La servant leadership emerge come paradigma fondamentale nella risoluzione di sfide complesse. Lo Scrum Master, incarnando questo approccio, trasforma il modo tradizionale di guidare i team verso risultati sostenibili e significativi.
La Trasformazione della Leadership in Contesti Complessi
Il passaggio dal command & control alla servant leadership rappresenta una delle evoluzioni più significative nel management moderno. Come evidenziato nell’articolo “Servant Manager e innovazione”, questa transizione è fondamentale per organizzazioni che operano in contesti complessi.
Come esplorato nell’episodio del podcast “Scrum Master come agente del cambiamento”, la trasformazione da manager tradizionale a servant leader è un percorso di crescita personale e professionale che richiede impegno e dedizione.
L’evoluzione dal command & control alla servant leadership
Il modello tradizionale di leadership, basato sul controllo e sulla gerarchia, mostra i suoi limiti di fronte alla complessità crescente del mercato. La servant leadership propone un approccio radicalmente diverso, dove il leader si mette al servizio del team per:
Facilitare la crescita e l’autonomia
Rimuovere gli ostacoli organizzativi
Creare un ambiente di apprendimento continuo
Il nuovo paradigma di leadership nei team Scrum
In Scrum, la servant leadership si manifesta attraverso lo Scrum Master, una figura che combina:
Facilitazione dei processi
Coaching del team
Guida nel cambiamento organizzativo
Per approfondire questo concetto, ti suggeriamo di ascoltare l’episodio “I 5 Valori Scrum: per una Leadership Agile di Successo” del nostro podcast, dove esploriamo come i valori di Scrum supportano e rafforzano l’approccio servant leader.
Le sfide della complessità moderna
Come analizzato nell’articolo “Management in Scrum”, le organizzazioni oggi affrontano:
Come evidenziato nel nostro corso Professional Scrum Facilitation Skills, la capacità di porre le giuste domande e facilitare le conversazioni difficili è fondamentale per un servant leader efficace.
Ascolto attivo e domande potenti
Le “powerful questions” sono uno strumento fondamentale:
“Cosa ci impedisce di raggiungere il nostro potenziale?”
“Come possiamo migliorare la nostra collaborazione?”
“Quali sono le opportunità nascoste in questa sfida?”
Creazione di un ambiente sicuro per l’innovazione
Il servant leader costruisce la psychological safety attraverso:
La servant leadership rappresenta un’evoluzione fondamentale nel modo di guidare i team agili. Come Scrum Master, abbracciare questo approccio significa impegnarsi in un viaggio di crescita continua, dove il successo si misura attraverso lo sviluppo delle persone e la creazione di valore sostenibile.
Se desideri iniziare o approfondire il tuo percorso come servant leader, il corso Professional Scrum Master ti fornirà le basi solide necessarie per eccellere in questo ruolo cruciale.
Sei pronto/a a rivoluzionare il tuo approccio alla gestione dei prodotti? Il nostro mini-corso “Mastering Scrum: guida essenziale al Framework Agile” per Leader e Product Manager è un primo passo importante per sbloccare il pieno potenziale del team per la creazione di prodotti complessi.
Perché Scrum è fondamentale per i leader moderni?
Nel panorama aziendale in rapida evoluzione di oggi, la capacità di adattarsi rapidamente e consegnare valore in modo consistente è più cruciale che mai. Mastering Scrum, un framework Agile leader nel settore, offre una soluzione collaudata per:
Accelerare il time-to-market dei prodotti
Migliorare la qualità e la soddisfazione del cliente
Aumentare la produttività e l’engagement del team
Ridurre i rischi e i costi di sviluppo
Cosa imparerai in questo mini-corso
Il nostro corso conciso ma completo ti guiderà attraverso i fondamenti di Scrum, fornendoti una breve introduzione per una corretta comprensione. Ecco cosa copriamo:
Fondamenti di Scrum e valori agile
Comprendere i principi chiave del framework Scrum
Allineare i valori Agile con la leadership moderna
Come collaborare nello Scrum Team per risultati eccezionali
Eventi e artefatti Scrum
Comprendere gli eventi Scrum per migliorare continuamente
Capire gli artefatti Scrum per massimizzare la trasparenza e il valore
Chi dovrebbe iscriversi al corso Mastering Scrum: guida essenziale?
Il corso Mastering Scrum è ideale per:
Product/Project Manager o leader aziendali che desiderano migliorare la comprensione di Scrum
Professionisti IT interessati a esplorare e comprendere la leadership Agile
Chiunque voglia comprendere ed utilizzare Scrum nella propria organizzazione
Perché Scegliere il Nostro Mini-Corso Mastering Scrum: guida essenziale?
✅ Conciso e pratico: concentrato sulle competenze essenziali per una rapida comprensione. 👨💻 Esperti del settore: contenuti curati da professionisti Scrum certificati con anni di esperienza sul campo. 📚 Flessibile: studialo al tuo ritmo, adattandolo ai tuoi impegni di lavoro.
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Hai domande? Contattaci. Siamo qui per aiutarti a iniziare il tuo viaggio Scrum!
Leading with values è il seguito dell’articolo che ho scritto il mese scorso, il management in Scrum. Ti racconto una storia che uso spesso in formazione, un fatto che mi è capitato qualche mese fa da un cliente.
Il contesto
Clicca sull’immagine per ascoltare l’episodio del podcast
Stavo aiutando uno Scrum Team a praticare Scrum, nel contesto della creazione di un prodotto che includeva hardware e software.
Avevamo cominciato lo Sprint da un pò più di una settimana, lo Sprint Goal era chiaro e ben visibile a tutti, i Developers stavano lavorando insieme per raggiungerlo il più velocemente possibile.
Leading with values – La storia
Stavo passeggiando nell’open space, quando uno dei Developers, Luca, mi viene incontro e mi chiede: “Fabio, un altro team ha bisogno del mio aiuto. Sono bloccati e sono l’unico a poterli aiutare. Mi sai dire cosa devo fare?”.
Ci penso e gli rispondo: “purtroppo non so dirti cosa fare, ma possiamo ragionarci insieme, poi sarai tu a decidere, ti va bene?”.
Luca: “Si ok grazie, volentieri!”.
Fabio: “Bene! Come sta andando lo Sprint?”.
Luca: “Stiamo facendo un gran lavoro, impariamo tanto e allo stesso tempo non sappiamo se riusciremo a fare tutto in questo Sprint”.
Fabio: “Capito… mi puoi ricordare lo Sprint Goal, che mi sono dimenticato?”. Non era assolutamente vero, ma avevo bisogno di capire se Luca lo aveva ben in mente.
Luca: “Dobbiamo dimostrare di essere capaci di costruire da A a Z un nuovo prototipo in due settimane. Questo è lo Sprint Goal che ci siamo dati. Come sai abbiamo uno Sprint di tre settimane, ma prima di questo Sprint non siamo mai riusciti a fare questa cosa in meno di cinque settimane… quindi è una vera sfida per noi”.
Fabio: “Si, adesso ricordo, grazie… e come sta andando? Ho visto il vostro burndown chart e mi sembrate messi bene, corretto?”.
Luca: “Dopo un pò più di una settimana di lavoro c’è meno ansia, abbiamo acquistato fiducia e pensiamo onestamente di farcela a raggiungere l’obiettivo. Per questo, visto che i ragazzi di un altro team hanno bisogno di me per sbloccare una situazione, pensavo di lasciare il team per qualche giorno per andarli ad aiutare”.
Fabio: “Si capisco, mi sembra logico. Ma se lasci il team per qualche giorno, pensi che lo Sprint Goal attuale sia in pericolo o no?”.
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Luca: “Onestamente c’è il rischio che il team abbia interruzioni dovute alla mia assenza, quindi si, un pò di pericolo c’è”.
Fabio: “OK, quindi pensa al commitment che hai preso in Sprint Planning quando hai dato il tuo accordo per lo Sprint Goal. L’obiettivo sarebbe a rischio se tu lasciassi il team attuale, anche solo per qualche giorno?”.
Luca, dopo qualche tempo di riflessione: “Ho capito, rimango nel team attuale. Il significato di commitment e l’importanza dello Sprint Goal sono più chiari ora. Dirò all’altro team che sono disponibile fra due settimane, se ho difficoltà mi potrai dare una mano per affermare la mia posizione?”.
Fabio: “certo, puoi contare su di me. Grazie per il tuo coraggio nel prendere questa decisione”.
Leading with Values – Conclusione
E così è andata… leading with values significa aver capito che il nostro comportamento e le nostre scelte sono guidate dai cinque valori Scrum: “Commitment, Courage, Respect, Openness, Focus”.
Abituati a far domande che aiutano i colleghi a ragionare, ricorda quali sono i limiti da non oltrepassare, crea un ambiente dove ci si sente sicuri per prendere certe decisioni e supporta le persone che hanno il coraggio di agire allineandosi con i valori. Continua fino a quando ti farai sorprendere dai colleghi, perché li vedrai prendere decisioni, fare esperimenti ed avere comportamenti che non vedevi prima. Questo vorrà dire che hai fatto un buon lavoro e potrai imparare a tua volta da loro!
Se lavori alla risoluzione di problemi complessi, in contesti di “produzione intellettuale” (software, sales, marketing, ecc.), allora devi prendere in seria considerazione un cambiamento personale come quello che ho descritto.
Nell’epoca attuale abbiamo disperatamente bisogno di più servant leader che manager, qui sotto condivido qualche risorsa da studiare per capire come diventare un miglior leader.
Scrum Coaching
Hai bisogno di uno Scrum coach per il tuo team? Contattami, posso aiutarvi!
In questo episodio esploriamo il management in Scrum, qui l’articolo del blog, dalle sue origini storiche alla sua evoluzione nel contesto moderno. Scopriremo come questo approccio si differenzia dal management tradizionale e come può portare benefici concreti nelle organizzazioni che producono valore intellettuale. Nella seconda parte, ascolteremo le esperienze dirette di professionisti che stanno implementando Scrum in diversi contesti aziendali.
🎧 Ascolta l’Episodio
🎯 Le Origini del Management
Il termine “management” ha radici storiche interessanti:
Deriva dall’italiano “maneggio” (in riferimento ai cavalli)
Passa attraverso il francese “ménage” (governare la casa)
Evolve nell’inglese “to manage” (gestire)
🔄 Il Management nella Rivoluzione Industriale
Basato sul modello Command & Control
Necessario per la produzione di massa
Focalizzato sulla gestione di piani e persone
Ottimizzato per contesti di certezza e ripetibilità
💡 Il Management in Scrum
Principi Fondamentali
Focus su obiettivi e artefatti, non sulle persone
Trasparenza del lavoro svolto
Responsabilità chiaramente definite
Caratteristiche Distintive
Il management in Scrum si fa sugli elementi fondamentali del framework:
Valorizzazione dell’apprendimento attraverso la sperimentazione
📚 Applicazioni Pratiche
Il management in Scrum favorisce l’esperienza, sulla base della quale prenderemo decisioni informate.
Adatto per lavori complessi e cognitivi
Efficace nella produzione intellettuale
Supporta l’innovazione e l’adattamento
Promuove un ambiente di lavoro stimolante
🎓 Note del Trainer
Il management in Scrum rappresenta un cambio di paradigma fondamentale rispetto al management tradizionale. Non si tratta di gestire persone, ma di creare le condizioni ottimali affinché professionisti competenti possano dare il meglio di sé nel perseguire obiettivi chiari e significativi
Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer
🔜 Prossimo Episodio
Non perdete il prossimo episodio dove approfondiremo un altro aspetto fondamentale di Scrum: guidare con i valori.
Questo articolo è basato sull’episodio 43 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
Vuoi approfondire Scrum? Visita Collective Genius per risorse, formazione e consulenza professionale.
Il management in Scrum è qualcosa di radicalmente differente dal management “classico”. In questo articolo esploriamo quali sono le caratteristiche del management tradizionale per capirne le differenze rispetto al management in Scrum.
Clicca l’immagine per ascoltare il podcast
Clicca qui a fianco per ascoltare l’episodio del podcast dove leggo questo articolo e discuto la tematica con una decina di persone che condividono le loro idee ed esperienze!
Origini della parola management
La parola management deriva dall’italiano maneggio (di cavalli) e prima ancora dal latino ovviamente. In seguito in Francia si associa questa parola a “ménage” (governare *la casa*) e in inglese si è trasformata in “to manage” (gestire). Fonte Wikipedia (e la mia memoria).
Ma ciò che è importante, è che questa parola si usava inizialmente in relazione all’interazione con il mondo fisico. Maneggio degli utensili per custodire o montare i cavalli, per esempio.
La rivoluzione industriale ed il management
Durante la rivoluzione industriale, questa parola si è affermata per designare la gestione di piani e di persone (attraverso il “command e control“).
Questo si spiega dalla necessità di dover produrre grandi quantità dello stesso prodotto (elaborazione di piani) da parte di persone, spesso analfabeti, (esecutori dei piani in “command e control“).
Qualche tempo fa ho letto il libro, The Principles of Scientific Management, scritto da Frederick Winslow Taylor, che fa capire bene le ragioni per le quali era necessario dire alle persone cosa e come fare il lavoro. Tutte le mie letture sono disponibili in questa pagina.
Il contesto (la certezza di ciò che si doveva produrre) si portava particolarmente bene a questo tipo di management, che ha permesso di ottimizzare la cadenza di produzione e quindi i benefici per le aziende (ma anche per i lavoratori che spesso erano pagati a cottimo).
Questo successo ha modellato le nostre aziende, ma anche il nostro sistema educativo e quindi il nostro modo di pensare e agire all’interno delle aziende. Anche se queste non producono più in serie, bensì idee, concetti, esperimenti, ecc… Ed è proprio questo il problema. Tentare di risolverlo con un happiness manager è come dire che si può correre più veloce con il buon paio di scarpe…
Il Management in Scrum
Con il passare dei decenni, il progresso ha portato diversi cambiamenti (non entro nel merito del giusto o sbagliato).
Persone sempre più istruite, l’analfabetismo non esiste praticamente più nei paesi industrializzati, anzi molti sono laureati.
La robotizzazione, che ha ridotto o addirittura eliminato gli operai nelle fabbriche
Il trasferimento della produzione industriale in altri continenti (Cina per esempio)
Ciò che rimane, in tante aziende che non hanno più produzione industriale ma produzione intellettuale, è però lo stile di management (attualmente ancora insegnato in tanti master, come dicevo prima) che si concentra sulla gestione delle persone (o del personale).
Cynefin, Scrum e Agile
È evidente che questo stile di management, applicato alla “produzione intellettuale”, è un errore e un costo enorme per l’azienda. Per capire meglio questa affermazione puoi leggere l’articolo qui a fianco (clicca l’immagine).
Il management in Scrum è qualcosa di completamente diverso, che l’esperienza mostra essere adatto a lavori complessi o di tipo cognitivo come, ad esempio, la creazione di software, hardware, il marketing, sales, ecc.
Il management in Scrum si basa sui seguenti principi fondamentali:
1 – Il management si attua su obiettivi o artefatti, non sulle persone che devono essere sempre considerate competenti e professionali, o comunque messe in condizioni favorevoli per richiedere ciò di cui hanno bisogno per esserelo.
2 – La trasparenza del lavorofatto aiuta a capire le eventuali correzioni necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati. L’unica misura di avanzamento possibile è qualcosa che funziona e dimostra ciò che è stato fatto, non un documento o una presentazione power point.
3 – Delle responsabilità chiaramente definite, che permettono di creare valore più rapidamente in quanto le decisioni sono prese dalle persone che hanno l’informazione più “fresca” possibile.
Il Management si attua su obiettivi o artefatti
Ritorniamo alle origini. In un contesto di produzione intellettuale, le persone non si gestiscono, in quanto erudite, adulte e responsabili.
Pertanto si gestiscono gli obiettivi (che bisogna saper fissare e mantenere anche in momenti difficili) attraverso indicatori di valore (se non lo conosci puoi esplorare Evidence Based Management). Un obiettivo permette di dare una direzione alle persone che, insieme, cercano di raggiungerlo.
Si possono gestire gli artefatti, in Scrum sono il Product Backlog, lo Sprint Backlog e l’Increment, ovvero fonti di informazione trasparente che permettono di capire a chiunque in azienda il futuro, il presente ed il risultato del lavoro.
Clicca sull’immagine per ascoltare l’episodio del podcast
Trasparenza del lavoro fatto
Altra caratteristica del management in Scrum è la trasparenza del lavoro fatto. Un obiettivo può essere raggiunto in diversi modi (non con funzionalità predefinite e fisse). Ciò che interessa è farlo il più velocemente possibile, in modo opportunistico. Le persone devono sentirsi in sicurezza psicologica per sperimentare, imparare velocemente.
L’errore, considerato catastrofico in una catena di montaggio, è qualcosa di benvenuto nel contesto della produzione intellettuale perché permette di capire cosa manca per raggiungere l’obiettivo e, soprattutto, innovare.
La trasparenza è la base per poter poi capire come adattarsi per ridurre il divario tra ciò che si credeva realizzabile e la realtà.
Responsabilità chiaramente definite
Per raggiungere obiettivi ambiziosi, abbiamo bisogno di responsabilità chiaramente definite. Gerarchie o organigrammi sono assolutamente inefficaci quando si cerca di risolvere problemi complessi.
Il management in Scrum definisce chiaramente tre responsabilità: Product Owner, Developers, Scrum Master. Ovvero, un proprietario del prodotto che ne massimizza il valore, delle persone che lavorano alla creazione del prodotto (auto-organizzandosi per farlo) ed una persona che aiuta tutti quanti a capire come farlo in modo efficace.
Ogni responsabilità è concentrata sulla gestione di qualcosa, ma non di persone. Questo garantisce un ambiente di lavoro valorizzante, stimolante e produttivo al quale le persone sono entusiaste di contribuire!
Management in Scrum – Conclusioni
Il management della produzione intellettuale è molto diverso da quello applicato per la produzione industriale.
La nostra educazione e la maggior parte delle aziende, applicano un management “industriale” al lavoro intellettuale, portando a tensioni e fallimenti che costano molto caro. Basti pensare al caso estremo di Boeing.
Scrum ha il merito di essersi rivelato molto utile per la gestione della produzione intellettuale, le nostre formazioni ed il contenuto di questo sito hanno per obiettivo di aiutarti a capire il cambiamento personale necessario per adeguarsi.
Management in Scrum – Risorse utili per continuare
In questo episodio speciale, Fabio Panzavolta insieme a quattro ospiti esperti – Silvia, Alessandro, Michael ed Emanuele – esplorano le critiche attuali verso il framework Scrum. Attraverso le loro esperienze dirette, discutono se Scrum funziona per davvero e di come spesso non sia il framework ad essere problematico, ma la sua errata implementazione. Condividono strategie pratiche e storie di successo per superare gli ostacoli comuni nell’adozione di Scrum.
🎧 Ascolta l’Episodio
🎯 Punti Chiave della Discussione
Le Critiche a Scrum
Le critiche sui social media spesso derivano da implementazioni errate del framework
Molti attacchi sono basati su incomprensioni o applicazioni superficiali
Il problema non è Scrum, ma la capacità dell’organizzazione di rimuovere gli impedimenti
Difficoltà nel passaggio da command & control all’auto-organizzazione
Trasformazione Agile
Importanza di iniziare con progetti pilota
Necessità di formazione adeguata per tutti i livelli
Focus sul cambio di mindset prima che sulle pratiche
💡 Scrum funziona! Storie di Successo
Creazione di team auto-organizzati
Abbattimento delle barriere tra sviluppatori e tester
Miglioramento della comunicazione e collaborazione
Delivery più rapidi e di maggiore qualità
⚙️ Best Practices Emerse
Per il Successo di Scrum
Partire dal “perché” si vuole adottare Scrum
Costruire una solida base di comprensione agile
Permettere al team di sperimentare e adattare le pratiche
Concentrarsi sul prodotto invece che sul progetto
Per il Cambiamento Organizzativo
Iniziare con piccoli cambiamenti significativi
Mostrare risultati tangibili
Costruire fiducia attraverso la trasparenza
Supportare l’auto-organizzazione del team
🎓 Note del Trainer
Le critiche a Scrum spesso nascono da implementazioni superficiali o incomplete. Il successo richiede un vero cambio di mindset organizzativo e la capacità di rimuovere gli impedimenti. Scrum funziona, quando interpretato e applicato correttamente, come qualsiasi strumento!
Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer
🔜 Prossimo Episodio
Non perdere il prossimo episodio del podcast Scrum Italia, parleremo di 5 livelli di feedback diversi.
Questo articolo è basato sull’episodio 40 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
Vuoi approfondire Scrum? Visita Collective Genius per risorse, formazione e consulenza professionale.
In questo episodio inauguriamo una nuova rubrica “A domanda risposta” dove Fabio risponde alle domande più frequenti che riceve durante le sessioni di coaching e formazione. Scopriremo come un team Scrum può prendere decisioni efficaci, mantenendo i valori Scrum e promuovendo la psychological safety.
🎧 Ascolta l’Episodio
🎯 Elementi Chiave del Decision Making in Scrum
Valori Fondamentali
Rispetto, coraggio, apertura, focus e commitment come base del processo decisionale
Psychological safety come prerequisito essenziale
Confronto aperto e onesto tra i membri del team
🔄 Caratteristiche di un Processo Decisionale Efficace
Struttura e Partecipazione
Ogni opinione deve essere ascoltata e considerata
Documentazione visibile delle idee (post-it o strumenti digitali)
Regole chiare e condivise per il processo decisionale
Focus sull’Autogestione
Il team stabilisce le proprie regole decisionali
Trasparenza nelle modalità di decisione
Revisione periodica del processo decisionale
💡 Best Practices
Gestione Efficace
Stabilire regole chiare per il processo decisionale (unanimità, maggioranza, veto)
“La capacità di un team di prendere decisioni efficaci è direttamente proporzionale alla sua maturità nell’applicare i valori Scrum e nel mantenere un ambiente psicologicamente sicuro. Il team deve essere proprietario del proprio processo decisionale e proteggerlo dalle ingerenze esterne.”
Fabio Panzavolta
🔜 Prossimo Episodio
Non perdete il prossimo episodio della rubrica “A domanda risposta” dove parleremo del primo giorno da Scrum Master.
Questo articolo è basato sull’episodio 31 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
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In questo episodio esploriamo una delle sfide più comuni nelle organizzazioni che adottano Scrum: cosa succede quando il Product Owner non ha vera ownership sul prodotto? Insieme al nostro ospite Michael Forni, Agile Coach con esperienza nel settore finanziario, analizziamo le cause, le conseguenze e le possibili soluzioni a questa situazione.
Pattern di comunicazione efficace in ambienti aziendali
🎓 Note dell’Ospite
“Il successo non è terminare il progetto. Il successo è dare valore al cliente finale in modo incrementale. Il Product Owner deve avere la libertà e il supporto necessari per prendere decisioni basate su evidenze, non su opinioni o pressioni organizzative.”
Michael Forni
🔜 Prossimo Episodio
Non perdere il prossimo episodio del podcast Scrum Italia, dove parleremo di come superare il concetto di ritardo con Scrum.
Questo articolo è basato sull’episodio 29 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
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In questo articolo, Cynefin, Scrum e Agile, condivido parte della trascrizione di una conferenza di Dave Snowden del 2017. Mi ha permesso di capire che cos’è un sistema complesso e perché Scrum e Agile sono, al momento, gli approcci più efficaci per risolvere problemi complessi.
Per capire, trascrivere prima in inglese e poi tradurre in italiano questo video ho impiegato circa 12 ore. Spero che apprezzerai lo sforzo. L’articolo ti è stato utile e vuoi ricompensarmi? Allora condividi l’articolo o parlane con i colleghi, grazie!
Importante: l’articolo è la traduzione in italiano, pura e semplice, di parti del video qui sopra. Non ho nessun merito se non quello di aver tradotto le parole di Dave Snowden, che vi invito a seguire.
[ndr. I miei commenti, osservazioni, aggiunte alle parole di Dave sono fra parentesi quadre, precedute dalla menzione ndr. e in italico]. Buona lettura!
In natura esistono tre tipi di sistemi: ordinati, complessi e caotici.
Sistema ordinato
Un sistema ordinato è un sistema altamente vincolato, rigido. Si conoscono tutti gli elementi che lo compongono.
I collegamenti e le interazioni all’interno del sistema sono rigidi e definiti. In un sistema ordinato tutto è prevedibile, c’è una relazione lineare tra causa ed effetto.
Una sala operatoria è un esempio di sistema ordinato, posso sempre dire: “se faccio questa azione, ho sempre questo risultato”.
Nelle sale operatorie, si contano quanti strumenti chirurgici ci sono prima dell’operazione e quanti ce ne sono alla fine. Questo per evitare di dimenticarne all’interno del corpo del paziente e doverlo “riaprire” per fare pulizia.
Per arrivare a questo risultato, le persone hanno fra i 10 e 15 anni di formazione. Quando il chirurgo mette le mani in aria, l’infermiere sa quale strumento deve dargli.
Un sistema prevedibile richiede un investimento importante.
Non è possibile replicare questo tipo di interazioni senza formazioni intense e questo è l’errore che le persone fanno [ndr. che spesso si commette in azienda]. Si vede qualcosa che funziona bene in un contesto e lo si vuole riprodurre velocemente.
[ndr. Solo che non funziona, proprio perché] c’è un alto costo per ottenere ordine e un’enorme ricompensa quando si è capaci di raggiungerlo.
Purtroppo questo ordine può essere portato all’eccesso, con relative conseguenze negative.
[ndr. Le aziende che definiscono processi rigidi per lo sviluppo dei loro prodotti sono ottimi esempi. Ho lavorato in aziende dove i progetti seguivano fasi ben specifiche. Sequenziali. Analisi dei requisiti, concezione, sviluppo, ecc.
Era vietato cominciare la fase successiva se quella precedente non era terminata. Per terminarla dovevamo avere l’autorizzazione di un comitato appositamente creato per autorizzare la fine di una fase e l’inizio della successiva.
Visto che questi tipi di comitati si riunivano in modo non regolare, era pratica comune cominciare in anticipo la fase successiva ben prima della validazione. A volte si facevano addirittura le cose in parallelo (di nascosto) perché non aveva senso aspettare.
In altre parole, avevamo trovato un rimedio al sistema iper-vincolante.]
Se si vincola eccessivamente un sistema che non può essere naturalmente vincolato le persone troveranno delle alternative[ndr. più o meno “legali”].
[ndr. La conseguenza è una perdita importante di energia: la burocrazia ne è un esempio.] Fornisce un’apparenza di ordine, che in realtà richiede un enorme quantità di persone di buona volontà per far funzionare il sistema, nonostante tutto.
Vincolare eccessivamente un sistema può essere pericoloso. Un sistema ordinato ha valore in circostanze molto particolari.
Sistema caotico
Un sistema caotico non ha vincoli. Il sistema è casuale (random). Se un sistema diventa caotico accidentalmente (sistema eccessivamente vincolato, nessuno rispetta più le regole, contornare le regole è diventato normale), allora il sistema si disfa catastroficamente, diventando caotico. È un disastro.
D’altro canto, se si entra deliberatamente in un sistema caotico, allora si apre la strada all’innovazione o la capacità delle persone a interpretare in tempo reale determinate situazioni (la saggezza delle folle).
Quindi il caos è molto utile, se si capisce quando può essere utilizzato e quando deve essere evitato.
La completa casualità, se si raggiunge, ha vantaggi ma deve essere vincolata.
Sistemi complessi adattativi
In un sistema complesso adattativo ci sono talmente tanti impatti esterni che i pattern ripetitivi non esistono o, se esistono, è per puro caso ed in rare eccezioni.
[ndr. Ora introduciamo] il concetto di “coerenza retrospettiva”: [ndr. un fenomeno che ci porta a] vedere solo le cose che sembrano ripetersi.
Può essere pericoloso analizzare le cose in questo senso. [ndr. In un sistema complesso] ci sono talmente tanti fattori che interagiscono fra di loro continuamente che non c’è nessun modo di introdurre una relazione classica di causa ed effetto. Ed il modo in cui ciò è espresso normalmente, in un sistema complesso adattativo, non è causale bensì disposizionale.
Praticamente, si può affermare che il sistema è disposto ad evolvere in un certo modo ed è poco probabile che evolverà in un’altra direzione. Ma non si possono mai avere affermazioni accurate [ndr. e certe].
Ed è per questa ragione che in un contesto complesso si può modellizzazione il presente e vedere cosa si può fare nel presente per cambiare le cose. Non si definisce uno stato futuro.
Questa è una differenza fondamentale e profonda fra “complexity thinking” e “system thinking”.
Nel “system thinking” si fa il modello di uno stato futuro, la cultura aziendale, si definiscono gli obiettivi business e si comunica dove si vuole essere in futuro.
Nel modo di pensare complesso ci si concentra nel mappare il presente, si identifica cosa si può cambiare e, mentre si cambia, si controlla velocemente il cambiamento per rinforzare ciò che funziona bene e abbandonare il resto.
Tipo di sistema e stile di management
Il principio di base è comprendere in quale sistema ci si trova per gestirlo in modo appropriato.
Negli ultimi decenni, è stata praticata la politica dell’approccio standardizzato. Esiste questo metodo, è universale.
La realtà è che questo tipo di soluzioni sono applicabili solo in contesti ben particolari.[ndr. Si capisce meglio perché, in certe aziende, si cambia regolarmente metodo di lavoro. Il precedente non ha dato i risultati sperati. Allora applichiamo un nuovo approccio, ha un sacco di aspetti positivi, avrà sicuramente successo… e si riparte nelle stesse dinamiche. I dipendenti diventano allergici a qualsiasi tipo di nuovo metodo di lavoro e questo è una catastrofe per le persone e per l’azienda.
Se si capisce che si è in un sistema complesso, allora si deve accettare che i metodi o approcci universali non esistono.]
L’esempio della festa di compleanno per bambini di 9 anni.
Immagina di dover organizzare una festa per dei bambini di 9 anni. Immagina come potresti fare.
Per prima cosa bisogna decidere che tipo di sistema è. Caotico? Ordinato? Complesso?
Se è caotico vuol dire che i bambini sono liberi di fare tutto ciò che vogliono, in modo completamente casuale. Probabilmente la tua casa sarà distrutta alla fine della festa, ma è qualcosa che ci si aspettava fin dall’inizio, quando si è scelto il sistema caotico.
Quindi probabilmente trattare la festa di compleanno come un sistema caotico non è una buona idea.
Proviamo con un approccio ordinato allora…
Si definiscono gli obiettivi di apprendimento per la festa, prima che la festa cominci.
Gli obiettivi di apprendimento sono allineati con la mission statement per l’educazione dei bambini del tuo quartiere. Sono chiaramente espressi e visibili in poster motivazionali con belle immagini ispiranti.
Incolli questi poster un pò ovunque in casa e particolarmente nel luogo dove si terrà la festa.
Non chiedi ai bambini di giocare, invece distribuisci delle carte da gioco che spiegano come ogni bambino deve comportarsi.
Ovviamente hai anche preparato un project plan. Il project plan ha delle milestones chiare per tutta la festa, utilizzabili per valutare l’avanzamento della festa secondo gli obiettivi ideali prefissati.
Un adulto senior dà inizio alla festa con un video motivazionale.
Non vuoi che i bambini perdano tempo a giocare, perché non è previsto dagli obiettivi di apprendimento. Invece di giocare usano Power Point per dimostrare il loro commitment personale agli obiettivi della festa.
Dimostri come la loro ricompensa è direttamente legata al raggiungimento dei risultati attesi.
In seguito al grande successo del completamento della festa, proponi una post mortem review e promuovi nuove best practices per tutto il tuo quartiere.
Se, a questo punto, per una qualsiasi ragione improbabile, i bambini non sono felici, allora avrai bisogno di un professionista che racconterà storie divertenti per avere modelli mentali più felici e bambini meglio indottrinati a cui piacerà qualsiasi cosa gli presenterai la prossima volta. Oppure chiami un happiness consultant, o una variante delle due.
Forse anche il sistema ordinato non funziona poi così bene…
L’approccio complesso, in un certo modo, è molto più semplice.
Si comincia con il tracciare una riga per terra. Questo è un limite (constraint) o vincolo in termini di complessità.
Guardi i bambini dritto negli occhi e dici: “se qualcuno osa superare quella riga torna a casa immediatamente, festa finita”. [ndr. in realtà nel video l’espressione è più divertente e colorita]
In seguito si introducono delle sonde caotiche catalitiche: calcio, barbecue, videogame. Con la speranza che si formerà una dinamica di gioco interessante per i bambini.
Questi sono anche chiamati “attractor”, se risultano benefici, si danno più risorse.
Quello che si cerca di fare è di favorire l’emergere di una coerenza benefica nei limiti dei vincoli imposti.
Creazione di prodotti complessi
Se si pensa alla creazione di prodotti complessi, probabilmente ora comincerai a pensare ad approcciarlo in modo diverso.
Non ci penseresti neppure un secondo di gestire una festa in modo ordinato o caotico. Perché allora lo facciamo al lavoro?
La realtà è che si userà molto meno energia per gestire vincoli, sonde catalitiche (barbecue, videogiochi) e strategie di amplificazione piuttosto che decidere in anticipo esattamente come le cose dovrebbero essere. Questo potrebbe dare un sentimento di controllo, ma non un obiettivo.
Cynefin
Cynefin è una parola irlandese, non traducibile in inglese [ndr. e nemmeno in italiano, clicca qui per la pronuncia corretta]. Significa il luogo di molteplici appartenenze. È la sensazione di essere in un continuo flusso di significato nel tempo, non è mai statico.
C’è una sensazione di flusso, di continuità. È un nome perfetto per un modello di complessità, perché nella complessità puoi sapere dove sei e da dove vieni, ma non capisci esattamente la causa e l’effetto.
In pratica è intrinsecamente comprensibile, ma bisogna gestire il flusso. È un pò come andare in canoa in una rapida, piuttosto che seguire una strada precisa e decisa in anticipo, devi costantemente prendere decisioni rapide perché nulla rimane sempre uguale.
Questo è il disegno di Cynefin.
Cynefin – Dave Snowden
Cynefin – Il disordine
La zona centrale è quella del disordine, lo stato di non sapere in quale degli altri sottosistemi ci si trova. Un posto infelice dove trovarsi, perché non si sa se il sistema è ordinato, complesso o caotico, quindi si tenta di fare ciò che è più facile.
Cynefin divide l’ordine in due. Lo divide in uno spazio dove la causa in una relazione è ovvia ed un’altro dove la causa in una relazione è complicata. Questa differenza è ovvia, perché se la relazione fra causa ed effetto è evidente, non bisogna preoccuparsi di spiegare le cose. Le persone faranno ciò che devono fare [ndr. Se piove apro l’ombrello].
Cynefin – Chiaro
In Inghilterra si guida a sinistra, se vai in Inghilterra e guidi a destra devi aspettarti conseguenze negative.
Il modello decisionale è molto semplice: percepire, categorizzare, rispondere e applichiamo le best practices. Abbiamo vincoli rigidi o fissi.
È una buona zona in cui stare, è bella e prevedibile, tutto è meraviglioso, ha un costo energetico molto basso, ma è una base molto pericolosa perché, se la si limita troppo, si ha un collasso nel caos.
Cynefin – Caos
Quindi, la parte inferiore di Cynefin è in realtà disegnata così, perché rappresenta un precipizio che porta nel caos. Se cado in quest’area, qui c’è una zona di compiacimento, penso che tutto funzioni.
Se hai guidato la macchina a Sorrento, e credi che il traffico segua la legge normale, allora aspettati un disastro. La prima volta che ho guidato a Napoli ho causato un tamponamento di massa perché il semaforo iniziava a diventare rosso, quindi ho rallentato. L’auto dietro di me ha reagito in tempo, ma dietro c’è stata un’ammucchiata perché a Napoli si va più veloci e ci sono due minuti di tempo per passare con il rosso prima che arrivi il traffico dall’altra parte. Quindi, si può sbagliare.
Nella pratica, non voglio che si verifichi un guasto catastrofico di questo tipo. Se succede, devo uscirne in fretta. Quello che faccio qui [ndr. nel caos] è agire, percepire, rispondere. La buona notizia è che non ci sono vincoli e la pratica è sempre nuova [ndr. novel practice]. È completamente diverso.
Non abbiamo un’occasione migliore per fare qualcosa di diverso di quando c’è una grave crisi [ndr. pensa al COVID]. Anzi, la crisi è la migliore opportunità che abbiamo per innovare. Perché in quel momento le persone sono aperte alle novità. Non si può innovare durante i periodi di stabilità, si può innovare solo durante i periodi di crisi [ndr. pensa allo smart working prima e dopo il COVID!].
Cynefin – Complicato
Nel sistema complicato le relazioni tra causa ed effetto non sono evidenti, ma possono essere scoperte attraverso l’analisi o l’applicazione di competenze.
Il modello qui è percepire, analizzare, rispondere. La pratica, naturalmente, è buona non migliore, [ndr. good practice al posto della best practice che troviamo nel dominio del semplice] e i vincoli sono chiamati vincoli di governo. In sostanza, all’interno di un limite posso variare ciò che faccio.
Un grande errore nella consulenza di queste iniziative è quello di costringere le persone a un unico approccio.
Le persone che hanno un’esperienza approfondita, dovrebbero avere la possibilità di variare il loro approccio. Agile tende a favorire un unico approccio [ndr. Complesso o complicato]. Tende a metodi che sono stati progettati per essere insegnati, piuttosto che per essere praticati, e naturalmente se si ha bisogno di insegnare si ha bisogno di processi rigidi, perché è più facile insegnare.
Quindi, come si capisce, è un problema generale dei metodi in tutto il mondo.
[ndr. Non sono d’accordo con i due paragrafi precedenti… Scrum Professionale e, più generalmente le formazioni di Scrum.org, insegnano a ragionare in modo adatto al contesto complesso. Ovviamente si passa un pò di tempo a spiegare le 11 (!!) regole di Scrum, che sono i famosi vincoli di cui Dave parla nell’ambito di un sistema complesso.]
Naturalmente, da questo si passa al dominio complesso.
Cynefin – Complesso
Il dominio complesso si gestisce con esperimenti paralleli, che possono fallire. Si sonda, percepisce e si risponde, ma in parallelo, non in sequenza.
Quindi, se ho quindici o sedici idee coerenti su quale sia la cosa giusta da fare, non cerco di risolverle. Ciascuna di queste idee riceve una piccola quantità di risorse per condurre un esperimento di durata limitata in parallelo con le altre idee. Perché l’unico modo per capire cosa è possibile fare è agire all’interno del sistema.
È qui che l’agilità fallisce, ci torniamo fra poco.
La pratica qui è emergente [ndr. emergent practice], con vincoli abilitanti, non vincoli governativi. È una distinzione molto importante. È una differenza tra regole ed euristiche.
Prendiamo alcuni esempi militari, come la famosa innovazione di Napoleone nella guerra. I generali marciavano al suono del cannone. È stata una rivoluzione perché, prima di allora, tutti seguivano gli ordini o agivano in modo autonomo. Ora esiste un principio di governo, il che significa che sanno più o meno cosa fare e sanno cosa faranno gli altri generali intorno a loro. Quindi, c’è un grado di cognizione distribuita o di intelligenza distribuita nel sistema.
I Marines degli Stati Uniti hanno tre regole: conquistare il punto più alto, rimanere in contatto, continuare a muoversi. Si noti che queste regole sono empiricamente misurabili. Non sono principi astratti, come mettere i clienti al primo posto, che possono essere reinterpretati. Sono concreti e tangibili.
Se si guarda in termini militari, sono un modo migliore di esprimere le intenzioni del comandante rispetto a piani precisi. Quindi, la complessità consiste nel gestire l’ambiguità necessaria.
Cynefin, Scrum e Agile
Applichiamo Cynefin ad Agile. Si possono usare gli stessi concetti, nella stessa immagine, aggiungendo un’altro vincolo al sistema. Si tratta della cosiddetta versione liminale[ndr liminal version] di Cynefin, che si presenta più o meno come nell’immagine qui sotto. Anche in questo caso, si tratta di una singola linea che crea di fatto due aree liminari.
Cynefin Liminare – Dave Snowden
La liminalità è un concetto chiave in antropologia. Nelle comunità indigene, quando qualcuno indossa una maschera, diventa uno stregone. C’è uno stato di transizione tra l’essere chi è e il ruolo assunto dalla maschera. E questo si chiama liminalità. Quindi, una condizione liminare è uno stato di transizione che lascia aperte le possibilità di tornare indietro o di andare avanti. La liminalità qui è fondamentale.
Facciamo delle categorie, per ogni sistema. Waterfall corrisponde al dominio del semplice. Non c’è niente di male nel Waterfall se si sa esattamente cosa si deve ottenere; si sa quali risorse, cosa si vuole fare: creare un progetto tradizionale. Tecniche come Prince2 funzionano bene. Non ci sono problemi. Cercare di rendere tutto agile è un errore.
Nel dominio del complicato si osservano tecniche come il timebox, che tendiamo a dimenticare. Solo perché uno Sprint è di due settimane non significa che il timebox non possa essere di tre mesi. [ndr. Qui non ho capito bene il concetto… in effetti uno Sprint può avere un timebox di 2 settimane, ma nulla vieta di avere un Product Goal di più Sprint, quindi con un timebox composto dalla somma dei timebox dei diversi Sprint… forse qui c’è un’incomprensione dei principi di Scrum]
Negli anni ’80 e ’90 si usavano molto queste tecniche. Garantiamo una data di consegna, ma variamo le risorse o la consegna per raggiungerla. E ci sono altre tecniche in questo campo.
Un framework dovrebbe aprire delle possibilità piuttosto che costringere a un solo modo di lavorare. Non c’è niente di sbagliato nell’usare il timebox. [ndr. Che è proprio il principio di Scrum, un framework descrittivo e non prescrittivo]
La forza dell’uso di Scrum, e Scrum è stato assolutamente vitale per tutto questo, è che Scrum sta nella parte blu dell’immagine.
La grande forza di Scrum è quella di mantenere le cose in uno stato liminale di trasmissione, in modo che non escano troppo velocemente dal dominio della complessità.
Questo si chiama convergenza prematura, si trova in quel dominio liminale, perché è un esperimento lineare basato su un requisito parzialmente noto.
Ecco tre esempi di tecniche che stiamo sperimentando [ndr. Riprese da Extreme Programming]:
Pair Programming, con l’aggiunta di un utilizzatore, formato a comunicare efficacemente con gli sviluppatori
Metodo Triple-Eight, si uniscono persone competenti nella concezione di prototipi con persone capace di svilupparli. Lavorano insieme agli utilizzatori per 8 ore e passano il prototipo ad un altro team che lavora sul prototipo per altre 8 ore (senza conoscere i requisiti utilizzatore e senza sapere perché il prototipo è stato creato, devono solo migliorarlo). Poi lo passano ad un terzo team, che esegue lo stesso lavoro per 8 ore. Alla fine il prototipo torna al punto di partenza. In questo modo si rinforza attivamente la mutazione per gestire l’incertezza. Ogni volta che abbiamo provato questo metodo gli utilizzatori erano molto soddisfatti. Si gestisce l’incertezza con metodi che costruiscono a loro volta incertezza.
Esigenze impreviste, richiediamo agli utilizzatori di catturare di continuo le loro frustrazioni quotidiane con l’IT. Si ottengono dati statistici su quali sono i problemi o le esigenze più pressanti e si lavora per risolverle
Se vogliamo che Agile sopravviva, dobbiamo renderlo un quadro flessibile e fluido di strumenti multipli provenienti da contesti diversi. Kanban funziona molto bene nel dominio complicato, ma non molto utile per quello complesso.
Anche l’idea del work-in-progress è buona, ma il modo in cui si rappresenta il work-in-progress nel dominio del complesso non è una serie di carte in colonne, ma una mappa paesaggistica delle potenzialità [ndr. Come le mappe del metro].
Quindi, dobbiamo iniziare a riconoscere la necessità di una diversità essenziale per variare e mescolare efficacemente i vari metodi e dobbiamo spostare l’attenzione di Agile dall’accreditamento [ndr. certificazioni] alla consegna.
L’esperienza conta più dei certificati e dobbiamo riconoscerlo.
Conclusioni
[ndr. Sembra chiaro che il mondo in cui viviamo richiede un modo di affrontare i problemi e le situazioni in modo molto diverso da quello che abbiamo imparato a scuola e negli anni di lavoro. Il determinismo non possibile in un mondo in costante movimento, il futuro non si può prevedere. Ciò che mi è piaciuto in questo video, nel discorso di Dave Snowden, è la coerenza dei propositi, il punto di vista spiegato in modo assolutamente brillante. Quando ho cominciato a praticare Scrum, venivo da anni di Project Management nel dominio dell’informatica. Ero solito scherzare, quando i capi mi chiedevano se il project plan era pronto. Rispondevo certo è pronto, sbrigatevi a leggerlo perché domani sarà già da aggiornare! Ma non capivo perché… ora capisco. E sono felice, perché sono intimamente convinto che grazie alle formazioni, workshop e coaching Scrum che offro sto un pochino cambiando il mondo in meglio!]
ℹ️ Definizione di Scrum 📅 17/01/2023 ⏱️ Durata: 13 minuti
🎙️ Introduzione
“Ciao, io sono Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer alla scrum.org e questi sono i podcast di Collective Genius, dedicati a tutti coloro i quali vogliono approfondire o imparare Scrum Professionale.”
📑 Sommario
In questo episodio fondamentale, esploriamo la definizione ufficiale di Scrum dalla Scrum Guide (versione Novembre 2020). Analizziamo come questo framework leggero aiuta persone, team ed organizzazioni a generare valore attraverso soluzioni adattive per problemi complessi.
Ascolta l’Episodio
🎯 Definizione Scrum
“Scrum è un framework leggero che aiuta persone, team ed organizzazioni a generare valore attraverso soluzioni adattive per problemi complessi.”
🔄 Il Framework Scrum in Breve
Uno Scrum Master favorisce un ambiente in cui:
Un Product Owner ordina il lavoro in un Product Backlog
“Scrum non è altro che una macchina per rivelare la verità. […] Uno dei modi di vedere se state facendo bene Scrum, almeno all’inizio, è che siete capaci di mettere in evidenza tutto quello che non funziona in azienda nell’ottica Scrum.”
🔜 Prossimo Episodio
Il prossimo episodio tratterà la teoria di Scrum, approfondendo i concetti di empirismo, trasparenza, ispezione ed adattamento.
Questo articolo è basato sull’episodio 4 del podcast Scrum Italia con Fabio Panzavolta, Professional Scrum Trainer certificato Scrum.org.
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