di valore.
Non perché lo dico io, può darsi che la mia esperienza non sia significativa.
Tuttavia, sembra che il rapporto del 2021 di Gallup, “State of the Global Workplace“, confermi le mie sensazioni.
L’impegno dei dipendenti al lavoro è globalmente sceso del 2%. È passato dal 22% nel 2019 al 20% nel 2020.

Effetto COVID? Può darsi, vedremo l’anno prossimo se la tendenza si invertirà.
La cosa che più spaventa, è la cifra a livello europeo (ovest) 11%, con un aspetto positivo però… nel 2020 abbiamo guadagnato 1% di impegno al lavoro rispetto al 2019! L’Europa occidentale è fanalino di coda di tutte le regioni mondiali.
Ancora più terrificante sono le cifre italiane… se l’Europa dell’ovest è ultima al mondo in termini di impegno dei dipendenti, l’Italia è ultima in Europa occidentale.
Solo 5%, 18ema posizione.
Interpreto queste cifre come un segnale che la leadership attuale non è adatta ai nostri tempi. Ciò ha ripercussioni pesanti, che non possono essere la “colpa” di dipendenti svogliati.
La maggior parte delle aziende con cui collaboro sono in difficoltà. O prevedono di esserlo a breve.
Fatturato in diminuzione, turnover, disimpegno dei dipendenti, penali per ritardi nei rilasci, scarsa qualità dei prodotti (con relativi costi).
Questo è un chiaro problema di leadership, dal mio punto di vista.
Mi ricordo di un colloquio con un dirigente, che mi disse: “Fabio ho la convinzione che dobbiamo cambiare qualcosa. Così non si può più andare avanti. Ma non so per cosa cambiare!“.
Purtroppo la soluzione magica non esiste. L’esperienza ha mostrato che nuove tecnologie, nuovi processi, nuovo management, più burocrazia non migliorano i problemi identificati sopra.
Il problema non è tecnico, è umano. Viviamo in azienda, come al di fuori, un problema di valori e principi.
Fabio Panzavolta
Ecco perché le aziende che prosperano hanno leader che mettono l’umano al centro. Hanno capito che il cambiamento richiede tempo, lavoro e che non può essere in nessun caso delegato a consulenti o strumenti tecnici.
Si cambia paradigma, modo di pensare… col tempo, un pò alla volta!

Facile da dire, ma come cambiare? Con 5 cambiamenti nella vostra leadership!
I dirigenti devono essere i primi a capire quali cambiamenti nel loro modo di pensare, agire e prendere decisioni sono necessari quando si creano prodotti complessi.
Devono dare l’esempio, aiutare i dipendenti a capire a loro volta, ma vediamo quali sono questi 5 cambiamenti nella vostra leadership!
Ovviamente i punti precedenti non sono un ordine preciso e neppure esaustivi.
Penso però che siano significativi e possano aiutare a valutare il lavoro che vi aspetta per adattare la vostra leadership ai tempi moderni.
Mi piacerebbe vedere, nel prossimo rapporto di Gallup, l’Italia almeno al penultimo posto!



Per comprendere appieno le fondamenta di Scrum, si parte dalla premessa che creiamo e manteniamo sistemi complessi: un sistema informatico, una campagna di marketing, una strategia di vendita, ecc.
Le fondamenta di Scrum sono “I Valori di Scrum” e “l’Empirismo”.
Il Framework Scrum si basa su cinque valori fondamentali per stimolare i comportamenti adatti alle sfide di creazione di prodotti complessi. Questo documento è la traduzione di un’idea originale di Gunther Verheyen, troverete la versione originale e internazionale su questo sito web.
I valori Scrum sono fondamentali per ottenere uno stato d’animo adatto alle sfide di creazione di prodotti complessi, perché ti permettono di sentirti fiducioso per sperimentare e imparare.
I Valori Scrum sono cinque:
Ecco un’idea di workshop sui valori di Scrum con cui poter sperimentare.
Un sistema complesso non può essere pianificato, emergerà nel tempo, grazie ai vari esperimenti e al feedback degli utenti finali. L’empirismo è un tipo di processo di controllo in cui le decisioni si basano sui risultati osservati, sull’esperienza e sulla sperimentazione. L’empirismo attua ispezioni e adattamenti regolari che richiedono e creano trasparenza. Noto anche come “processo di controllo empirico” (vedi Lessico Scrum).
Pertanto, una delle prime aree di intervento aziendale è comprendere il livello di fiducia e trasparenza tra gli stakeholder coinvolti nella creazione del prodotto e agire di conseguenza.
Le imprese in cui la cultura si basa naturalmente sulla fiducia e sulla trasparenza saranno probabilmente più rapidamente efficaci nei loro cicli di ispezione e adattamento.
Fabio Panzavolta
Asse di riflessione: che legame fai tra i valori di Scrum e l’empirismo?
Per andare oltre nella comprensione di Scrum, dei suoi valori e dell’empirismo, ti consigliamo di leggere Scrum a Pocket Guide – 2a edizione di Gunther Verheyen. (Se l’inglese non è un problema per te, esiste una terza edizione in inglese, che consigliamo).

Scarica e stampa (in A4 o A3) il poster relativo a questo articolo, può essere utile per te in ufficio, i codici QR consentono di approfondire la conoscenza del framework Scrum!
Questo articolo fa parte di una serie di dodici pubblicazioni, ognuna delle quali spiega le basi di Scrum, secondo lo Scrum Guide. Potrebbe essere utile per te come presentazione alla direzione o per chiunque sia curioso di approfondire l’argomento.
Tradotto dal francese da Denise Monreale, grazie!