Servant Leadership: L'Arte dello Scrum Master

Servant Leadership: L’Arte dello Scrum Master

La servant leadership emerge come paradigma fondamentale nella risoluzione di sfide complesse. Lo Scrum Master, incarnando questo approccio, trasforma il modo tradizionale di guidare i team verso risultati sostenibili e significativi.

La Trasformazione della Leadership in Contesti Complessi

Il passaggio dal command & control alla servant leadership rappresenta una delle evoluzioni più significative nel management moderno. Come evidenziato nell’articolo “Servant Manager e innovazione”, questa transizione è fondamentale per organizzazioni che operano in contesti complessi.

Come esplorato nell’episodio del podcast “Scrum Master come agente del cambiamento”, la trasformazione da manager tradizionale a servant leader è un percorso di crescita personale e professionale che richiede impegno e dedizione.

L’evoluzione dal command & control alla servant leadership

Il modello tradizionale di leadership, basato sul controllo e sulla gerarchia, mostra i suoi limiti di fronte alla complessità crescente del mercato. La servant leadership propone un approccio radicalmente diverso, dove il leader si mette al servizio del team per:

  • Facilitare la crescita e l’autonomia
  • Rimuovere gli ostacoli organizzativi
  • Creare un ambiente di apprendimento continuo

Il nuovo paradigma di leadership nei team Scrum

I cinque valori fondamentali di Scrum illustrati

In Scrum, la servant leadership si manifesta attraverso lo Scrum Master, una figura che combina:

  • Facilitazione dei processi
  • Coaching del team
  • Guida nel cambiamento organizzativo

Per approfondire questo concetto, ti suggeriamo di ascoltare l’episodio “I 5 Valori Scrum: per una Leadership Agile di Successo” del nostro podcast, dove esploriamo come i valori di Scrum supportano e rafforzano l’approccio servant leader.

Le sfide della complessità moderna

Come analizzato nell’articolo “Management in Scrum”, le organizzazioni oggi affrontano:

  • Mercati in rapida evoluzione
  • Necessità di innovazione continua
  • Richiesta di adattabilità costante

I Fondamenti della Servant Leadership

Principi chiave del servant leader

L’articolo “Leadership – 5 cambiamenti fondamentali” evidenzia i seguenti principi:

  1. Ascolto attivo
  • Focus sulle necessità del team
  • Comprensione profonda delle dinamiche
  1. Empowerment
  • Sviluppo dell’autonomia
  • Supporto nelle decisioni
  1. Visione condivisa
  • Allineamento sugli obiettivi
  • Creazione di purpose comune

Il mindset del servizio prima del comando

Il servant leader si distingue per:

  • Priorità al benessere del team
  • Focus sulla crescita collettiva
  • Approccio basato sulla fiducia

L’impatto sulla cultura organizzativa

La servant leadership trasforma la cultura aziendale attraverso:

  • Maggiore trasparenza
  • Collaborazione potenziata
  • Innovazione diffusa

Lo Scrum Master come Servant Leader

Il duplice ruolo: servire il team e l’organizzazione

Come discusso nel nostro episodio podcast sulla servant leadership, lo Scrum Master serve sia il team che l’organizzazione più ampia.

Differenze con l’approccio tradizionale del Project Manager

AspettoServant Leader (Scrum Master)Project Manager Tradizionale
Approccio alla ComplessitàEmpirico e adattivoPredittivo e pianificato
Stile di LeadershipServente e facilitativoDirettivo e gestionale
Focus PrincipaleMiglioramento continuo e apprendimentoControllo e prevedibilità
Relazione col TeamCoach e facilitatoreGestore e coordinatore

Bilanciare facilitazione e leadership

Il bilanciamento efficace richiede:

  • Competenze di facilitazione avanzate
  • Capacità di coaching
  • Abilità di influenza organizzativa

Le Pratiche del Servant Leader in Scrum

Facilitazione efficace dei processi Scrum

Professional Scrum Facilitation Skills

Il servant leader eccelle nella facilitazione degli eventi Scrum, come evidenziato nel corso Professional Scrum Facilitation Skills, attraverso:

  • Sprint Planning collaborativo
    • Guida il team verso obiettivi chiari
    • Facilita il consenso sulle priorità
    • Supporta la pianificazione realistica
  • Daily Scrum produttivi
    • Promuove la collaborazione attiva
    • Mantiene il focus sullo Sprint Goal
    • Aiuta nell’identificazione degli impedimenti
  • Sprint Review costruttive
    • Facilita il feedback degli stakeholder
    • Promuove il dialogo aperto
  • Guida l’adattamento della direzione

Coaching per la crescita del team

Il coaching efficace si manifesta attraverso:

  1. Sviluppo dell’auto-organizzazione
  • Supporto nelle decisioni autonome
  • Promozione della responsabilità condivisa
  • Incoraggiamento dell’iniziativa
  1. Miglioramento continuo
  • Facilitazione delle retrospettive
  • Implementazione degli adattamenti
  • Celebrazione dei successi

Gestione degli impedimenti organizzativi

Il servant leader affronta gli ostacoli:

  • Identificando le cause radice
  • Coinvolgendo gli stakeholder appropriati
  • Facilitando il cambiamento sistemico

Tecniche di Servant Leadership nella Pratica

Come evidenziato nel nostro corso Professional Scrum Facilitation Skills, la capacità di porre le giuste domande e facilitare le conversazioni difficili è fondamentale per un servant leader efficace.

Ascolto attivo e domande potenti

Le “powerful questions” sono uno strumento fondamentale:

  • “Cosa ci impedisce di raggiungere il nostro potenziale?”
  • “Come possiamo migliorare la nostra collaborazione?”
  • “Quali sono le opportunità nascoste in questa sfida?”

Creazione di un ambiente sicuro per l’innovazione

Il servant leader costruisce la psychological safety attraverso:

  1. Normalizzazione del fallimento
  • Valorizzazione degli esperimenti
  • Apprendimento dagli errori
  • Celebrazione del coraggio
  1. Promozione del dialogo aperto
  • Incoraggiamento del feedback onesto
  • Gestione costruttiva dei conflitti
  • Valorizzazione delle diverse prospettive

Supporto all’auto-organizzazione del team

L’empowerment si realizza attraverso:

  • Delega efficace delle responsabilità
  • Supporto nelle decisioni complesse
  • Creazione di opportunità di crescita

Misurare l’Impatto della Servant Leadership

Professional Agile Leadership - EBM

Come approfondito nell’articolo “Output, Outcome e Impatto in Scrum“, la misurazione dell’impatto richiede un approccio strutturato. Il nostro corso Professional Agile Leadership – Evidence Based Management fornisce gli strumenti necessari per misurare e valutare l’impatto della servant leadership sull’organizzazione.

Indicatori di successo per il servant leader

Le metriche chiave includono:

AreaIndicatori
Team HealthEngagement, collaborazione, innovazione
DeliveryPrevedibilità, qualità, valore consegnato
OrganizzazioneAdattabilità, resilienza, cultura

Metriche di crescita del team

Il progresso si misura attraverso:

  1. Autonomia decisionale
  • Capacità di risoluzione problemi
  • Iniziativa nel miglioramento
  • Gestione degli impedimenti
  1. Maturità tecnica
  • Qualità del prodotto
  • Pratiche di ingegneria
  • Innovazione tecnica

Valutazione della maturità organizzativa

L’impatto organizzativo si manifesta in:

  • Maggiore agilità nei processi
  • Migliore collaborazione tra team
  • Cultura dell’apprendimento continuo

Il Percorso di Crescita del Servant Leader

Sviluppo delle competenze chiave

Il percorso formativo include:

  1. Competenze fondamentali
  • Facilitazione avanzata
  • Coaching efficace
  • Leadership situazionale
  1. Strumenti pratici
  • Tecniche di facilitazione
  • Framework decisionali
  • Strumenti di coaching

Superare le sfide comuni

Le sfide tipiche includono:

  • Resistenza al cambiamento organizzativo
  • Equilibrio tra direzione e facilitazione
  • Gestione delle dinamiche complesse

Creare una community di pratica

Il supporto continuo attraverso:

  • Gruppi di pratica
  • Mentoring tra pari
  • Condivisione di esperienze

Servant Leadership e Scrum Master – Conclusione

La servant leadership rappresenta un’evoluzione fondamentale nel modo di guidare i team agili. Come Scrum Master, abbracciare questo approccio significa impegnarsi in un viaggio di crescita continua, dove il successo si misura attraverso lo sviluppo delle persone e la creazione di valore sostenibile.

Professional Scrum Master

Se desideri iniziare o approfondire il tuo percorso come servant leader, il corso Professional Scrum Master ti fornirà le basi solide necessarie per eccellere in questo ruolo cruciale.

Scrum Academy - Mastering Scrum

Mastering Scrum: guida essenziale al framework agile

Sei pronto/a a rivoluzionare il tuo approccio alla gestione dei prodotti? Il nostro mini-corso “Mastering Scrum: guida essenziale al Framework Agile” per Leader e Product Manager è un primo passo importante per sbloccare il pieno potenziale del team per la creazione di prodotti complessi.

Perché Scrum è fondamentale per i leader moderni?

Nel panorama aziendale in rapida evoluzione di oggi, la capacità di adattarsi rapidamente e consegnare valore in modo consistente è più cruciale che mai. Mastering Scrum, un framework Agile leader nel settore, offre una soluzione collaudata per:

  • Accelerare il time-to-market dei prodotti
  • Migliorare la qualità e la soddisfazione del cliente
  • Aumentare la produttività e l’engagement del team
  • Ridurre i rischi e i costi di sviluppo

Cosa imparerai in questo mini-corso

Il nostro corso conciso ma completo ti guiderà attraverso i fondamenti di Scrum, fornendoti una breve introduzione per una corretta comprensione. Ecco cosa copriamo:

  1. Fondamenti di Scrum e valori agile
  • Comprendere i principi chiave del framework Scrum
  • Allineare i valori Agile con la leadership moderna
  1. Ruoli e Responsabilità in Scrum
  1. Eventi e artefatti Scrum

Chi dovrebbe iscriversi al corso Mastering Scrum: guida essenziale?

Scrum Academy - Mastering Scrum

Il corso Mastering Scrum è ideale per:

  • Product/Project Manager o leader aziendali che desiderano migliorare la comprensione di Scrum
  • Professionisti IT interessati a esplorare e comprendere la leadership Agile
  • Chiunque voglia comprendere ed utilizzare Scrum nella propria organizzazione

Perché Scegliere il Nostro Mini-Corso Mastering Scrum: guida essenziale?

Conciso e pratico: concentrato sulle competenze essenziali per una rapida comprensione.
👨‍💻 Esperti del settore: contenuti curati da professionisti Scrum certificati con anni di esperienza sul campo.
📚 Flessibile: studialo al tuo ritmo, adattandolo ai tuoi impegni di lavoro.

Testimonianze

Non ne abbiamo ancora per questo corso, ma puoi vedere quelle degli altri corsi… vuoi essere il primo a dirci cosa ne pensi di questa mini-formazione, scrivici una mail, ci farà piacere!

Pronto a Trasformare la Tua Leadership con Scrum?

Non perdere l’opportunità di elevare le tue competenze di leadership Agile e migliorare la gestione dei tuoi prodotti iniziando con il mini corso Mastering Scrum.

Investi nel tuo futuro professionale e nel successo della tua organizzazione. Diventa un leader Scrum oggi stesso!


Hai domande? Contattaci. Siamo qui per aiutarti a iniziare il tuo viaggio Scrum!

Leading with Values

Leading with values

Leading with values è il seguito dell’articolo che ho scritto il mese scorso, il management in Scrum. Ti racconto una storia che uso spesso in formazione, un fatto che mi è capitato qualche mese fa da un cliente.

Il contesto

Guidare con i valori scrum
Clicca sull’immagine per ascoltare l’episodio del podcast

Stavo aiutando uno Scrum Team a praticare Scrum, nel contesto della creazione di un prodotto che includeva hardware e software.

Avevamo cominciato lo Sprint da un pò più di una settimana, lo Sprint Goal era chiaro e ben visibile a tutti, i Developers stavano lavorando insieme per raggiungerlo il più velocemente possibile.

Leading with values – La storia

Stavo passeggiando nell’open space, quando uno dei Developers, Luca, mi viene incontro e mi chiede: “Fabio, un altro team ha bisogno del mio aiuto. Sono bloccati e sono l’unico a poterli aiutare. Mi sai dire cosa devo fare?”.

Ci penso e gli rispondo: “purtroppo non so dirti cosa fare, ma possiamo ragionarci insieme, poi sarai tu a decidere, ti va bene?”.

Luca: “Si ok grazie, volentieri!”.

Fabio: “Bene! Come sta andando lo Sprint?”.

Luca: “Stiamo facendo un gran lavoro, impariamo tanto e allo stesso tempo non sappiamo se riusciremo a fare tutto in questo Sprint”.

Fabio: “Capito… mi puoi ricordare lo Sprint Goal, che mi sono dimenticato?”. Non era assolutamente vero, ma avevo bisogno di capire se Luca lo aveva ben in mente.

Leading with values

Luca: “Dobbiamo dimostrare di essere capaci di costruire da A a Z un nuovo prototipo in due settimane. Questo è lo Sprint Goal che ci siamo dati. Come sai abbiamo uno Sprint di tre settimane, ma prima di questo Sprint non siamo mai riusciti a fare questa cosa in meno di cinque settimane… quindi è una vera sfida per noi”.

Fabio: “Si, adesso ricordo, grazie… e come sta andando? Ho visto il vostro burndown chart e mi sembrate messi bene, corretto?”.

Luca: “Dopo un pò più di una settimana di lavoro c’è meno ansia, abbiamo acquistato fiducia e pensiamo onestamente di farcela a raggiungere l’obiettivo. Per questo, visto che i ragazzi di un altro team hanno bisogno di me per sbloccare una situazione, pensavo di lasciare il team per qualche giorno per andarli ad aiutare”.

Fabio: “Si capisco, mi sembra logico. Ma se lasci il team per qualche giorno, pensi che lo Sprint Goal attuale sia in pericolo o no?”.

I cinque valori fondamentali di Scrum illustrati
Clicca sull’immagine per ascoltare l’episodio del podcast

Luca: “Onestamente c’è il rischio che il team abbia interruzioni dovute alla mia assenza, quindi si, un pò di pericolo c’è”.

Fabio: “OK, quindi pensa al commitment che hai preso in Sprint Planning quando hai dato il tuo accordo per lo Sprint Goal. L’obiettivo sarebbe a rischio se tu lasciassi il team attuale, anche solo per qualche giorno?”.

Luca, dopo qualche tempo di riflessione: “Ho capito, rimango nel team attuale. Il significato di commitment e l’importanza dello Sprint Goal sono più chiari ora. Dirò all’altro team che sono disponibile fra due settimane, se ho difficoltà mi potrai dare una mano per affermare la mia posizione?”.

Fabio: “certo, puoi contare su di me. Grazie per il tuo coraggio nel prendere questa decisione”.

Leading with Values – Conclusione

E così è andata… leading with values significa aver capito che il nostro comportamento e le nostre scelte sono guidate dai cinque valori Scrum: “Commitment, Courage, Respect, Openness, Focus”.

Abituati a far domande che aiutano i colleghi a ragionare, ricorda quali sono i limiti da non oltrepassare, crea un ambiente dove ci si sente sicuri per prendere certe decisioni e supporta le persone che hanno il coraggio di agire allineandosi con i valori. Continua fino a quando ti farai sorprendere dai colleghi, perché li vedrai prendere decisioni, fare esperimenti ed avere comportamenti che non vedevi prima. Questo vorrà dire che hai fatto un buon lavoro e potrai imparare a tua volta da loro!

Se lavori alla risoluzione di problemi complessi, in contesti di “produzione intellettuale” (software, sales, marketing, ecc.), allora devi prendere in seria considerazione un cambiamento personale come quello che ho descritto.

Nell’epoca attuale abbiamo disperatamente bisogno di più servant leader che manager, qui sotto condivido qualche risorsa da studiare per capire come diventare un miglior leader.

Scrum Coaching

Hai bisogno di uno Scrum coach per il tuo team? Contattami, posso aiutarvi!

Leading with values – Risorse collegate

Qualche libro interessante da leggere:

Qualche link per capire i valori Scrum:

Il management in scrum

Management in Scrum [E43]

ℹ️ Management in Scrum 📅 Data: 28/03/2024 ⏱️ Durata: 54 minuti

🎙️ Introduzione

“Ciao, io sono Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer alla scrum.org e questi sono i podcast di Collective Genius, dedicati a tutti coloro i quali vogliono approfondire o imparare Scrum Professionale.”

📑 Sommario

In questo episodio esploriamo il management in Scrum, qui l’articolo del blog, dalle sue origini storiche alla sua evoluzione nel contesto moderno. Scopriremo come questo approccio si differenzia dal management tradizionale e come può portare benefici concreti nelle organizzazioni che producono valore intellettuale. Nella seconda parte, ascolteremo le esperienze dirette di professionisti che stanno implementando Scrum in diversi contesti aziendali.

🎧 Ascolta l’Episodio

🎯 Le Origini del Management

Il termine “management” ha radici storiche interessanti:

  • Deriva dall’italiano “maneggio” (in riferimento ai cavalli)
  • Passa attraverso il francese “ménage” (governare la casa)
  • Evolve nell’inglese “to manage” (gestire)

🔄 Il Management nella Rivoluzione Industriale

  • Basato sul modello Command & Control
  • Necessario per la produzione di massa
  • Focalizzato sulla gestione di piani e persone
  • Ottimizzato per contesti di certezza e ripetibilità

💡 Il Management in Scrum

Principi Fondamentali

  • Focus su obiettivi e artefatti, non sulle persone
  • Trasparenza del lavoro svolto
  • Responsabilità chiaramente definite

Caratteristiche Distintive

Il management in Scrum si fa sugli elementi fondamentali del framework:

  • Gestione basata su obiettivi misurabili (Product Goal, Sprint Goal)
  • Approccio empirico all’adattamento
  • Valorizzazione delle competenze professionali
  • Decisioni prese da chi ha l’informazione più aggiornata

⚙️ Differenze col Management Tradizionale

  • Eliminazione della gerarchia rigida
  • Focus sulla creazione di valore
  • Promozione dell’auto-organizzazione
  • Valorizzazione dell’apprendimento attraverso la sperimentazione

📚 Applicazioni Pratiche

Il management in Scrum favorisce l’esperienza, sulla base della quale prenderemo decisioni informate.

  • Adatto per lavori complessi e cognitivi
  • Efficace nella produzione intellettuale
  • Supporta l’innovazione e l’adattamento
  • Promuove un ambiente di lavoro stimolante

🎓 Note del Trainer

Il management in Scrum rappresenta un cambio di paradigma fondamentale rispetto al management tradizionale. Non si tratta di gestire persone, ma di creare le condizioni ottimali affinché professionisti competenti possano dare il meglio di sé nel perseguire obiettivi chiari e significativi

Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer

🔜 Prossimo Episodio

Non perdete il prossimo episodio dove approfondiremo un altro aspetto fondamentale di Scrum: guidare con i valori.

Questo articolo è basato sull’episodio 43 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.


Vuoi approfondire Scrum? Visita Collective Genius per risorse, formazione e consulenza professionale.

Il management in Scrum

Il management in Scrum

Il management in Scrum è qualcosa di radicalmente differente dal management “classico”. In questo articolo esploriamo quali sono le caratteristiche del management tradizionale per capirne le differenze rispetto al management in Scrum.

Il management in scrum
Clicca l’immagine per ascoltare il podcast

Clicca qui a fianco per ascoltare l’episodio del podcast dove leggo questo articolo e discuto la tematica con una decina di persone che condividono le loro idee ed esperienze!

Origini della parola management

La parola management deriva dall’italiano maneggio (di cavalli) e prima ancora dal latino ovviamente. In seguito in Francia si associa questa parola a “ménage” (governare *la casa*) e in inglese si è trasformata in “to manage” (gestire). Fonte Wikipedia (e la mia memoria).

Ma ciò che è importante, è che questa parola si usava inizialmente in relazione all’interazione con il mondo fisico. Maneggio degli utensili per custodire o montare i cavalli, per esempio.

La rivoluzione industriale ed il management

Durante la rivoluzione industriale, questa parola si è affermata per designare la gestione di piani e di persone (attraverso il “command e control“).

Il management in Scrum - The Principles of Scientific Management

Questo si spiega dalla necessità di dover produrre grandi quantità dello stesso prodotto (elaborazione di piani) da parte di persone, spesso analfabeti, (esecutori dei piani in “command e control“).

Qualche tempo fa ho letto il libro, The Principles of Scientific Management, scritto da Frederick Winslow Taylor, che fa capire bene le ragioni per le quali era necessario dire alle persone cosa e come fare il lavoro. Tutte le mie letture sono disponibili in questa pagina.

Il contesto (la certezza di ciò che si doveva produrre) si portava particolarmente bene a questo tipo di management, che ha permesso di ottimizzare la cadenza di produzione e quindi i benefici per le aziende (ma anche per i lavoratori che spesso erano pagati a cottimo).

Questo successo ha modellato le nostre aziende, ma anche il nostro sistema educativo e quindi il nostro modo di pensare e agire all’interno delle aziende. Anche se queste non producono più in serie, bensì idee, concetti, esperimenti, ecc… Ed è proprio questo il problema. Tentare di risolverlo con un happiness manager è come dire che si può correre più veloce con il buon paio di scarpe…

Il Management in Scrum

Con il passare dei decenni, il progresso ha portato diversi cambiamenti (non entro nel merito del giusto o sbagliato).

  • Persone sempre più istruite, l’analfabetismo non esiste praticamente più nei paesi industrializzati, anzi molti sono laureati.
  • La robotizzazione, che ha ridotto o addirittura eliminato gli operai nelle fabbriche
  • Il trasferimento della produzione industriale in altri continenti (Cina per esempio)

Ciò che rimane, in tante aziende che non hanno più produzione industriale ma produzione intellettuale, è però lo stile di management (attualmente ancora insegnato in tanti master, come dicevo prima) che si concentra sulla gestione delle persone (o del personale).

Il management in Scrum - Cynefin, Scrum e Agile
Cynefin, Scrum e Agile

È evidente che questo stile di management, applicato alla “produzione intellettuale”, è un errore e un costo enorme per l’azienda. Per capire meglio questa affermazione puoi leggere l’articolo qui a fianco (clicca l’immagine).

Il management in Scrum è qualcosa di completamente diverso, che l’esperienza mostra essere adatto a lavori complessi o di tipo cognitivo come, ad esempio, la creazione di software, hardware, il marketing, sales, ecc.

Il management in Scrum si basa sui seguenti principi fondamentali:

1 – Il management si attua su obiettivi o artefatti, non sulle persone che devono essere sempre considerate competenti e professionali, o comunque messe in condizioni favorevoli per richiedere ciò di cui hanno bisogno per esserelo.

2 – La trasparenza del lavoro fatto aiuta a capire le eventuali correzioni necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati. L’unica misura di avanzamento possibile è qualcosa che funziona e dimostra ciò che è stato fatto, non un documento o una presentazione power point.

3 – Delle responsabilità chiaramente definite, che permettono di creare valore più rapidamente in quanto le decisioni sono prese dalle persone che hanno l’informazione più “fresca” possibile.

Il Management si attua su obiettivi o artefatti

Ritorniamo alle origini. In un contesto di produzione intellettuale, le persone non si gestiscono, in quanto erudite, adulte e responsabili.

Pertanto si gestiscono gli obiettivi (che bisogna saper fissare e mantenere anche in momenti difficili) attraverso indicatori di valore (se non lo conosci puoi esplorare Evidence Based Management). Un obiettivo permette di dare una direzione alle persone che, insieme, cercano di raggiungerlo.

Si possono gestire gli artefatti, in Scrum sono il Product Backlog, lo Sprint Backlog e l’Increment, ovvero fonti di informazione trasparente che permettono di capire a chiunque in azienda il futuro, il presente ed il risultato del lavoro.

Management secondo Scrum
Clicca sull’immagine per ascoltare l’episodio del podcast

Trasparenza del lavoro fatto

Altra caratteristica del management in Scrum è la trasparenza del lavoro fatto. Un obiettivo può essere raggiunto in diversi modi (non con funzionalità predefinite e fisse). Ciò che interessa è farlo il più velocemente possibile, in modo opportunistico. Le persone devono sentirsi in sicurezza psicologica per sperimentare, imparare velocemente.

L’errore, considerato catastrofico in una catena di montaggio, è qualcosa di benvenuto nel contesto della produzione intellettuale perché permette di capire cosa manca per raggiungere l’obiettivo e, soprattutto, innovare.

La trasparenza è la base per poter poi capire come adattarsi per ridurre il divario tra ciò che si credeva realizzabile e la realtà.

Responsabilità chiaramente definite

Per raggiungere obiettivi ambiziosi, abbiamo bisogno di responsabilità chiaramente definite. Gerarchie o organigrammi sono assolutamente inefficaci quando si cerca di risolvere problemi complessi.

Il management in Scrum definisce chiaramente tre responsabilità: Product Owner, Developers, Scrum Master. Ovvero, un proprietario del prodotto che ne massimizza il valore, delle persone che lavorano alla creazione del prodotto (auto-organizzandosi per farlo) ed una persona che aiuta tutti quanti a capire come farlo in modo efficace.

Ogni responsabilità è concentrata sulla gestione di qualcosa, ma non di persone. Questo garantisce un ambiente di lavoro valorizzante, stimolante e produttivo al quale le persone sono entusiaste di contribuire!

Management in Scrum – Conclusioni

Il management della produzione intellettuale è molto diverso da quello applicato per la produzione industriale.

La nostra educazione e la maggior parte delle aziende, applicano un management “industriale” al lavoro intellettuale, portando a tensioni e fallimenti che costano molto caro. Basti pensare al caso estremo di Boeing.

Scrum ha il merito di essersi rivelato molto utile per la gestione della produzione intellettuale, le nostre formazioni ed il contenuto di questo sito hanno per obiettivo di aiutarti a capire il cambiamento personale necessario per adeguarsi.

Management in Scrum – Risorse utili per continuare

Management in Scrum. Drive - Dan Pink
Scrum funziona veramente?

Ma Scrum funziona veramente? [E40]

ℹ️ Scrum funziona veramente? 📅 Data: 23/01/2024 ⏱️ Durata: 57 minuti

🎙️ Introduzione

“Ciao, io sono Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer alla scrum.org e questi sono i podcast di Collective Genius, dedicati a tutti coloro i quali vogliono approfondire o imparare Scrum Professionale.”

📑 Sommario

In questo episodio speciale, Fabio Panzavolta insieme a quattro ospiti esperti – Silvia, Alessandro, Michael ed Emanuele – esplorano le critiche attuali verso il framework Scrum. Attraverso le loro esperienze dirette, discutono se Scrum funziona per davvero e di come spesso non sia il framework ad essere problematico, ma la sua errata implementazione. Condividono strategie pratiche e storie di successo per superare gli ostacoli comuni nell’adozione di Scrum.

🎧 Ascolta l’Episodio

🎯 Punti Chiave della Discussione

Le Critiche a Scrum

  • Le critiche sui social media spesso derivano da implementazioni errate del framework
  • Molti attacchi sono basati su incomprensioni o applicazioni superficiali
  • Il problema non è Scrum, ma la capacità dell’organizzazione di rimuovere gli impedimenti

🔄 Sfide Comuni nell’Implementazione

Cultura Organizzativa

  • Mancanza di comprensione del mindset agile
  • Resistenza al cambiamento da parte del management tradizionale
  • Difficoltà nel passaggio da command & control all’auto-organizzazione

Trasformazione Agile

  • Importanza di iniziare con progetti pilota
  • Necessità di formazione adeguata per tutti i livelli
  • Focus sul cambio di mindset prima che sulle pratiche

💡 Scrum funziona! Storie di Successo

  • Creazione di team auto-organizzati
  • Abbattimento delle barriere tra sviluppatori e tester
  • Miglioramento della comunicazione e collaborazione
  • Delivery più rapidi e di maggiore qualità

⚙️ Best Practices Emerse

Per il Successo di Scrum

  • Partire dal “perché” si vuole adottare Scrum
  • Costruire una solida base di comprensione agile
  • Permettere al team di sperimentare e adattare le pratiche
  • Concentrarsi sul prodotto invece che sul progetto

Per il Cambiamento Organizzativo

  • Iniziare con piccoli cambiamenti significativi
  • Mostrare risultati tangibili
  • Costruire fiducia attraverso la trasparenza
  • Supportare l’auto-organizzazione del team

🎓 Note del Trainer

Le critiche a Scrum spesso nascono da implementazioni superficiali o incomplete. Il successo richiede un vero cambio di mindset organizzativo e la capacità di rimuovere gli impedimenti. Scrum funziona, quando interpretato e applicato correttamente, come qualsiasi strumento!

Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer

🔜 Prossimo Episodio

Non perdere il prossimo episodio del podcast Scrum Italia, parleremo di 5 livelli di feedback diversi.

Questo articolo è basato sull’episodio 40 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.


Vuoi approfondire Scrum? Visita Collective Genius per risorse, formazione e consulenza professionale.

decisioni efficaci scrum team

Decisioni Efficaci Scrum Team [E31]

ℹ️ Decisioni efficaci Scrum Team 📅 Data: 12/09/2023 ⏱️ Durata: 17 minuti

🎙️ Introduzione

“Ciao, io sono Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer alla scrum.org e questi sono i podcast di Collective Genius, dedicati a tutti coloro i quali vogliono approfondire o imparare Scrum Professionale.”

📑 Sommario

In questo episodio inauguriamo una nuova rubrica “A domanda risposta” dove Fabio risponde alle domande più frequenti che riceve durante le sessioni di coaching e formazione. Scopriremo come un team Scrum può prendere decisioni efficaci, mantenendo i valori Scrum e promuovendo la psychological safety.

🎧 Ascolta l’Episodio

🎯 Elementi Chiave del Decision Making in Scrum

Valori Fondamentali

  • Rispetto, coraggio, apertura, focus e commitment come base del processo decisionale
  • Psychological safety come prerequisito essenziale
  • Confronto aperto e onesto tra i membri del team

🔄 Caratteristiche di un Processo Decisionale Efficace

Struttura e Partecipazione

  • Ogni opinione deve essere ascoltata e considerata
  • Documentazione visibile delle idee (post-it o strumenti digitali)
  • Regole chiare e condivise per il processo decisionale

Focus sull’Autogestione

  • Il team stabilisce le proprie regole decisionali
  • Trasparenza nelle modalità di decisione
  • Revisione periodica del processo decisionale

💡 Best Practices

Gestione Efficace

  • Stabilire regole chiare per il processo decisionale (unanimità, maggioranza, veto)
  • Rendere visibili e trasparenti le regole del team
  • Revisione periodica delle modalità decisionali
  • Protezione dalle influenze esterne

Evitare Inefficienze

  • Prevenire le ingerenze gerarchiche
  • Evitare la prevaricazione di singoli membri
  • Gestire correttamente le influenze esterne
  • Mantenere l’autonomia del team

📚 Approfondimenti Consigliati

  • La Scrum Guide: ruoli e responsabilità
  • Tecniche di facilitazione per il decision making
  • Pattern di comunicazione efficace nei team Scrum
  • Psychological Safety nei team agili

🎓 Note del Trainer

“La capacità di un team di prendere decisioni efficaci è direttamente proporzionale alla sua maturità nell’applicare i valori Scrum e nel mantenere un ambiente psicologicamente sicuro. Il team deve essere proprietario del proprio processo decisionale e proteggerlo dalle ingerenze esterne.”

Fabio Panzavolta

🔜 Prossimo Episodio

Non perdete il prossimo episodio della rubrica “A domanda risposta” dove parleremo del primo giorno da Scrum Master.

Questo articolo è basato sull’episodio 31 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.


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Product Owner senza Ownership

Product Owner Ownership in Scrum: Sfide e Soluzioni [E29]

ℹ️ Product Owner e Ownership 📅 Data: 11/07/2023 ⏱️ Durata: 44 minuti

🎙️ Introduzione

“Ciao, io sono Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer alla scrum.org e questi sono i podcast di Collective Genius, dedicati a tutti coloro i quali vogliono approfondire o imparare Scrum Professionale.”

📑 Sommario

In questo episodio esploriamo una delle sfide più comuni nelle organizzazioni che adottano Scrum: cosa succede quando il Product Owner non ha vera ownership sul prodotto? Insieme al nostro ospite Michael Forni, Agile Coach con esperienza nel settore finanziario, analizziamo le cause, le conseguenze e le possibili soluzioni a questa situazione.

🎧 Ascolta l’Episodio

🎯 Le Sfide del Product Owner senza Ownership

Il Contesto Organizzativo

Pattern Comuni

  • Product Backlog gestito per urgenza invece che per valore
  • Decisioni guidate da “chi urla di più” invece che dalla strategia
  • Categorizzazione eccessiva delle priorità (High/Medium/Low)
  • Mancanza di focus sul valore per il cliente

🔄 Come Affrontare il Problema

Il Ruolo dello Scrum Master

  • Supportare il Product Owner nel guadagnare legittimità
  • Facilitare la comunicazione con gli stakeholder
  • Promuovere un approccio evidence-based
  • Coinvolgere il team nel supporto al Product Owner

Approccio Incrementale

  • Partire con esperimenti piccoli e a basso rischio
  • Raccogliere dati e metriche
  • Dimostrare il valore attraverso risultati concreti
  • Costruire alleanze all’interno dell’organizzazione

💡 Benefici di una Vera Product Ownership

  • Decisioni più veloci e efficaci
  • Maggior focus sul valore per il cliente
  • Riduzione degli sprechi
  • Team più motivato e responsabilizzato
  • Migliore time-to-market

⚙️ Best Practices

  • Partecipazione attiva alle Sprint Retrospective
  • Uso di metriche e dati per supportare le decisioni
  • Costruzione di alleanze con gli stakeholder chiave
  • Focus sulla riduzione degli sprechi prima dell’aggiunta di nuove feature

📚 Approfondimenti Consigliati

🎓 Note dell’Ospite

“Il successo non è terminare il progetto. Il successo è dare valore al cliente finale in modo incrementale. Il Product Owner deve avere la libertà e il supporto necessari per prendere decisioni basate su evidenze, non su opinioni o pressioni organizzative.”

Michael Forni

🔜 Prossimo Episodio

Non perdere il prossimo episodio del podcast Scrum Italia, dove parleremo di come superare il concetto di ritardo con Scrum.

Questo articolo è basato sull’episodio 29 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.


Vuoi approfondire Scrum? Visita Collective Genius per risorse, formazione e consulenza professionale.

Cynefin, Scrum e Agile

Cynefin, Scrum e Agile

In questo articolo, Cynefin, Scrum e Agile, condivido parte della trascrizione di una conferenza di Dave Snowden del 2017. Mi ha permesso di capire che cos’è un sistema complesso e perché Scrum e Agile sono, al momento, gli approcci più efficaci per risolvere problemi complessi.

Consultare l’ultima versione di Cynefin.

Introduzione – Cynefin, Scrum e Agile

Per capire, trascrivere prima in inglese e poi tradurre in italiano questo video ho impiegato circa 12 ore. Spero che apprezzerai lo sforzo. L’articolo ti è stato utile e vuoi ricompensarmi? Allora condividi l’articolo o parlane con i colleghi, grazie!

Importante: l’articolo è la traduzione in italiano, pura e semplice, di parti del video qui sopra. Non ho nessun merito se non quello di aver tradotto le parole di Dave Snowden, che vi invito a seguire.

[ndr. I miei commenti, osservazioni, aggiunte alle parole di Dave sono fra parentesi quadre, precedute dalla menzione ndr. e in italico]. Buona lettura!

In natura esistono tre tipi di sistemi: ordinati, complessi e caotici.

Sistema ordinato

Un sistema ordinato è un sistema altamente vincolato, rigido. Si conoscono tutti gli elementi che lo compongono.

I collegamenti e le interazioni all’interno del sistema sono rigidi e definiti. In un sistema ordinato tutto è prevedibile, c’è una relazione lineare tra causa ed effetto.

Una sala operatoria è un esempio di sistema ordinato, posso sempre dire: “se faccio questa azione, ho sempre questo risultato”.

Nelle sale operatorie, si contano quanti strumenti chirurgici ci sono prima dell’operazione e quanti ce ne sono alla fine. Questo per evitare di dimenticarne all’interno del corpo del paziente e doverlo “riaprire” per fare pulizia.

Per arrivare a questo risultato, le persone hanno fra i 10 e 15 anni di formazione. Quando il chirurgo mette le mani in aria, l’infermiere sa quale strumento deve dargli.

Un sistema prevedibile richiede un investimento importante.

Non è possibile replicare questo tipo di interazioni senza formazioni intense e questo è l’errore che le persone fanno [ndr. che spesso si commette in azienda]. Si vede qualcosa che funziona bene in un contesto e lo si vuole riprodurre velocemente.

[ndr. Solo che non funziona, proprio perché] c’è un alto costo per ottenere ordine e un’enorme ricompensa quando si è capaci di raggiungerlo.

Purtroppo questo ordine può essere portato all’eccesso, con relative conseguenze negative.

[ndr. Le aziende che definiscono processi rigidi per lo sviluppo dei loro prodotti sono ottimi esempi. Ho lavorato in aziende dove i progetti seguivano fasi ben specifiche. Sequenziali. Analisi dei requisiti, concezione, sviluppo, ecc.

Era vietato cominciare la fase successiva se quella precedente non era terminata. Per terminarla dovevamo avere l’autorizzazione di un comitato appositamente creato per autorizzare la fine di una fase e l’inizio della successiva.

Visto che questi tipi di comitati si riunivano in modo non regolare, era pratica comune cominciare in anticipo la fase successiva ben prima della validazione. A volte si facevano addirittura le cose in parallelo (di nascosto) perché non aveva senso aspettare.

In altre parole, avevamo trovato un rimedio al sistema iper-vincolante.]

Se si vincola eccessivamente un sistema che non può essere naturalmente vincolato le persone troveranno delle alternative [ndr. più o meno “legali”].

[ndr. La conseguenza è una perdita importante di energia: la burocrazia ne è un esempio.] Fornisce un’apparenza di ordine, che in realtà richiede un enorme quantità di persone di buona volontà per far funzionare il sistema, nonostante tutto.

Vincolare eccessivamente un sistema può essere pericoloso. Un sistema ordinato ha valore in circostanze molto particolari.

Sistema caotico

Un sistema caotico non ha vincoli. Il sistema è casuale (random). Se un sistema diventa caotico accidentalmente (sistema eccessivamente vincolato, nessuno rispetta più le regole, contornare le regole è diventato normale), allora il sistema si disfa catastroficamente, diventando caotico. È un disastro.

D’altro canto, se si entra deliberatamente in un sistema caotico, allora si apre la strada all’innovazione o la capacità delle persone a interpretare in tempo reale determinate situazioni (la saggezza delle folle).

Quindi il caos è molto utile, se si capisce quando può essere utilizzato e quando deve essere evitato.

La completa casualità, se si raggiunge, ha vantaggi ma deve essere vincolata.

Sistemi complessi adattativi

In un sistema complesso adattativo ci sono talmente tanti impatti esterni che i pattern ripetitivi non esistono o, se esistono, è per puro caso ed in rare eccezioni.

[ndr. Ora introduciamo] il concetto di “coerenza retrospettiva”: [ndr. un fenomeno che ci porta a] vedere solo le cose che sembrano ripetersi.

Può essere pericoloso analizzare le cose in questo senso. [ndr. In un sistema complesso] ci sono talmente tanti fattori che interagiscono fra di loro continuamente che non c’è nessun modo di introdurre una relazione classica di causa ed effetto. Ed il modo in cui ciò è espresso normalmente, in un sistema complesso adattativo, non è causale bensì disposizionale.

Praticamente, si può affermare che il sistema è disposto ad evolvere in un certo modo ed è poco probabile che evolverà in un’altra direzione. Ma non si possono mai avere affermazioni accurate [ndr. e certe].

Ed è per questa ragione che in un contesto complesso si può modellizzazione il presente e vedere cosa si può fare nel presente per cambiare le cose. Non si definisce uno stato futuro.

Questa è una differenza fondamentale e profonda fra “complexity thinking” e “system thinking”.

Nel “system thinking” si fa il modello di uno stato futuro, la cultura aziendale, si definiscono gli obiettivi business e si comunica dove si vuole essere in futuro.

Nel modo di pensare complesso ci si concentra nel mappare il presente, si identifica cosa si può cambiare e, mentre si cambia, si controlla velocemente il cambiamento per rinforzare ciò che funziona bene e abbandonare il resto.

Tipo di sistema e stile di management

Il principio di base è comprendere in quale sistema ci si trova per gestirlo in modo appropriato.

Negli ultimi decenni, è stata praticata la politica dell’approccio standardizzato. Esiste questo metodo, è universale.

La realtà è che questo tipo di soluzioni sono applicabili solo in contesti ben particolari. [ndr. Si capisce meglio perché, in certe aziende, si cambia regolarmente metodo di lavoro. Il precedente non ha dato i risultati sperati. Allora applichiamo un nuovo approccio, ha un sacco di aspetti positivi, avrà sicuramente successo… e si riparte nelle stesse dinamiche. I dipendenti diventano allergici a qualsiasi tipo di nuovo metodo di lavoro e questo è una catastrofe per le persone e per l’azienda.

Se si capisce che si è in un sistema complesso, allora si deve accettare che i metodi o approcci universali non esistono.]

L’esempio della festa di compleanno per bambini di 9 anni.

Immagina di dover organizzare una festa per dei bambini di 9 anni. Immagina come potresti fare.

Foto di Katherine McAdoo su Unsplash

Per prima cosa bisogna decidere che tipo di sistema è. Caotico? Ordinato? Complesso?

Se è caotico vuol dire che i bambini sono liberi di fare tutto ciò che vogliono, in modo completamente casuale. Probabilmente la tua casa sarà distrutta alla fine della festa, ma è qualcosa che ci si aspettava fin dall’inizio, quando si è scelto il sistema caotico.

Quindi probabilmente trattare la festa di compleanno come un sistema caotico non è una buona idea.

Proviamo con un approccio ordinato allora…

Si definiscono gli obiettivi di apprendimento per la festa, prima che la festa cominci.

Gli obiettivi di apprendimento sono allineati con la mission statement per l’educazione dei bambini del tuo quartiere. Sono chiaramente espressi e visibili in poster motivazionali con belle immagini ispiranti.

Incolli questi poster un pò ovunque in casa e particolarmente nel luogo dove si terrà la festa.

Non chiedi ai bambini di giocare, invece distribuisci delle carte da gioco che spiegano come ogni bambino deve comportarsi.

Ovviamente hai anche preparato un project plan. Il project plan ha delle milestones chiare per tutta la festa, utilizzabili per valutare l’avanzamento della festa secondo gli obiettivi ideali prefissati.

Un adulto senior dà inizio alla festa con un video motivazionale.

Non vuoi che i bambini perdano tempo a giocare, perché non è previsto dagli obiettivi di apprendimento. Invece di giocare usano Power Point per dimostrare il loro commitment personale agli obiettivi della festa.

Dimostri come la loro ricompensa è direttamente legata al raggiungimento dei risultati attesi.

In seguito al grande successo del completamento della festa, proponi una post mortem review e promuovi nuove best practices per tutto il tuo quartiere.

Se, a questo punto, per una qualsiasi ragione improbabile, i bambini non sono felici, allora avrai bisogno di un professionista che racconterà storie divertenti per avere modelli mentali più felici e bambini meglio indottrinati a cui piacerà qualsiasi cosa gli presenterai la prossima volta. Oppure chiami un happiness consultant, o una variante delle due.

Forse anche il sistema ordinato non funziona poi così bene…

L’approccio complesso, in un certo modo, è molto più semplice.

Foto di Lance Asper su Unsplash

Si comincia con il tracciare una riga per terra. Questo è un limite (constraint) o vincolo in termini di complessità.

Guardi i bambini dritto negli occhi e dici: “se qualcuno osa superare quella riga torna a casa immediatamente, festa finita”. [ndr. in realtà nel video l’espressione è più divertente e colorita]

In seguito si introducono delle sonde caotiche catalitiche: calcio, barbecue, videogame. Con la speranza che si formerà una dinamica di gioco interessante per i bambini.

Questi sono anche chiamati “attractor”, se risultano benefici, si danno più risorse.

Quello che si cerca di fare è di favorire l’emergere di una coerenza benefica nei limiti dei vincoli imposti.

Creazione di prodotti complessi

Se si pensa alla creazione di prodotti complessi, probabilmente ora comincerai a pensare ad approcciarlo in modo diverso.

Non ci penseresti neppure un secondo di gestire una festa in modo ordinato o caotico. Perché allora lo facciamo al lavoro?

La realtà è che si userà molto meno energia per gestire vincoli, sonde catalitiche (barbecue, videogiochi) e strategie di amplificazione piuttosto che decidere in anticipo esattamente come le cose dovrebbero essere. Questo potrebbe dare un sentimento di controllo, ma non un obiettivo.

Cynefin

Cynefin è una parola irlandese, non traducibile in inglese [ndr. e nemmeno in italiano, clicca qui per la pronuncia corretta]. Significa il luogo di molteplici appartenenze. È la sensazione di essere in un continuo flusso di significato nel tempo, non è mai statico.

C’è una sensazione di flusso, di continuità. È un nome perfetto per un modello di complessità, perché nella complessità puoi sapere dove sei e da dove vieni, ma non capisci esattamente la causa e l’effetto.

In pratica è intrinsecamente comprensibile, ma bisogna gestire il flusso. È un pò come andare in canoa in una rapida, piuttosto che seguire una strada precisa e decisa in anticipo, devi costantemente prendere decisioni rapide perché nulla rimane sempre uguale.

Questo è il disegno di Cynefin.

Cynefin – Dave Snowden

Cynefin – Il disordine

La zona centrale è quella del disordine, lo stato di non sapere in quale degli altri sottosistemi ci si trova. Un posto infelice dove trovarsi, perché non si sa se il sistema è ordinato, complesso o caotico, quindi si tenta di fare ciò che è più facile.

Cynefin divide l’ordine in due. Lo divide in uno spazio dove la causa in una relazione è ovvia ed un’altro dove la causa in una relazione è complicata. Questa differenza è ovvia, perché se la relazione fra causa ed effetto è evidente, non bisogna preoccuparsi di spiegare le cose. Le persone faranno ciò che devono fare [ndr. Se piove apro l’ombrello].

Cynefin – Chiaro

In Inghilterra si guida a sinistra, se vai in Inghilterra e guidi a destra devi aspettarti conseguenze negative.

Il modello decisionale è molto semplice: percepire, categorizzare, rispondere e applichiamo le best practices. Abbiamo vincoli rigidi o fissi.

È una buona zona in cui stare, è bella e prevedibile, tutto è meraviglioso, ha un costo energetico molto basso, ma è una base molto pericolosa perché, se la si limita troppo, si ha un collasso nel caos.

Cynefin – Caos

Quindi, la parte inferiore di Cynefin è in realtà disegnata così, perché rappresenta un precipizio che porta nel caos. Se cado in quest’area, qui c’è una zona di compiacimento, penso che tutto funzioni.

Se hai guidato la macchina a Sorrento, e credi che il traffico segua la legge normale, allora aspettati un disastro. La prima volta che ho guidato a Napoli ho causato un tamponamento di massa perché il semaforo iniziava a diventare rosso, quindi ho rallentato. L’auto dietro di me ha reagito in tempo, ma dietro c’è stata un’ammucchiata perché a Napoli si va più veloci e ci sono due minuti di tempo per passare con il rosso prima che arrivi il traffico dall’altra parte. Quindi, si può sbagliare.

Nella pratica, non voglio che si verifichi un guasto catastrofico di questo tipo. Se succede, devo uscirne in fretta. Quello che faccio qui [ndr. nel caos] è agire, percepire, rispondere. La buona notizia è che non ci sono vincoli e la pratica è sempre nuova [ndr. novel practice]. È completamente diverso.

Non abbiamo un’occasione migliore per fare qualcosa di diverso di quando c’è una grave crisi [ndr. pensa al COVID]. Anzi, la crisi è la migliore opportunità che abbiamo per innovare. Perché in quel momento le persone sono aperte alle novità. Non si può innovare durante i periodi di stabilità, si può innovare solo durante i periodi di crisi [ndr. pensa allo smart working prima e dopo il COVID!].

Cynefin – Complicato

Nel sistema complicato le relazioni tra causa ed effetto non sono evidenti, ma possono essere scoperte attraverso l’analisi o l’applicazione di competenze.

Il modello qui è percepire, analizzare, rispondere. La pratica, naturalmente, è buona non migliore, [ndr. good practice al posto della best practice che troviamo nel dominio del semplice] e i vincoli sono chiamati vincoli di governo. In sostanza, all’interno di un limite posso variare ciò che faccio.

Un grande errore nella consulenza di queste iniziative è quello di costringere le persone a un unico approccio.

Le persone che hanno un’esperienza approfondita, dovrebbero avere la possibilità di variare il loro approccio. Agile tende a favorire un unico approccio [ndr. Complesso o complicato]. Tende a metodi che sono stati progettati per essere insegnati, piuttosto che per essere praticati, e naturalmente se si ha bisogno di insegnare si ha bisogno di processi rigidi, perché è più facile insegnare.

Quindi, come si capisce, è un problema generale dei metodi in tutto il mondo.

[ndr. Non sono d’accordo con i due paragrafi precedenti… Scrum Professionale e, più generalmente le formazioni di Scrum.org, insegnano a ragionare in modo adatto al contesto complesso. Ovviamente si passa un pò di tempo a spiegare le 11 (!!) regole di Scrum, che sono i famosi vincoli di cui Dave parla nell’ambito di un sistema complesso.]

Naturalmente, da questo si passa al dominio complesso.

Cynefin – Complesso

Il dominio complesso si gestisce con esperimenti paralleli, che possono fallire. Si sonda, percepisce e si risponde, ma in parallelo, non in sequenza.

Quindi, se ho quindici o sedici idee coerenti su quale sia la cosa giusta da fare, non cerco di risolverle. Ciascuna di queste idee riceve una piccola quantità di risorse per condurre un esperimento di durata limitata in parallelo con le altre idee. Perché l’unico modo per capire cosa è possibile fare è agire all’interno del sistema.

È qui che l’agilità fallisce, ci torniamo fra poco.

La pratica qui è emergente [ndr. emergent practice], con vincoli abilitanti, non vincoli governativi. È una distinzione molto importante. È una differenza tra regole ed euristiche.

Prendiamo alcuni esempi militari, come la famosa innovazione di Napoleone nella guerra. I generali marciavano al suono del cannone. È stata una rivoluzione perché, prima di allora, tutti seguivano gli ordini o agivano in modo autonomo. Ora esiste un principio di governo, il che significa che sanno più o meno cosa fare e sanno cosa faranno gli altri generali intorno a loro. Quindi, c’è un grado di cognizione distribuita o di intelligenza distribuita nel sistema.

I Marines degli Stati Uniti hanno tre regole: conquistare il punto più alto, rimanere in contatto, continuare a muoversi. Si noti che queste regole sono empiricamente misurabili. Non sono principi astratti, come mettere i clienti al primo posto, che possono essere reinterpretati. Sono concreti e tangibili.

Se si guarda in termini militari, sono un modo migliore di esprimere le intenzioni del comandante rispetto a piani precisi. Quindi, la complessità consiste nel gestire l’ambiguità necessaria.

Cynefin, Scrum e Agile

Applichiamo Cynefin ad Agile. Si possono usare gli stessi concetti, nella stessa immagine, aggiungendo un’altro vincolo al sistema. Si tratta della cosiddetta versione liminale [ndr liminal version] di Cynefin, che si presenta più o meno come nell’immagine qui sotto. Anche in questo caso, si tratta di una singola linea che crea di fatto due aree liminari.

Cynefin Liminare – Dave Snowden

La liminalità è un concetto chiave in antropologia. Nelle comunità indigene, quando qualcuno indossa una maschera, diventa uno stregone. C’è uno stato di transizione tra l’essere chi è e il ruolo assunto dalla maschera. E questo si chiama liminalità. Quindi, una condizione liminare è uno stato di transizione che lascia aperte le possibilità di tornare indietro o di andare avanti. La liminalità qui è fondamentale.

Facciamo delle categorie, per ogni sistema. Waterfall corrisponde al dominio del semplice. Non c’è niente di male nel Waterfall se si sa esattamente cosa si deve ottenere; si sa quali risorse, cosa si vuole fare: creare un progetto tradizionale. Tecniche come Prince2 funzionano bene. Non ci sono problemi. Cercare di rendere tutto agile è un errore.

Nel dominio del complicato si osservano tecniche come il timebox, che tendiamo a dimenticare. Solo perché uno Sprint è di due settimane non significa che il timebox non possa essere di tre mesi. [ndr. Qui non ho capito bene il concetto… in effetti uno Sprint può avere un timebox di 2 settimane, ma nulla vieta di avere un Product Goal di più Sprint, quindi con un timebox composto dalla somma dei timebox dei diversi Sprint… forse qui c’è un’incomprensione dei principi di Scrum]

Negli anni ’80 e ’90 si usavano molto queste tecniche. Garantiamo una data di consegna, ma variamo le risorse o la consegna per raggiungerla. E ci sono altre tecniche in questo campo.

Un framework dovrebbe aprire delle possibilità piuttosto che costringere a un solo modo di lavorare. Non c’è niente di sbagliato nell’usare il timebox. [ndr. Che è proprio il principio di Scrum, un framework descrittivo e non prescrittivo]

La forza dell’uso di Scrum, e Scrum è stato assolutamente vitale per tutto questo, è che Scrum sta nella parte blu dell’immagine.

La grande forza di Scrum è quella di mantenere le cose in uno stato liminale di trasmissione, in modo che non escano troppo velocemente dal dominio della complessità.

Questo si chiama convergenza prematura, si trova in quel dominio liminale, perché è un esperimento lineare basato su un requisito parzialmente noto.

Ecco tre esempi di tecniche che stiamo sperimentando [ndr. Riprese da Extreme Programming]:

  • Pair Programming, con l’aggiunta di un utilizzatore, formato a comunicare efficacemente con gli sviluppatori
  • Metodo Triple-Eight, si uniscono persone competenti nella concezione di prototipi con persone capace di svilupparli. Lavorano insieme agli utilizzatori per 8 ore e passano il prototipo ad un altro team che lavora sul prototipo per altre 8 ore (senza conoscere i requisiti utilizzatore e senza sapere perché il prototipo è stato creato, devono solo migliorarlo). Poi lo passano ad un terzo team, che esegue lo stesso lavoro per 8 ore. Alla fine il prototipo torna al punto di partenza. In questo modo si rinforza attivamente la mutazione per gestire l’incertezza. Ogni volta che abbiamo provato questo metodo gli utilizzatori erano molto soddisfatti. Si gestisce l’incertezza con metodi che costruiscono a loro volta incertezza.
  • Esigenze impreviste, richiediamo agli utilizzatori di catturare di continuo le loro frustrazioni quotidiane con l’IT. Si ottengono dati statistici su quali sono i problemi o le esigenze più pressanti e si lavora per risolverle

Se vogliamo che Agile sopravviva, dobbiamo renderlo un quadro flessibile e fluido di strumenti multipli provenienti da contesti diversi. Kanban funziona molto bene nel dominio complicato, ma non molto utile per quello complesso.

Anche l’idea del work-in-progress è buona, ma il modo in cui si rappresenta il work-in-progress nel dominio del complesso non è una serie di carte in colonne, ma una mappa paesaggistica delle potenzialità [ndr. Come le mappe del metro].

Quindi, dobbiamo iniziare a riconoscere la necessità di una diversità essenziale per variare e mescolare efficacemente i vari metodi e dobbiamo spostare l’attenzione di Agile dall’accreditamento [ndr. certificazioni] alla consegna.

L’esperienza conta più dei certificati e dobbiamo riconoscerlo.

Conclusioni

[ndr. Sembra chiaro che il mondo in cui viviamo richiede un modo di affrontare i problemi e le situazioni in modo molto diverso da quello che abbiamo imparato a scuola e negli anni di lavoro. Il determinismo non possibile in un mondo in costante movimento, il futuro non si può prevedere. Ciò che mi è piaciuto in questo video, nel discorso di Dave Snowden, è la coerenza dei propositi, il punto di vista spiegato in modo assolutamente brillante. Quando ho cominciato a praticare Scrum, venivo da anni di Project Management nel dominio dell’informatica. Ero solito scherzare, quando i capi mi chiedevano se il project plan era pronto. Rispondevo certo è pronto, sbrigatevi a leggerlo perché domani sarà già da aggiornare! Ma non capivo perché… ora capisco. E sono felice, perché sono intimamente convinto che grazie alle formazioni, workshop e coaching Scrum che offro sto un pochino cambiando il mondo in meglio!]

Definizione di Scrum: Guida Completa

Definizione di Scrum: Guida Completa [E4]

ℹ️ Definizione di Scrum 📅 17/01/2023 ⏱️ Durata: 13 minuti

🎙️ Introduzione

“Ciao, io sono Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer alla scrum.org e questi sono i podcast di Collective Genius, dedicati a tutti coloro i quali vogliono approfondire o imparare Scrum Professionale.”

📑 Sommario

In questo episodio fondamentale, esploriamo la definizione ufficiale di Scrum dalla Scrum Guide (versione Novembre 2020). Analizziamo come questo framework leggero aiuta persone, team ed organizzazioni a generare valore attraverso soluzioni adattive per problemi complessi.

Ascolta l’Episodio

🎯 Definizione Scrum

“Scrum è un framework leggero che aiuta persone, team ed organizzazioni a generare valore attraverso soluzioni adattive per problemi complessi.”

🔄 Il Framework Scrum in Breve

Uno Scrum Master favorisce un ambiente in cui:

  • Un Product Owner ordina il lavoro in un Product Backlog
  • I Developers trasformano il lavoro in incrementi di valore durante uno Sprint
  • Scrum Team e stakeholder ispezionano i risultati e adattano il lavoro
  • Il ciclo ricomincia

💡 Concetti Fondamentali

1. La Semplicità di Scrum

  • Framework volutamente incompleto
  • Si basa sull’intelligenza collettiva
  • Guida relazioni e interazioni invece di fornire istruzioni dettagliate

2. Focus sul Valore

  • Deriva dal Lean Thinking di Toyota
  • Enfasi sul valore per l’utilizzatore finale
  • Approccio empirico e adattivo

3. Gestione della Complessità

  • Soluzione dei problemi complessi
  • Adattamento ai cambiamenti
  • Esempio pratico: sviluppo software
  • Requisiti in evoluzione
  • Influenze esterne (costi, risorse, eventi imprevisti)

4. Differenze con il Project Management Tradizionale

  • Focus sul prodotto invece che sul progetto
  • Enfasi sull’utilizzatore finale
  • Approccio empirico
  • Timeboxing con gli Sprint

🔑 Punti Chiave dell’Episodio

1. Framework Leggero

  • Principi essenziali
  • No procedure dettagliate
  • Flessibilità nell’implementazione

2. Generazione di Valore

  • Focus sull’utilizzatore finale
  • Deliverable incrementali
  • Feedback continuo

3. Soluzioni Adattive

  • Risposta ai cambiamenti
  • Approccio iterativo
  • Miglioramento continuo

💪 Vantaggi di Scrum

  • Rivela opportunità di miglioramento
  • Facilita la trasparenza organizzativa
  • Promuove l’adattabilità
  • Supporta il lavoro di squadra
  • Migliora l’efficienza operativa

📚 Approfondimenti Consigliati

  • Teoria di Scrum
  • Empirismo
  • Trasparenza, Ispezione e Adattamento
  • Ruoli e responsabilità in Scrum

🎓 Note del Trainer

“Scrum non è altro che una macchina per rivelare la verità. […] Uno dei modi di vedere se state facendo bene Scrum, almeno all’inizio, è che siete capaci di mettere in evidenza tutto quello che non funziona in azienda nell’ottica Scrum.”

🔜 Prossimo Episodio

Il prossimo episodio tratterà la teoria di Scrum, approfondendo i concetti di empirismo, trasparenza, ispezione ed adattamento.

Questo articolo è basato sull’episodio 4 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.


Vuoi approfondire Scrum? Visita Collective Genius per risorse, formazione e consulenza professionale.