In questo episodio, tratto dall’omonimo articolo, esploriamo i 5 livelli di feedback in Scrum, partendo dal meno efficace fino al più efficace per lo sviluppo empirico di prodotti. Analizziamo come migliorare la qualità del feedback ricevuto durante la Sprint Review e come questo impatta sul successo del prodotto e del team.
🎧 Ascolta l’Episodio
🎯 5 Livelli di Feedback
1 – Feedback da Persone Disinformate
Partecipanti non conoscono Scrum
Non comprendono lo scopo dell’evento
Scarso coinvolgimento e partecipazione passiva
Frustrazione per il team e spreco di tempo per i partecipanti
2 – Stakeholder Feedback
Partecipanti informati sullo scopo dell’evento
Principalmente dipendenti interni all’azienda
Focus sulla dimostrazione del prodotto funzionante
Il feedback è il cuore dello sviluppo empirico in Scrum. La qualità del feedback che riceviamo determina direttamente il successo del nostro prodotto. È fondamentale progredire attraverso questi livelli per massimizzare l’efficacia del framework Scrum
Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer
🔜 Prossimo Episodio
Non perdete il prossimo episodio dove discuteremo di come colmare il divario fra comprensione teorica e applicazione pratica di Scrum.
Questo articolo è basato sull’episodio 41 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
Vuoi approfondire Scrum? Visita Collective Genius per risorse, formazione e consulenza professionale.
Ma Scrum funziona veramente? Questa domanda un pò provocatoria è venuta fuori come tema in una delle puntate del podcast Scrum 🇮🇹.
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Ho avuto il piacere di sedermi con alcuni dei più brillanti Scrum Master professionisti per discutere di un argomento che ci sta a cuore: l’agilità e, in particolare, Scrum.
Grazie di ❤️ a Silvia, Emanuele, Alessandro e Mike per essersi prestati all’esercizio!
Podcast Scrum Italia – Ep. 40 – Ma Scrum funziona veramente?
Ma Scrum funziona veramente? – Ecco i punti forti della nostra chiacchierata.
🚀 Cultura e Mindset: Alessandro ha sollevato un punto cruciale sulla necessità di un cambiamento culturale nelle organizzazioni. Lontani dai Gantt e dai rigidi controlli, è tempo di abbracciare l’autonomia e l’empirismo.
🔍 Empirismo vs Predizione: Io stesso ho sottolineato come molti affermino di usare Scrum senza abbracciarne la natura empirica. Ricordate, prevedere il futuro in un mondo complesso è un’illusione; ciò che conta è rimuovere gli ostacoli e cambiare mentalità.
👥 Autonomia del Team: Michael ha condiviso una storia di successo su come l’empowerment di un giovane team ha portato alla consegna anticipata di un prodotto funzionante. Piccoli cambiamenti possono fare la differenza!
📈 Disciplina nell’applicazione: Alessandro ha ribadito che l’applicazione rigorosa dei concetti può portare al successo, coinvolgendo i clienti e dimostrando l’efficacia del nostro approccio.
🌱 Cultura di squadra: Silvia ha parlato dell’importanza di coltivare una cultura di comprensione e di possesso del metodo Scrum a livello di team, mentre Emanuele ha evidenziato come le retrospettive genuine abbiano rafforzato il senso di squadra.
Questi sono solo alcuni degli spunti che abbiamo esplorato nel nostro ultimo episodio. Se sei curioso.a di scoprire come queste idee possano essere applicate e di ascoltare le storie personali dei miei ospiti, non puoi perderti questo episodio del podcast.
Sintonizzati per un viaggio nel cuore dell’agilità e scopri come piccole modifiche possano portare a grandi risultati. Non vedo l’ora di condividere con voi queste conversazioni illuminanti!
Un abbraccio e fino al prossimo ascolto, Fabio 🎙️
P.S. Ricordate, l’agilità è un viaggio, non una destinazione. Siate coraggiosi, sperimentate e adattatevi. Il vostro team vi ringrazierà!
In questo episodio speciale, Fabio Panzavolta insieme a quattro ospiti esperti – Silvia, Alessandro, Michael ed Emanuele – esplorano le critiche attuali verso il framework Scrum. Attraverso le loro esperienze dirette, discutono se Scrum funziona per davvero e di come spesso non sia il framework ad essere problematico, ma la sua errata implementazione. Condividono strategie pratiche e storie di successo per superare gli ostacoli comuni nell’adozione di Scrum.
🎧 Ascolta l’Episodio
🎯 Punti Chiave della Discussione
Le Critiche a Scrum
Le critiche sui social media spesso derivano da implementazioni errate del framework
Molti attacchi sono basati su incomprensioni o applicazioni superficiali
Il problema non è Scrum, ma la capacità dell’organizzazione di rimuovere gli impedimenti
Difficoltà nel passaggio da command & control all’auto-organizzazione
Trasformazione Agile
Importanza di iniziare con progetti pilota
Necessità di formazione adeguata per tutti i livelli
Focus sul cambio di mindset prima che sulle pratiche
💡 Scrum funziona! Storie di Successo
Creazione di team auto-organizzati
Abbattimento delle barriere tra sviluppatori e tester
Miglioramento della comunicazione e collaborazione
Delivery più rapidi e di maggiore qualità
⚙️ Best Practices Emerse
Per il Successo di Scrum
Partire dal “perché” si vuole adottare Scrum
Costruire una solida base di comprensione agile
Permettere al team di sperimentare e adattare le pratiche
Concentrarsi sul prodotto invece che sul progetto
Per il Cambiamento Organizzativo
Iniziare con piccoli cambiamenti significativi
Mostrare risultati tangibili
Costruire fiducia attraverso la trasparenza
Supportare l’auto-organizzazione del team
🎓 Note del Trainer
Le critiche a Scrum spesso nascono da implementazioni superficiali o incomplete. Il successo richiede un vero cambio di mindset organizzativo e la capacità di rimuovere gli impedimenti. Scrum funziona, quando interpretato e applicato correttamente, come qualsiasi strumento!
Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer
🔜 Prossimo Episodio
Non perdere il prossimo episodio del podcast Scrum Italia, parleremo di 5 livelli di feedback diversi.
Questo articolo è basato sull’episodio 40 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
Vuoi approfondire Scrum? Visita Collective Genius per risorse, formazione e consulenza professionale.
In questo episodio, insieme a Giorgia, coach professionista certificata ICF, esploriamo il mondo del coaching professionale. Scopriremo cosa distingue il coaching da altre pratiche come mentoring e psicoterapia, come funziona un percorso di coaching e quali benefici può portare sia a livello personale che professionale.
🎧 Ascolta l’Episodio
🎯 Cos’è il Coaching Professionale
Il coaching professionale è un processo di facilitazione che aiuta le persone a:
Scoprire nuove prospettive e possibilità
Raggiungere obiettivi concreti
Sviluppare consapevolezza e potenziale
Trasformare il modo di vedere le situazioni
🔄 Caratteristiche Principali
Struttura e Durata
4-10 sessioni in totale
Sessioni di 1.5 ore ogni 15-20 giorni
Focus su presente e futuro
Orientamento agli obiettivi concreti
Approccio del Coach
Ruolo di facilitatore (“la carrozza”)
Non fornisce consigli o soluzioni
Aiuta a cambiare punto di vista
Supporta la scoperta di nuove possibilità
💡 Differenze con Altri Approcci
Coaching vs Psicoterapia
Coaching: focus su presente e futuro
Psicoterapia: esplora connessioni con il passato
Coaching: orientato agli obiettivi
Psicoterapia: lavora sul disagio psicologico
Coaching vs Mentoring
Coach: non necessita expertise nel settore del coachee
“Il coaching è un viaggio di scoperta dove il coach è un facilitatore che aiuta il coachee a esplorare nuove prospettive e possibilità. Non si tratta di dare risposte, ma di aiutare le persone a trovare le proprie risorse e soluzioni.”
Giorgia Pizzuti, Coach Professionale ICF
🔜 Prossimo Episodio
Non perdete il prossimo episodio del podcast Scrum Italia, cercheremo di rispondere alla domanda: “ma Scrum funziona veramente?”.
Questo articolo è basato sull’episodio 39 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
Vuoi approfondire Scrum? Visita Collective Genius per risorse, formazione e consulenza professionale.
In questo articolo, Stefano Milanesi e Fabio Panzavolta, attraverso la loro esperienza da Scrum Master, offrono spunti di riflessione su come colmare il divario tra comprensione teorica e pratica di Scrum e qualche esperimento da provare al lavoro!
Discutiamo un tema che è abbastanza sentito, che abbiamo vissuto personalmente e che ci sta a cuore. Cioè quello di uno Scrum Master che si sente frustrato perché vede che Scrum non sta funzionando all’interno della propria azienda, si rende conto che non sta facendo le cose nella maniera corretta ed ha la volontà di migliorare, di capire, di trovare una soluzione sia all’interno del team che nell’organizzazione.
Questo articolo è la trascrizione adattata del video qui sopra
Comprensione teoricA e pratica di Scrum – Come capire quando Scrum è Scrum?
Come fa uno Scrum Master a capire se quello che si sta applicando in azienda è Scrum Professionale, oppure Scrum meccanico (applicato come una metodologia)?
Prima di tutto partire dalle basi di Scrum, cominciando a capire se quello che si è praticato fino ad ora è Scrum. Questo lo si riesce a capire con una buona conoscenza di base, teorica, da fonti affidabili, corrette. Un po’ tutti abbiamo fatto il fai da te, sicuramente avere delle fonti attendibili, un supporto attendibile, è importante.
Avere un mentore con cui parlare, confrontarsi, che abbia già avuto un’esperienza reale è un altro ottimo passo per maturare una certa coscienza.
Come far capire Scrum all’azienda?
Il passo successivo consiste a far capire Scrum Professionale agli altri, colleghi e azienda, necessario per abbattere certi ostacoli organizzativi e burocratici per praticare Scrum correttamente.
Inizialmente è utile e naturale aggrapparsi ai principi fondamentali di Scrum, non perché siano scritti nella Scrum Guide, ma perché Scrum è uno strumento per rivelare quello che non funziona in azienda. Se si vuole diventare più agili, quindi, ci vuole coraggio.
Prima di tutto bisogna capire che cosa è Scrum e che tipo di problemi aiuta a risolvere, perché se hai un martello e cerchi di usarlo per tagliarti le unghie arriverai alla conclusione che il martello non funziona. Quindi il primo passo è capire che strumento è Scrum e come lo puoi usare.
Comprensione teoricA e pratica di Scrum – Non concedere distorsioni a Scrum
Inoltre è importante non concedere troppe distorsioni a Scrum, perché altrimenti non funziona più. Non eliminare elementi da Scrum, al limite aggiungerne. In questo modo si creeranno dei piccoli conflitti, situazioni nel quale la gente ti chiederà ma perché ti comporti così? Perché ci dici di fare così, eccetera eccetera.
Si creano opportunità per aiutare i colleghi e l’azienda a capire come ci si può migliorare.
La nostra esperienza coincide nel fatto che, in certi contesti, bisogna passare attraverso dei momenti, a volte, difficili. È per questo che non bisogna rimanere soli, è molto importante non rimanere soli.
E incassare il supporto del team e dell’organizzazione.
Scrum è fattibile veramente?
Il messaggio che passiamo in formazione è positivo, è difficile, bisogna avere personalità per stimolare il cambiamento. Si può cominciare formulando domande, perché far domande non costa niente, non ci si mette in pericolo e si stimola la riflessione negli altri.
Un esempio di domanda potrebbe essere : “pensate veramente che siamo agili al 100%?” Sì, no, ma allora cosa possiamo fare per diventarlo? Cominciare a far domande è un buon inizio per cambiare le cose.
Comprensione teoricA e pratica di Scrum – Applicazione meccanica di Scrum, corretto?
Un’altra esperienza vissuta con diversi team è stata quella di trovare persone che erano fin troppo ligie nell’applicazione di Scrum, nel senso che lo applicavano in maniera meccanica. Rispetto stretto di sequenza e durata degli eventi, responsabilità che si trasformano in belle etichette piazzate su ogni persona all’interno del team. Peccato che poi si perde la ragione per la quale si sta facendo tutto questo e ritornare alle basi per capire il perché lo sto facendo è sicuramente il punto chiave.
Come dicevamo prima, fare domande a chi ci sta attorno, ma fare domande anche a Scrum, che può indicarci la direzione da prendere in qualsiasi situazione.
Perché sto facendo questa cosa? Perché questa cosa non funziona? Molto spesso la risposta la troviamo consultando la Scrum Guide, a volte lo troviamo con l’esperienza, quindi provando, facendo esperimenti e ottenendo feedback e risposte che poi ci guidano in qualche modo su quello che è il prosieguo della nostra esperienza.
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L’applicazione stessa del framework è decisamente qualcosa di complesso. Un’applicazione meccanica non è corretta e non aiuta se non si capisce il perché si fanno le cose!
Acquisire sicurezza come Scrum Master
Acquisire sicurezza come Scrum Master è una cosa fondamentale per capire come comportarsi. Se io sono sicuro di quello che posso dire (o fare) per stimolare l’uso di Scrum poi posso anche esprimermi in un certo modo e sperimentare, ottenere feedback da questi esperimenti. Gli esperimenti servono per rivelare ciò che non funziona per correggerlo e progredire.
Questo è fondamentale.
Comprensione teorica e pratica di Scrum – Come si applica Scrum?
A volte si cerca di fare tutto subito, per tante ragioni. Procedere in questo modo non aiuta a capire realmente i feedback, perché vengono mescolati. Ho fatto quattro, cinque esperimenti tutti in una volta, per accelerare l’adozione, ma le persone non mi capiscono.
Il segreto (!!) è avere pazienza, la pazienza del giusto o di chi comunque conosce ed applica. Una certa logica iterativa ed incrementale, come ci insegna Scrum.
Rendere trasparente un backlog di impedimenti che impediscono Scrum Professionale, renderlo visibile a chiunque è un primo passo che si può sperimentare.
Molto spesso l’esperienza ci ha mostrato che primi ostacoli sono i più facili da eliminare, poi, man mano che si va avanti i successivi sono sempre più difficili. Capire come come si può progredire è effettivamente l’approccio più proficuo.
Errori tipici nell’applicazione di Scrum
Un errore tipico, osservato sul campo, di chi applica Scrum in modo meccanico è quella delle scorciatoie, per comodità o facilità.
Fare un buon coaching come Scrum Master, rispetto all’organizzazione ed al team, significa fare leva sui valori di Scrum, che ci aiutano ad ottenere tante risposte.
Trovare un “accordo” per lavorare con fiducia, che emerge grazie alla comprensione dei valori di Scrum, facilita tantissimo buona parte del processo di adozione di Scrum.
Evitare l’errore di “dimenticare” i valori Scrum è sicuramente necessario, in qualsiasi contesto.
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Spesso usiamo il parallelo con un team sportivo. Se si vuole progredire bisogna farlo in un ambiente di lavoro in cui ci si sente al sicuro. Gli anglofoni parlano di Psychological Safety.
Quando arriviamo in aziende nuove, ci comportiamo in accordo con i valori Scrum e, per questo, siamo percepiti come “diversi”, un pò strani 😊. Un Professional Scrum Master usa i valori Scrum costantemente, questi guidano il suo comportamento in modo tale che sia adatto alla risoluzione di problemi complessi. Leggi il nostro articolo Leading with Values.
È importante essere i primi ad essere strani, stimolare la curiosità per rispondere alle domande e mettere in moto il cambiamento.
Un altro errore classico è quello di fermarsi allo Scrum Team. Invece far capire all’organizzazione, in primis, che non siamo un corpo estraneo ma che lo Scrum Master esiste per una ragione ben precisa (che è quello di generare valore e farlo nella maniera migliore possibile) è importantissimo.
Qualcosa che è basilare per lavorare bene è essere felici. Persone felici, soddisfatte e motivate a raggiungere obiettivi saranno più produttive. Questa è anche la nostra funzione di Scrum Master. Perché questo accada, bisogna che effettivamente le cose siano molto chiare per tutti.
Chiarire, tramite un accordo generale (aziendale) su quelli che sono gli obiettivi del “come facciamo le cose” dovrebbe essere esplicitato, non può essere qualcosa che serpeggia. È molto importante che l’uso di Scrum per lo sviluppo di un particolare prodotto sia dichiarato, perché ci dà la legittimità per praticare correttamente in seno all’azienda.
A volte questa legittimità bisogna prendersela, senza aspettare di essere incoronati!
Questo fa parte della sicurezza che si è acquisita come Scrum Master. Se siete sicuri di voi, allora spingerete di più per ottenere quello che sapete sia giusto fare!
È un po come un allenatore di calcio che sa che se ci si allena in un certo modo con questo tipo di squadra allora puoi vincere. Se hai questa sicurezza poi la trasmetti anche agli altri.
Tutto quello che avviene all’interno di un’organizzazione dovrebbe essere umano centrico quindi, se attendiamo sempre difficilmente riusciremo a cambiare qualcosa.
Agire dando l’esempio e iniziare a fare quello che ci stiamo proponendo di fare perché abbiamo deciso di farlo è probabilmente la mossa migliore che che puoi fare per attuare in maniera effettiva un cambiamento.
Lo Scrum Master aiuta l’azienda, non solo il team.
È importante sottolineare che uno Scrum Master Professionale non aiuta solo lo Scrum Team. Necessariamente deve aiutare anche il resto dell’azienda a capire Scrum.
Direi che aiuta anche i clienti, fornitori, i manager e tutte le persone interessate a capire meglio un approccio diverso alla risoluzione di problemi complessi.
È abbastanza normale, all’inizio, concentrarsi sul team però bisogna anche avere questa forza di volontà di andare a eliminare gli impedimenti che rapidamente emergono al di fuori del team e che bisogna trattare in qualche modo.
Come fare quando ci sono più Scrum Team?
A volte, ci si trova a dover aiutare più team. L’esperienza ci ha mostrato Scrum Master molto scollati fra di loro, quindi poca anche unità di intenti nel nell’andare a fare coaching a livello organizzativo. Quindi, sicuramente, se la tua organizzazione ha più Scrum Team e siete più Scrum Master, parlarsi e cercare di fare emergere successi e difficoltà comuni e sperimentare soluzioni insieme può essere di grande valore.
Come dimostrare che stiamo facendo un buon lavoro come Scrum Master?
Dimostrare che uno Scrum Master ha valore per un team e un’azienda è possibile. Anche se l’apporto è spesso indiretto e non molto visibile.
I fatti devono parlare per noi.
Una cosa molto semplice, evidente a tutti, è quella di dimostrare che ad ogni Sprint lo Scrum Team realizza incrementi “Done”, regolarmente. Secondo Ken Schwaber questo è il miglior indicatore possibile.
Altro indicatore è un team felice, che si diverte al lavoro.
Un buon modo per colmare quel gap fra la teoria e la pratica è quindi quello di misurare quello che stiamo producendo.
Senza voler andare nel dettaglio, ci sono metriche specifiche, grazie ad Evidence Based Management, che possono dare indicazioni precise su quale sia il valore del nostro prodotto.
Quindi fare Scrum bene vuol dire anche innescare un circolo virtuoso che migliora il prodotto e migliora anche noi stessi, come persone, come individui e come team.
Questo approccio empirico non solo sul prodotto ma anche su noi stessi ci permette di adattarci in continuazione a qualsiasi situazione.
Non c’è niente da fare, bisogna lavorare per capire come usare questo strumento che si chiama Scrum. Un pò come quando si vede un martello per la prima volta. A quelli che dicono che il martello non funziona, bisogna chiedere per quale obiettivo lo vogliono usare. Se lo usi per tagliare le unghie, ovviamente il risultato sarà deludente… forse anche un po’ doloroso 😊.
Comprensione teoricA e pratica di Scrum – Conclusioni
Per praticare Scrum Professionale è necessario colmare il divario tra comprensione teorica e pratica di Scrum stesso. E un lavoro continuo, che non finisce mai, in quanto anche Scrum evolve nel tempo, i problemi da risolvere cambiano ed evolvono.
Poco importa la seniority, uno Scrum Master Professionale dovrebbe avere sempre l’umiltà di rimettersi in discussione, imparare dagli altri e, quando richiesto, condividere le proprie esperienze.
Il primo passo rimane comunque la comprensione teorica e, in seguito, un’applicazione pratica perché l’esperienza è alla base dell’apprendimento.
Immersion Training per Scrum Master
Vuoi farti accompagnare nella riduzione del gap tra conoscenza e esperienza di Scrum Professionale? Abbiamo una proposta che stiamo sperimentando. Si chiama l’Immersion training.
Questo formato permette di alternare teoria e pratica in azienda. Il contenuto è uguale a quello della formazione Professional Scrum Master, ciò che cambia è il modo di imparare.
Proponiamo 7 sessioni di mezza giornata (la prima e l’ultima in presenza, le altre a distanza), fra una sessione e l’altra forniamo degli esercizi pratici da svolgere in azienda per mettere in pratica la teoria vista durante il corso.
Nella sessione successiva, prendiamo le esperienze e forniamo feedback su come ti puoi migliorare.
Per saperne di più visita la pagina web dove trovi anche le prossime date e puoi iscriverti se lo desideri!
Continuo ad osservare 7 ostacoli a Scrum nelle aziende che aiuto nell’evoluzione verso la Business Agility. Piccoli o grandi che siano, questi ostacoli sono spesso l’eredità di una cultura aziendale nata e sviluppatasi negli anni della rivoluzione industriale.
Sono convinto che molto dipenda anche dal sistema scolastico (pur non avendone la prova, è solo un’intuizione) che non ci prepara a lavorare insieme, a collaborare.
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E questo è un grosso freno quando dobbiamo risolvere problemi complessi.
Ecco un elenco, non esaustivo ed in ordine casuale, degli ostacoli che riducono i benefici che Scrum può portare all’azienda.
Sei d’accordo? Se vuoi aggiungerne altri, lascia un commento!
7 ostacoli a Scrum – Persone, non risorse
La cultura industriale ci ha portato a considerare le persone come macchine. Bisogna essere sempre performanti, non portarsi al lavoro i problemi che abbiamo a casa, sempre sorridenti, infallibili, perfetti al primo colpo.
In questa cultura il dirigente è il primo a dover essere infallibile, avere risposta a tutto, mai nessun dubbio… un robot.
Scrum e l’Agile rimettono l’essere umano al centro, ammettendo che si possono avere giorni positivi ed altri no; che si può dubitare di una soluzione (o di se stessi) e che il dubbio è positivo perché stimola la sperimentazione.
7 ostacoli a Scrum – Gerarchia
La gerarchia è utile quando non si ha necessità di prendere decisioni velocemente. Pertanto è un fattore limitante dell’Agile, dove si vuole agire prima di tutto, osservare il risultato ottenuto per poter capire se la strada intrapresa è quella giusta o no.
Agile significa movimento, sperimentazione, collaborazione… le decisioni che si prendono riguardano rischi limitati ad un mese al massimo, durante il quale si sperimenta per capire meglio la soluzione ad un problema dato.
Dover aspettare la decisione di qualcuno per poter fare qualcosa limiterà la vostra agilità.
Hai già visto un giocatore di Rugby aspettare l’autorizzazione del coach per poter agire? Quanto competitiva sarebbe una squadra del genere?
7 ostacoli a Scrum – Ego
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Contribuire allo sforzo del team con umiltà e dire il più rapidamente possibile quando si ha bisogno di aiuto. Mostrarsi infallibili e senza dubbi è abbastanza sospetto in un contesto di complessità.
Se l’ambiente di lavoro è sano, ci si sente al sicuro e non giudicati, probabilmente l’ego personale potrà essere messo da parte.
Considero l’ego come uno dei 7 ostacoli a Scrum, perché limita la trasparenza (uno dei pilastri dell’empirismo) e contraddice i valori Scrum, in particolare l’apertura.
Abbiamo tutti un certo livello di ego, chi più chi meno. Ci sta. Ciò che è importante è rendersene conto e lavorare per fare in modo che non sia deleterio per il team.
Il video qui sotto mi ha personalmente aiutato a capire perché l’ego può essere un problema, soprattutto quando ci impedisce di imparare (perché pensiamo di sapere già tutto).
Growth Mindset, perché è cosi importante oggigiorno?
7 ostacoli a Scrum – Dipendenze
Le dipendenze, di qualsiasi tipo, creano vincoli rischiosi che limitano l’agilità. Per esempio, se si è dipendenti da una sola persona per un certo tipo di competenza, quando questa persona sarà in vacanza è probabile che si potrà rimanere bloccati.
Ovviamente ci sono anche le dipendenze tecniche, che possono essere problematiche.
Essere agili significa essere resilienti alle situazioni più difficili, le dipendenze limitano la resilienza. Per questa ragione parliamo di Scrum Team cross-functional, che hanno tutte le competenze necessarie a risolvere un problema complesso.
Lo Scrum Team lavora per assicurarsi che nessuno sia indispensabile, ma tutti siano necessari!
Praticamente tutte le aziende con cui ho lavorato sono organizzate in silos. La logica è quella di ottimizzare un settore di attività, come il marketing per esempio.
Questa strategia funziona bene quando un prodotto è statico, evolve lentamente nel tempo. Come un tostapane 😊. In un mercato dove le novità sono lente ad arrivare al consumatore finale.
Nel settore informatico, per esempio, essere organizzati in silos è un problema grosso. Che diventa gigantesco quando combinato con la forte gerarchia e un pizzico di ego.
Il silo impedisce la collaborazione e, di conseguenza la trasparenza, con un impatto negativo sulla Business Agility.
Per questa ragione uno Scrum Team è auto-gestito, mette tutti sullo stesso livello e si focalizza su un obiettivo comune da raggiungere.
7 ostacoli a Scrum – Politica interna
L’organizzazione in silos obbliga a fare politica, alleanze, per portare acqua al proprio mulino (fare in modo che la priorità del Team diventi priorità di tutti).
Porta il focus delle persone su problemi interni, su decisioni che sono (forse) utili per fare carriera, ottenere un bonus… ma che distraggono dalla ragione per la quale lavoriamo, ossia creare qualcosa di utile per qualcuno (valore).
La politica interna, conseguenza abbastanza normale dell’organizzazione in silos, porta a perdere di vista l’obiettivo principale dell’azienda: creare valore per gli utilizzatori dei propri prodotti.
La burocrazia, un’altro dei 7 ostacoli a Scrum, utile per garantire il controllo del lavoro ripetitivo (contabilità, rischi operativi, ecc.), è una catastrofe per l’agilità dell’azienda. Obbligare uno Scrum Team a sottostare alle stesse regole burocratiche del servizio contabilità (per esempio) è un grave errore.
In contesti complessi, la burocrazia dovrebbe essere ridotta al minimo. Favorire linee guida e regole semplici ed incrementali basate sull’esperienza è una migliore soluzione, più agile.
Conclusioni
Mi sono divertito a fare come nell’agile manifesto, mettendo in contrapposizione ciò che favorisce un contesto agile da ciò che l’ostacola, ecco il risultato.
Favorevole all’agilità
Sfavorevole all’agilità
Persone
Piuttosto che
Risorse
Auto-Gestione
Piuttosto che
Gerarchia
Umiltà
Piuttosto che
Ego Personale
Autonomia
Piuttosto che
Dipendenze
Cross-Functional
Piuttosto che
Silos
Valore
Piuttosto che
Politica interna
Linee Guida
Piuttosto che
Burocrazia
A sinistra riconosco i fattori stimolanti per l’agilità aziendale, pur riconoscendo che gli elementi a destra possono essere necessari in contesti non complessi.
Ti ritrovi nei 7 ostacoli a Scrum che ho descritto? Li osservi nella tua azienda? Nulla di grave, è piuttosto normale perché questo permette di far funzionare correttamente il lavoro quotidiano. In ogni caso ha permesso di farla funzionare fino ad oggi 😊.
Tuttavia, bisogna prendere coscienza che la perdita di competitività dovuta all’incapacità di reagire rapidamente alle domande del mercato è un problema che stanno affrontando diverse realtà.
Uno Scrum Master Professionale ha la responsabilità di rivelare e far capire che ciò che funziona bene in un contesto ripetitivo e prevedibile non è in realtà molto utile per risolvere problemi complessi.
Allora non perdere tempo, costruisci argomenti solidi per far capire ed utilzzare Scrum correttamente. Questo permetterà di limitare i rischi e aumentare la Business Agility aziendale. Scrum On! 💪
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In questo episodio esploriamo i sette ostacoli più comuni che limitano l’efficacia di Scrum nelle organizzazioni. Questi impedimenti, eredità di una cultura aziendale radicata nell’era industriale, possono significativamente ridurre i benefici che Scrum può portare all’azienda. Scopriremo come identificarli e, soprattutto, come superarli per una vera trasformazione agile.
“Gli ostacoli a Scrum sono spesso radicati nella cultura aziendale tradizionale. La chiave per superarli sta nella consapevolezza e nella volontà di evolversi verso un’organizzazione più agile. Il ruolo dello Scrum Master professionale è fondamentale in questo processo di trasformazione.”
Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer
🔜 Prossimo Episodio
Non perdere il prossimo episodio del podcast Scrum Italia, parleremo di coaching.
Questo articolo è basato sull’episodio 38 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
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In questo episodio speciale celebriamo il 28° compleanno di Scrum, nato il 19 ottobre 1995. Analizziamo il documento originale presentato da Ken Schwaber che ha introdotto Scrum al mondo, esplorando le origini del framework e come i suoi principi fondamentali sono rimasti rilevanti fino ad oggi. Scopriremo come Scrum è nato come risposta alla complessità dello sviluppo software e come ha influenzato l’Agile Manifesto.
🎧 Ascolta l’Episodio
🎯 I Punti Chiave del Documento Originale
La Nascita di un Framework Rivoluzionario
Prima presentazione di Scrum da parte di Ken Schwaber il 19 ottobre 1995
Riconoscimento che lo sviluppo software è un processo imprevedibile e complesso
Critica agli approcci lineari e predittivi dello sviluppo software
Le Metodologie dell’Epoca
Waterfall: approccio lineare e rigido
Metodologia a Spirale: miglioramento iterativo ma ancora troppo strutturato
Approccio Iterativo: più flessibile ma ancora basato su processi definiti
I Principi Fondamentali di Scrum
Accettazione dell’imprevedibilità nel processo di sviluppo
Flessibilità come risposta alla complessità
Importanza del controllo empirico
Focus sulla creazione di valore attraverso l’utilità del sistema
💡 I Benefici Identificati
Vantaggi dello Scrum Originale
Flessibilità nell’adattarsi ai cambiamenti
Libertà creativa per gli sviluppatori
Controllo attraverso meccanismi empirici
Collaborazione migliorata tra tutti gli stakeholder
“Questo documento storico mostra come i principi fondamentali di Scrum fossero già chiari 28 anni fa. La visione di Ken Schwaber di un framework che abbraccia la complessità invece di cercare di controllarla si è dimostrata vincente nel tempo. Oggi questi principi sono più rilevanti che mai nell’affrontare le sfide dello sviluppo software moderno.”
Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer
🔜 Prossimo Episodio
Non perdere il prossimo episodio dove esploreremo 7 ostacoli a Scrum nel mondo moderno.
Questo articolo è basato sull’episodio 37 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
Vuoi approfondire Scrum? Visita Collective Genius per risorse, formazione e consulenza professionale.
In questo episodio rispondiamo a due domande fondamentali dei nostri ascoltatori: la prima riguarda i possibili conflitti di interesse nei doppi ruoli in Scrum (Product Owner + Developer, Product Owner + Scrum Master), mentre la seconda esplora come attivare l’innovazione tecnologica in azienda attraverso il framework Scrum.
🎧 Ascolta l’Episodio
🎯 Prima Domanda: I Doppi Ruoli in Scrum
Principi Fondamentali
Le accountability in Scrum possono teoricamente essere ricoperte dalla stessa persona
Un individuo può avere le competenze per svolgere più ruoli
L’approccio deve essere empirico e adattativo
Considerazioni Chiave
Il team deve monitorare attentamente gli effetti del doppio ruolo
Occorre verificare l’impatto su Product Goal e Sprint Goal
È necessario identificare rapidamente eventuali conflitti di interesse
Segnali di Attenzione
Difficoltà nel raggiungimento degli Sprint Goal
Deterioramento della qualità del prodotto
Mancanza di trasparenza
Conflitti di interesse evidenti
🔄 Seconda Domanda: L’Innovazione Tecnologica
Ruolo del Product Owner
Permettere la sperimentazione
Non imporre soluzioni predefinite
Promuovere l’openness e il coraggio di sperimentare
Gestire il rischio limitandolo a uno sprint
Responsabilità dei Developers
Dedicare tempo al brainstorming
Studiare nuove tecnologie
Partecipare a hackathon e momenti di sperimentazione
Proporre soluzioni innovative
Ruolo dello Scrum Master
Assicurare la corretta comprensione e applicazione di Scrum
Facilitare un ambiente che promuove l’innovazione
Supportare il team nell’approccio empirico
💡 Best Practices per l’Innovazione
Definire Sprint Goal ambiziosi
Accettare il rischio di fallimento come opportunità di apprendimento
Mantenere la trasparenza sui contratti e vincoli aziendali
Promuovere una cultura dell’innovazione sostenibile
“L’innovazione in Scrum non è solo una questione di tecnologia, ma di approccio mentale. È fondamentale creare un ambiente dove il team si senta sicuro di sperimentare e dove il fallimento sia visto come un’opportunità di apprendimento. La chiave sta nel bilanciare correttamente le accountability e nel mantenere sempre il focus sulla creazione di valore per gli utenti.”
Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer
🔜 Prossimo Episodio
Non perderti il prossimo episodio del podcast Scrum Italia dove festeggeremo i 28 anni di Scrum.
Questo articolo è basato sull’episodio 36 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
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In questo episodio, tratto dall’articolo del blog, esploriamo la differenza fondamentale tra performance e risultato in Scrum, analizzando come questi due elementi si relazionano nel contesto aziendale. Scopriremo perché è essenziale distinguerli e come uno Scrum Team può lavorare per migliorare entrambi gli aspetti.
🎧 Ascolta l’Episodio
🎯 Cos’è la Performance in Scrum
La performance, secondo la definizione del dizionario Treccani, è “la realizzazione concreta di un’attività, di un comportamento, di una situazione determinata”. Nel contesto Scrum, questo si traduce in:
Il ruolo dello Scrum Master nel miglioramento della performance
Metriche per misurare la performance del team
Strategie per il Product Owner nella massimizzazione del valore
🎓 Note del Trainer
“La performance e il risultato sono due aspetti distinti ma interconnessi in Scrum. Mentre la performance può essere allenata e migliorata nel tempo, il risultato rimane sempre soggetto a variabili esterne. Il successo a lungo termine si ottiene concentrandosi sul miglioramento continuo della performance, accettando l’incertezza dei risultati in un contesto complesso.”
Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer
🔜 Prossimo Episodio
Non perdere il prossimo episodio dove parleremo di conflitti di interesse ed innovazione tecnologica in Scrum.
Questo articolo è basato sull’episodio 35 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
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